Cultura

Tutti in coda: è l’effetto Caravaggio

Tutti in coda: è l’effetto Caravaggio
Cultura 11 Aprile 2016 ore 16:45

NOVARA - È l’effetto Caravaggio. È l’effetto della grande Arte. Cortile gremito, gente in coda per salire nell’Arengo. Sabato 9 aprile inaugurata la mostra “Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi”. Al mattino per la stampa, al pomeriggio per la città (anche nella Lingua dei Segni). Fino al 24 luglio aperte le visite nel Complesso Monumentale del Broletto di Novara. Sono 56 le opere esposte: il nucleo portante appartiene alla Fondazione Longhi di Firenze. Non solo Caravaggio con “San Francesco in meditazione” che arriva da Cremona. Anche Lorenzo Lotto, Dosso Dossi, Valentin de Boulogne, Mattia Preti, El Greco, Cerano… In campo Comune di Novara, Regione Piemonte e Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi con il sostegno di Compagnia di San Paolo e il patrocinio di Provincia di Novara, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: organizzata da Civita Mostre, la mostra è curata da Mina Gregori e Maria Cristina Bandera, presidente e direttore scientifico della Fondazione Longhi. È il presente che dialoga con il passato alla luce della grande modernità della pittura di Michelangelo Merisi. «Una mostra di taglio internazionale, costruita apposta per Novara»: la curatrice Bandera invita alla visita seguendo il fil rouge dell’evento espositivo «incentrato sulla figura di Longhi, sul suo sguardo critico di grande conoscitore e collezionista. Per lui Caravaggio fu il primo pittore dell’età moderna. Intuì il suo aspetto rivoluzionario, d’avanguardia. Funzionale allo spazio e alle opere è l’allestimento dell’architetto Corrado Anselmi in una mostra fatta per il pubblico». Mina Gregori, accademica dei Lincei, esorta a «guardare il percorso che si apre in modo straordinario al mondo moderno, a un modo di vedere la realtà che è quello di oggi. E qui a Novara la disposizione delle opere consente una comprensione mai offerta nelle sale della Fondazione». Una scommessa vinta per il sindaco di Novara Andrea Ballarè: «La cultura si conferma uno dei filoni fondamentali dello sviluppo di Novara diventata punto di riferimento per tutta la regione». E «una giornata di grande bellezza dopo un anno e mezzo di lavoro» per Paola Turchelli, assessore alla Cultura: «Un progetto costruito per la città, con la collaborazione di tanti protagonisti. Una vocazione, quella di Novara, nel segno della cultura, della nostra storia, dei nostri beni». Il “San Francesco in meditazione” arriva dal Museo Civico “Ala Ponzone”. Rimarrà fino al 20 giugno. Poi lascerà il posto a un altro Caravaggio che giungerà da Roma. Ad accompagnare il dipinto c’è il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti (e con lui il conservatore del museo Mario Marubbi): «È la prima volta che esce dalla città dopo il restauro. Andrà poi a Madrid, alla Fondazione Thyssen-Bornemisza. È giusto che le amministrazioni lavorino insieme. Così abbiamo fatto con Novara. Concordo con quanto detto da Ballarè, la cultura è volano di crescita civile e sviluppo economico».

Eleonora Groppetti

NOVARA - È l’effetto Caravaggio. È l’effetto della grande Arte. Cortile gremito, gente in coda per salire nell’Arengo. Sabato 9 aprile inaugurata la mostra “Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi”. Al mattino per la stampa, al pomeriggio per la città (anche nella Lingua dei Segni). Fino al 24 luglio aperte le visite nel Complesso Monumentale del Broletto di Novara. Sono 56 le opere esposte: il nucleo portante appartiene alla Fondazione Longhi di Firenze. Non solo Caravaggio con “San Francesco in meditazione” che arriva da Cremona. Anche Lorenzo Lotto, Dosso Dossi, Valentin de Boulogne, Mattia Preti, El Greco, Cerano… In campo Comune di Novara, Regione Piemonte e Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi con il sostegno di Compagnia di San Paolo e il patrocinio di Provincia di Novara, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: organizzata da Civita Mostre, la mostra è curata da Mina Gregori e Maria Cristina Bandera, presidente e direttore scientifico della Fondazione Longhi. È il presente che dialoga con il passato alla luce della grande modernità della pittura di Michelangelo Merisi. «Una mostra di taglio internazionale, costruita apposta per Novara»: la curatrice Bandera invita alla visita seguendo il fil rouge dell’evento espositivo «incentrato sulla figura di Longhi, sul suo sguardo critico di grande conoscitore e collezionista. Per lui Caravaggio fu il primo pittore dell’età moderna. Intuì il suo aspetto rivoluzionario, d’avanguardia. Funzionale allo spazio e alle opere è l’allestimento dell’architetto Corrado Anselmi in una mostra fatta per il pubblico». Mina Gregori, accademica dei Lincei, esorta a «guardare il percorso che si apre in modo straordinario al mondo moderno, a un modo di vedere la realtà che è quello di oggi. E qui a Novara la disposizione delle opere consente una comprensione mai offerta nelle sale della Fondazione». Una scommessa vinta per il sindaco di Novara Andrea Ballarè: «La cultura si conferma uno dei filoni fondamentali dello sviluppo di Novara diventata punto di riferimento per tutta la regione». E «una giornata di grande bellezza dopo un anno e mezzo di lavoro» per Paola Turchelli, assessore alla Cultura: «Un progetto costruito per la città, con la collaborazione di tanti protagonisti. Una vocazione, quella di Novara, nel segno della cultura, della nostra storia, dei nostri beni». Il “San Francesco in meditazione” arriva dal Museo Civico “Ala Ponzone”. Rimarrà fino al 20 giugno. Poi lascerà il posto a un altro Caravaggio che giungerà da Roma. Ad accompagnare il dipinto c’è il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti (e con lui il conservatore del museo Mario Marubbi): «È la prima volta che esce dalla città dopo il restauro. Andrà poi a Madrid, alla Fondazione Thyssen-Bornemisza. È giusto che le amministrazioni lavorino insieme. Così abbiamo fatto con Novara. Concordo con quanto detto da Ballarè, la cultura è volano di crescita civile e sviluppo economico».

Eleonora Groppetti

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