Cultura

Promemoria Auschwitz 2016, un viaggio per non dimenticare

Promemoria Auschwitz 2016, un viaggio per non dimenticare
Cultura 03 Febbraio 2016 ore 21:29

NOVARA - Nel pomeriggio di ieri, martedì 2 febbraio, è stata presentato nella sala conferenze dell'istituto Nervi la seconda fase del progetto "Promemoria Auschwitz 2016". 
Terminata la formazione, tra il 12 e il 18 febbraio i ragazzi e gli accompagnatori effettueranno il viaggio secondo il programma previsto e dal ritorno al 30 aprile, data individuata per la restituzione pubblica, si svolgeranno gli incontri della terza fase, quella per la rielaborazione dell’esperienza e l’individuazione della migliore forma di condivisione con la cittadinanza, indicata da Davide Tamagnini, responsabile del progetto come la più importante. 
Erano presenti alla conferenza stampa, voluta dall’assessore comunale Sara Paladini, i sindaci dei comuni di Cerano, Flavio Gatti e Romentino, Alessio Biondo, che con Granozzo con Monticello e Novara contribuiscono al cofinanziamento di alcune quote (rispettivamente 2 quote cofinanziate da Cerano e  2 da Romentino, 1 da Granozzo, 27 da Novara); Davide Tamagnini per Sermais, l’associazione che oltre a curare con Deina l’organizzazione del viaggio e parte della formazione con l’Istituto Storico Piero Fornara, contribuisce con il cofinanziamento di 19 quote; lo storico Giovanni Cerutti; la consigliera provinciale Emanuela Allegra; i rappresentanti delle fondazioni che quest’anno hanno contribuito a sostenere il progetto: per Fondazioni Banca popolare di Novara Paolo Cirri e per Comunità del novarese Onlus Giuseppe Nobile. 
In apertura Sara Paladini ha ringraziato l’Istituto Storico per avere sin dall’avvio del progetto, cinque anni fa, creduto in esso rendendo solida la formazione dei partecipanti: proprio questa progettualità formativa, che l’Istituto ha sempre condiviso con Sermais, ha permesso la crescita del progetto negli anni, arrivando quest’anno a 120 iscrizioni rispetto alle 40 della prima edizione e consentirà la partenza di ben 61 ragazzi e 3 adulti. Il periodo formativo serve anche infatti a rendere i partecipanti consapevoli dell’impegno che si assumono partendo e, per ragioni organizzative, la disponibilità di posti per Novara, essendo un progetto nazionale, prevedeva un numero complessivo di 70 partecipanti, che comprende anche accompagnatori e formatori. La serietà del progetto, hanno sottolineato i sindaci presenti, li ha portati ad affiancare in momenti economicamente difficili il comune di Novara per garantire la partenza di almeno un giovane cittadino del comune da loro amministrato “con la consapevolezza”, ha detto Biondo, “che con queste risorse contribuirò ad avere cittadini più consapevoli”. Ha aggiunto Gatti, che come il collega ha già dato la disponibilità per una futura edizione “è il secondo anno che contribuisco, anche se in misura limitata, a questo progetto, avendone intuito la importanza”. Si è poi rivolto ai numerosi ragazzi presenti in sala con queste parole: “Avete molto coraggio. Io, che sono adulto e pur insegnando materie giuridiche sono appassionato di storia, non ho mai fatto questo viaggio: affronterete certamente momenti emotivamente difficili, ma importanti”.Un augurio è arrivato dalla consigliera Allegra: “La Provincia, non potendo contribuire con fondi, ha collaborato a diffondere la conoscenza dell’iniziativa e ha messo a disposizione i locali per la formazione. Crediamo nel progetto e lo sosteniamo, per questo vi seguiamo passo passo. So che ci sono in sala più ragazzi di quelli che partiranno, ma il mio invito, parlo da genitore di un ragazzo che ha fatto questa esperienza, è quello di prendere questo treno a tutti i costi: vi cambierà la vita”.
Anche i rappresentanti delle Fondazioni hanno detto di avere aderito alla “cordata di sostegno” del progetto colpiti dalla serietà dei tre momenti fondanti: formazione, struttura del viaggio, rielaborazione e restituzione pubblica. Davide Tamagni ha quindi sinteticamente indicato il programma di viaggio e sottolineato come “la comunità viaggiante” che si forma ogni anno continua poi il percorso insieme anche dopo la restituzione pubblica: molti degli accompagnatori del 2016 sono ragazzi partiti negli anni precedenti che hanno continuato il loro impegno con Sermais e hanno seguito una specifica preparazione per svolgere questo ruolo. Su invito dell’assessore Paladini, che li conosce bene avendo lei stessa fatto questa esperienza due anni fa, alcuni di questi ragazzi sono intervenuti testimoniando come il legame che si crea nella condivisione di una simile esperienza difficilmente viene reciso, anche se non tutti si sentono poi di continuare ad esserne parte attiva. Prima di passare all’ultima lezione in programma, Giovanni Cerutti ha così concluso: “Abbiamo da subito raccolto questa sfida e la portiamo avanti. In questi cinque anni abbiamo consolidato alcune tappe fondamentali del percorso formativo: l’aspetto di conoscenza storica, che appare quasi scontato, la conoscenza della storia della strage del lago Maggiore, grazie alla fattiva collaborazione di comuni da essa toccati, come Baveno, Meina e Orta, che ci ha ospitati quest’anno, perché non si va molto lontano se non si conoscono e non si comprendono appieno le dinamiche che hanno permesso lo svolgersi di analoghe tragedie dove viviamo, coinvolgendo in modo drammatico le nostre comunità, ma soprattutto sviluppando sempre più la riflessione dal punto di vista morale ed etico di chi intraprende questo percorso, una riflessione che interpella tutti noi, giovani e adulti e non è fissata una volta per sempre. Fare questa esperienza ci aiuta a definire chi siamo ma, soprattutto, chi vogliamo essere”. L’Istituto Piero Fornara ha sicuramente contribuito, con la visita ai luoghi della memoria locali, a diffondere la conoscenza di quella che fino a non molto tempo fa era definita “la strage dimenticata” e quest’anno, per la prima volta, seguirà i ragazzi e gli accompagnatori anche in questa seconda fase, con la partecipazione al viaggio della responsabile della sezione didattica Elena Mastretta.

NOVARA - Nel pomeriggio di ieri, martedì 2 febbraio, è stata presentato nella sala conferenze dell'istituto Nervi la seconda fase del progetto "Promemoria Auschwitz 2016". 
Terminata la formazione, tra il 12 e il 18 febbraio i ragazzi e gli accompagnatori effettueranno il viaggio secondo il programma previsto e dal ritorno al 30 aprile, data individuata per la restituzione pubblica, si svolgeranno gli incontri della terza fase, quella per la rielaborazione dell’esperienza e l’individuazione della migliore forma di condivisione con la cittadinanza, indicata da Davide Tamagnini, responsabile del progetto come la più importante. 
Erano presenti alla conferenza stampa, voluta dall’assessore comunale Sara Paladini, i sindaci dei comuni di Cerano, Flavio Gatti e Romentino, Alessio Biondo, che con Granozzo con Monticello e Novara contribuiscono al cofinanziamento di alcune quote (rispettivamente 2 quote cofinanziate da Cerano e  2 da Romentino, 1 da Granozzo, 27 da Novara); Davide Tamagnini per Sermais, l’associazione che oltre a curare con Deina l’organizzazione del viaggio e parte della formazione con l’Istituto Storico Piero Fornara, contribuisce con il cofinanziamento di 19 quote; lo storico Giovanni Cerutti; la consigliera provinciale Emanuela Allegra; i rappresentanti delle fondazioni che quest’anno hanno contribuito a sostenere il progetto: per Fondazioni Banca popolare di Novara Paolo Cirri e per Comunità del novarese Onlus Giuseppe Nobile. 
In apertura Sara Paladini ha ringraziato l’Istituto Storico per avere sin dall’avvio del progetto, cinque anni fa, creduto in esso rendendo solida la formazione dei partecipanti: proprio questa progettualità formativa, che l’Istituto ha sempre condiviso con Sermais, ha permesso la crescita del progetto negli anni, arrivando quest’anno a 120 iscrizioni rispetto alle 40 della prima edizione e consentirà la partenza di ben 61 ragazzi e 3 adulti. Il periodo formativo serve anche infatti a rendere i partecipanti consapevoli dell’impegno che si assumono partendo e, per ragioni organizzative, la disponibilità di posti per Novara, essendo un progetto nazionale, prevedeva un numero complessivo di 70 partecipanti, che comprende anche accompagnatori e formatori. La serietà del progetto, hanno sottolineato i sindaci presenti, li ha portati ad affiancare in momenti economicamente difficili il comune di Novara per garantire la partenza di almeno un giovane cittadino del comune da loro amministrato “con la consapevolezza”, ha detto Biondo, “che con queste risorse contribuirò ad avere cittadini più consapevoli”. Ha aggiunto Gatti, che come il collega ha già dato la disponibilità per una futura edizione “è il secondo anno che contribuisco, anche se in misura limitata, a questo progetto, avendone intuito la importanza”. Si è poi rivolto ai numerosi ragazzi presenti in sala con queste parole: “Avete molto coraggio. Io, che sono adulto e pur insegnando materie giuridiche sono appassionato di storia, non ho mai fatto questo viaggio: affronterete certamente momenti emotivamente difficili, ma importanti”.Un augurio è arrivato dalla consigliera Allegra: “La Provincia, non potendo contribuire con fondi, ha collaborato a diffondere la conoscenza dell’iniziativa e ha messo a disposizione i locali per la formazione. Crediamo nel progetto e lo sosteniamo, per questo vi seguiamo passo passo. So che ci sono in sala più ragazzi di quelli che partiranno, ma il mio invito, parlo da genitore di un ragazzo che ha fatto questa esperienza, è quello di prendere questo treno a tutti i costi: vi cambierà la vita”.
Anche i rappresentanti delle Fondazioni hanno detto di avere aderito alla “cordata di sostegno” del progetto colpiti dalla serietà dei tre momenti fondanti: formazione, struttura del viaggio, rielaborazione e restituzione pubblica. Davide Tamagni ha quindi sinteticamente indicato il programma di viaggio e sottolineato come “la comunità viaggiante” che si forma ogni anno continua poi il percorso insieme anche dopo la restituzione pubblica: molti degli accompagnatori del 2016 sono ragazzi partiti negli anni precedenti che hanno continuato il loro impegno con Sermais e hanno seguito una specifica preparazione per svolgere questo ruolo. Su invito dell’assessore Paladini, che li conosce bene avendo lei stessa fatto questa esperienza due anni fa, alcuni di questi ragazzi sono intervenuti testimoniando come il legame che si crea nella condivisione di una simile esperienza difficilmente viene reciso, anche se non tutti si sentono poi di continuare ad esserne parte attiva. Prima di passare all’ultima lezione in programma, Giovanni Cerutti ha così concluso: “Abbiamo da subito raccolto questa sfida e la portiamo avanti. In questi cinque anni abbiamo consolidato alcune tappe fondamentali del percorso formativo: l’aspetto di conoscenza storica, che appare quasi scontato, la conoscenza della storia della strage del lago Maggiore, grazie alla fattiva collaborazione di comuni da essa toccati, come Baveno, Meina e Orta, che ci ha ospitati quest’anno, perché non si va molto lontano se non si conoscono e non si comprendono appieno le dinamiche che hanno permesso lo svolgersi di analoghe tragedie dove viviamo, coinvolgendo in modo drammatico le nostre comunità, ma soprattutto sviluppando sempre più la riflessione dal punto di vista morale ed etico di chi intraprende questo percorso, una riflessione che interpella tutti noi, giovani e adulti e non è fissata una volta per sempre. Fare questa esperienza ci aiuta a definire chi siamo ma, soprattutto, chi vogliamo essere”. L’Istituto Piero Fornara ha sicuramente contribuito, con la visita ai luoghi della memoria locali, a diffondere la conoscenza di quella che fino a non molto tempo fa era definita “la strage dimenticata” e quest’anno, per la prima volta, seguirà i ragazzi e gli accompagnatori anche in questa seconda fase, con la partecipazione al viaggio della responsabile della sezione didattica Elena Mastretta.

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