«Agognate darà nuovi posti di lavoro»

«Agognate darà nuovi posti di lavoro»
Economia 01 Agosto 2015 ore 15:06

NOVARA - L’assessore comunale al Territorio Marco Bozzola replica alla presa di posizione della delegazione novarese del Fai riguardo al progetto di Agognate. «“Sono anni ormai” – inizia l’amministratore - che, sotto la bandiera del Fai, i suoi delegati territoriali, con uno stillicidio continuo, propinano “improbabili“ j’accuse verso il lavoro che l’Amministrazione comunale sta cercando di sviluppare in generale ed in particolare sulle aree di sviluppo logistico-industriale a nord-ovest della città, arrivando ormai alle minacce che sono sempre figlie dell’assenza di argomentazioni credibili» . «I delegati Fai – prosegue - affermano che lo sviluppo di un’area industriale ad Agognate andrebbe addirittura “…a danno del lavoro e di nuova occupazione”, perché a loro dire, il gruppo promotore Vailog non investirebbe “sulle aree e nei capannoni vuoti esistenti”. Un modo di glissare il problema – afferma -  Perché quelle aree sono di altri proprietari e noi siamo da tempo in attesa di dare tutta la collaborazione possibile a questi proprietari per poterle recuperare. Per questo – afferma senza mezzi termini Bozzola - respingo con forza l’equazione: se non investi in aree che non sono tue, sei un millantatore e uno speculatore spietato. Il tema sta tutto qui».L’assessore pone l’accento sulla creazione di nuova occupazione: «E’ un dovere preoccuparsi per il lavoro che non c’è. E’ questo che ci chiedono i moltissimi cittadini disoccupati. Ed è proprio questo – prosegue Bozzola - che cerchiamo di fare. Questo ci ha guidati fin dall’inizio. Agognate è un progetto di costruzione di un luogo operativo e pronto a ricevere le imprese. Questo è il modo più concreto di operare per il lavoro ed è questo che il Fai critica. Anche il completamento della tangenziale, 124 milioni di opere, è un atto concreto, e il Fai lo critica considerandolo “inutile”. Allo stesso modo anche essere giunti all’accordo per lo sviluppo delle caserme, è ancora una volta un atto concreto e il Fai lo critica, sostenendo l’assenza di un “disegno generale”. Mi lasci dire che non si può pretendere di risolvere un problema in casa d’altri». Sandro DevecchiLeggi di più sul Corriere di Novara di sabato 1 agosto 2015

NOVARA - L’assessore comunale al Territorio Marco Bozzola replica alla presa di posizione della delegazione novarese del Fai riguardo al progetto di Agognate. «“Sono anni ormai” – inizia l’amministratore - che, sotto la bandiera del Fai, i suoi delegati territoriali, con uno stillicidio continuo, propinano “improbabili“ j’accuse verso il lavoro che l’Amministrazione comunale sta cercando di sviluppare in generale ed in particolare sulle aree di sviluppo logistico-industriale a nord-ovest della città, arrivando ormai alle minacce che sono sempre figlie dell’assenza di argomentazioni credibili» . 

«I delegati Fai – prosegue - affermano che lo sviluppo di un’area industriale ad Agognate andrebbe addirittura “…a danno del lavoro e di nuova occupazione”, perché a loro dire, il gruppo promotore Vailog non investirebbe “sulle aree e nei capannoni vuoti esistenti”. Un modo di glissare il problema – afferma -  Perché quelle aree sono di altri proprietari e noi siamo da tempo in attesa di dare tutta la collaborazione possibile a questi proprietari per poterle recuperare. Per questo – afferma senza mezzi termini Bozzola - respingo con forza l’equazione: se non investi in aree che non sono tue, sei un millantatore e uno speculatore spietato. Il tema sta tutto qui».

L’assessore pone l’accento sulla creazione di nuova occupazione: «E’ un dovere preoccuparsi per il lavoro che non c’è. E’ questo che ci chiedono i moltissimi cittadini disoccupati. Ed è proprio questo – prosegue Bozzola - che cerchiamo di fare. Questo ci ha guidati fin dall’inizio. Agognate è un progetto di costruzione di un luogo operativo e pronto a ricevere le imprese. Questo è il modo più concreto di operare per il lavoro ed è questo che il Fai critica. Anche il completamento della tangenziale, 124 milioni di opere, è un atto concreto, e il Fai lo critica considerandolo “inutile”. Allo stesso modo anche essere giunti all’accordo per lo sviluppo delle caserme, è ancora una volta un atto concreto e il Fai lo critica, sostenendo l’assenza di un “disegno generale”. Mi lasci dire che non si può pretendere di risolvere un problema in casa d’altri». 

Sandro Devecchi

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