Cultura

Un po’ di Novara all’Ariston con lo chef Antonino Cannavacciuolo

Un po’ di Novara all’Ariston con lo chef Antonino Cannavacciuolo
Cultura 11 Febbraio 2016 ore 08:14

NOVARA – La seconda serata della 66esima edizione del Festival di Sanremo ha parlato per qualche minuto anche novarese o quantomeno ha portato alla ribalta un personaggio che ormai è di casa a Novara. Stiamo parlando dello chef Antonino Cannavacciuolo, che lo scorso 22 ottobre ha aperto in città, in pieno centro storico, il Cannavacciuolo Cafè & Bistrot.

Uno chef molto conosciuto per le sue qualità in cucina e perché personaggio televisivo. E’ conduttore, infatti, della versione italiana di Cucine da incubo, in onda sul canale Fox Life della piattaforma satellitare Sky Italia e su Cielo ed è tra i protagonisti di Masterchef Italia. Come ristoratore è stato premiato con 2 stelle Michelin, 3 forchette della guida Gambero Rosso e 3 cappelli sulla guida de L’Espresso.

A Novara vive da molti anni, perché sposato a una novarese. Dal 1999, proprio con la moglie, Cinzia Primatesta, ha assunto la gestione del ristorante hotel Villa Crespi di Orta S. Giulio. Ha sempre avuto come punto di forza il saper miscelare i sapori della sua terra d’origine, la Campania, con quelli del territorio novarese. Il suo ingresso sul palco dell’Ariston è alle 00,37. Lo chef, pur abituato a essere immortalato dalle telecamere, si dice emozionato, soprattutto per dove si trova: per essere sceso da una scalinata così famosa e percorsa da grandissimi personaggi.

Con il conduttore Carlo Conti parla di piatti preferiti, scherza un po’ sulla sua stazza e poi, rilevando come abbia un po’ fame, dice che, se proprio ha un piatto preferito o che è molto utile a sfamarlo: “preferisco sempre pasta e fagioli”. Un dialogo tra consigli di cucina (“il cibo va accarezzato”), ne parla anche con Gabriel Garko che gli domanda i minuti di cottura per cucinare bene un uovo sodo e uno alla coque, e gusti musicali. Sulla domanda relativa alla sua canzone preferita del Festival, il grande chef tenta di non rispondere. Si vergogna. E’ certo, dice, che Conti possa ridere nell’apprendere quale sia il suo brano preferito. Ma poi si arrende: “è quella del dudu dadada”, dice, intonandola un po’. E’, quindi, “Vattene amore” di Amedeo Minghi e Mietta, definita dallo stesso Conti come il “Trottolino amoroso”, da parte del ritornello del brano del 1990. “La cantava sempre mamma quando ero ragazzo e non mi volevo alzare. Mamma canta sempre ed è una fan di Sanremo”.

mo.c.

NOVARA – La seconda serata della 66esima edizione del Festival di Sanremo ha parlato per qualche minuto anche novarese o quantomeno ha portato alla ribalta un personaggio che ormai è di casa a Novara. Stiamo parlando dello chef Antonino Cannavacciuolo, che lo scorso 22 ottobre ha aperto in città, in pieno centro storico, il Cannavacciuolo Cafè & Bistrot.

Uno chef molto conosciuto per le sue qualità in cucina e perché personaggio televisivo. E’ conduttore, infatti, della versione italiana di Cucine da incubo, in onda sul canale Fox Life della piattaforma satellitare Sky Italia e su Cielo ed è tra i protagonisti di Masterchef Italia. Come ristoratore è stato premiato con 2 stelle Michelin, 3 forchette della guida Gambero Rosso e 3 cappelli sulla guida de L’Espresso.

A Novara vive da molti anni, perché sposato a una novarese. Dal 1999, proprio con la moglie, Cinzia Primatesta, ha assunto la gestione del ristorante hotel Villa Crespi di Orta S. Giulio. Ha sempre avuto come punto di forza il saper miscelare i sapori della sua terra d’origine, la Campania, con quelli del territorio novarese. Il suo ingresso sul palco dell’Ariston è alle 00,37. Lo chef, pur abituato a essere immortalato dalle telecamere, si dice emozionato, soprattutto per dove si trova: per essere sceso da una scalinata così famosa e percorsa da grandissimi personaggi.

Con il conduttore Carlo Conti parla di piatti preferiti, scherza un po’ sulla sua stazza e poi, rilevando come abbia un po’ fame, dice che, se proprio ha un piatto preferito o che è molto utile a sfamarlo: “preferisco sempre pasta e fagioli”. Un dialogo tra consigli di cucina (“il cibo va accarezzato”), ne parla anche con Gabriel Garko che gli domanda i minuti di cottura per cucinare bene un uovo sodo e uno alla coque, e gusti musicali. Sulla domanda relativa alla sua canzone preferita del Festival, il grande chef tenta di non rispondere. Si vergogna. E’ certo, dice, che Conti possa ridere nell’apprendere quale sia il suo brano preferito. Ma poi si arrende: “è quella del dudu dadada”, dice, intonandola un po’. E’, quindi, “Vattene amore” di Amedeo Minghi e Mietta, definita dallo stesso Conti come il “Trottolino amoroso”, da parte del ritornello del brano del 1990. “La cantava sempre mamma quando ero ragazzo e non mi volevo alzare. Mamma canta sempre ed è una fan di Sanremo”.

mo.c.


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