Allevamenti bovini a rischio per il caldo

Allevamenti bovini a rischio per il caldo
Economia 20 Luglio 2015 ore 16:08

Le alte temperature di questi giorni e il fine settimana appena trascorso che ha ancora una volta ha fatto salire il termometro verso i 40 gradi percepiti preoccupa il settore agricolo. La Coldiretti di Novara e Verbano Cusio Ossola a tal proposito ha diffuso un comunicato in cui evidenzia come “anche nelle stalle novaresi sono scattate le misure anti afa e gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi”. 

“La situazione è delicata soprattutto nelle aree della pianura dove si concentra il maggior numero di stalle dove vengono allevati i bovini il cui latte è destinato, in particolare, alla produzione di formaggi ‘storici’ e fortemente identitari come il Gorgonzola Dop” sottolinea Sara Baudo, allevatrice e delegata di Coldiretti Giovani Impresa Novara Vco. “Il calo medio nella produzione di latte è tra il 10 e il 15%, ma con punte anche del 20%”.

Coldiretti fornisce anche una serie interessanti di dati. A  livello nazionale sono già 50 milioni i litri di latte persi per colpa del caldo nei primi quindici giorni di luglio. Se nei pollai si è già registrato – precisa la Coldiretti - un calo fra il 5 al 10 per cento nella deposizione delle uova, per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi ed oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte mentre per i maiali sono stati accesi i condizionatori per evitare che le temperature sfondino la soglia dei 28 gradi oltre la quale gli animali cominciano a soffrire e a mangiare fino al 40 per cento in meno della razione giornaliera. 

“Molte aziende della nostra provincia sono pronte ad affrontare la situazione con impianti all’avanguardia, ventilatori a pale molto grandi sotto cui gli animali si stendono e riescono a rinfrescarsi.  In questo modo lo stress a cui le vacche sono sottoposte per il gran caldo viene alleviato, ma un calo della produzione di latte lo si registra ugualmente: oltre ai  mezzi che rinfrescano, pale, doccette, particolare attenzione viene posta all’alimentazione dei  bovini in particolar modo alle bovine che partoriscono nel periodo”. 

m.d.

Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 20 luglio 2015 

Le alte temperature di questi giorni e il fine settimana appena trascorso che ha ancora una volta ha fatto salire il termometro verso i 40 gradi percepiti preoccupa il settore agricolo. La Coldiretti di Novara e Verbano Cusio Ossola a tal proposito ha diffuso un comunicato in cui evidenzia come “anche nelle stalle novaresi sono scattate le misure anti afa e gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi”. 

“La situazione è delicata soprattutto nelle aree della pianura dove si concentra il maggior numero di stalle dove vengono allevati i bovini il cui latte è destinato, in particolare, alla produzione di formaggi ‘storici’ e fortemente identitari come il Gorgonzola Dop” sottolinea Sara Baudo, allevatrice e delegata di Coldiretti Giovani Impresa Novara Vco. “Il calo medio nella produzione di latte è tra il 10 e il 15%, ma con punte anche del 20%”.

Coldiretti fornisce anche una serie interessanti di dati. A  livello nazionale sono già 50 milioni i litri di latte persi per colpa del caldo nei primi quindici giorni di luglio. Se nei pollai si è già registrato – precisa la Coldiretti - un calo fra il 5 al 10 per cento nella deposizione delle uova, per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi ed oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte mentre per i maiali sono stati accesi i condizionatori per evitare che le temperature sfondino la soglia dei 28 gradi oltre la quale gli animali cominciano a soffrire e a mangiare fino al 40 per cento in meno della razione giornaliera. 

“Molte aziende della nostra provincia sono pronte ad affrontare la situazione con impianti all’avanguardia, ventilatori a pale molto grandi sotto cui gli animali si stendono e riescono a rinfrescarsi.  In questo modo lo stress a cui le vacche sono sottoposte per il gran caldo viene alleviato, ma un calo della produzione di latte lo si registra ugualmente: oltre ai  mezzi che rinfrescano, pale, doccette, particolare attenzione viene posta all’alimentazione dei  bovini in particolar modo alle bovine che partoriscono nel periodo”. 

m.d.

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