Cultura

Teatro degli Scalpellini: rinviato lo spettacolo su Dino Campana

Rinviato per il Coronavirus il 13° spettacolo teatrale della stagione "Vado a teatro!".

Teatro degli Scalpellini: rinviato lo spettacolo su Dino Campana
Alto Novarese, 02 Marzo 2020 ore 09:38

Rinviato al 20 marzo lo spettacolo su Dino Campana al Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio.

San Maurizio d’Opaglio: rinviato al 20 marzo lo spettacolo su Dino Campana

A causa del protrarsi dello stato d’incertezza per effetto dell’emergenza Covid 19, malgrado un parziale ritorno alla normalità, la Direzione di “Vado a teatro! – Teatro degli Scalpellini” ha deciso, in via precauzionale, di spostare la data dello spettacolo THE BOY’S BLOOD. I giorni di Dino Campana dal venerdì 6 marzo, come da programma precedentemente comunicato, al VENERDI’ 20 MARZO, alle 21, in quasi concomitanza con la Giornata Mondiale della Poesia Unesco 2020.

Lo spettacolo di e con Franco Acquaviva:

LA VITA DEL POETA DINO CAMPANA: IL FOLLE DI MARRADI ovvero IL MAUDIT ITALIANO. Tredicesimo appuntamento per Vado a teatro! al Teatro degli Scalpellini – direzione artistica Franco Acquaviva, organizzazione Teatro delle Selve – VENERDI’ 20 marzo, alle 21, con lo spettacolo THE BOY’S BLOOD. I giorni di Dino Campana. Drammaturgia, testi, scelte musicali e  interpretazione: Franco Acquaviva | e con: Stefano Acquaviva | Regia: Anna Olivero, Franco Acquaviva.

Il commento degli organizzatori:

Dino Campana fu poeta camminante, tutta la sua poesia è profondamente immersa in questo vagare nell’anima del paesaggio italiano tra Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Umbria. In seguito alle note vicende Campana fu rinchiuso in manicomio, dove uno psichatra di nome Carlo Pariani lo sottopose a un ciclo di interviste per cercare di comprendere il nesso follia-genio. Nello spettacolo si immagina il poeta imprigionato nelle sue ossessioni, che si materializzano prendendo la forma delle diverse figure di “persecutori” che sempre lo assediarono: i concittadini marradesi, la madre, i letterati fiorentini, Sibilla Aleramo, i ragazzini del suo paese, infine, proprio lo psichiatra Carlo Pariani. Incalzato da queste figure il poeta fugge e dialoga con i propri fantasmi.

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