Ampliamento del Cim, «valuti la Procura»

Ampliamento del Cim, «valuti la Procura»
Economia 28 Settembre 2015 ore 15:02

NOVARA - Presentazione di un esposto alla Procura promosso dal Movimento5Stelle e sottoscritto dal Comitato per Pernate e dalla cittadinanza, i danni derivanti al territorio dal rischio di esondazione e le eventuali richieste di risarcimento e la delibera di Giunta comunale del 10 giugno 2015 (Aree ricomprese in ambiti ancora da urbanizzare del Prg vigente) riguardante la possibilità di richiedere la riclassificazione urbanistica dei terreni a uso agricolo compresi negli ambiti ancora non edificati per una successiva riduzione della tassazione (scadenza a fine mese).

Sono stati i temi trattati, venerdì, al Cinema parrocchiale pernatese, all’incontro “Quale futuro per il territorio di Pernate?”, serata informativa promossa dal Comitato per Pernate, che ha visto la partecipazione, oltre che dei rappresentanti del Comitato (Carlo Ferro e Angelo Sesana), del senatore Carlo Martelli, dell’onorevole Davide Crippa e del consigliere regionale Paolo Andrissi (tutti dei 5Stelle) e di due legali, che hanno spiegato alla cittadinanza quanto presente nell’esposto e quanto poter fare per ottenere eventuali risarcimenti.

A introdurre l’appuntamento, Ferro e Sesana. Il primo: «Quello che più ci preoccupa è la delibera riguardante la riclassificazione urbanistica. Abbiamo chiesto delucidazioni all’assessore competente a fine agosto, ma non abbiamo avuto grandi risposte. Temiamo, infatti, che l’ambito T3b, che da tempo noi chiediamo possa tornare a destinazione agricola, non sia compreso in questo documento comunale. Abbiamo invitato il Comune alla serata, ma, come vedete, nessuno è presente». Sesana: «Non siamo quelli del ‘no’ al Cim e a ciò che lo riguarda, come qualcuno ci ha definito. Non abbiamo certo la verità in tasca, però riflettiamo e se c’è qualcosa che interessa da vicino il nostro territorio, ci informiamo e, se è qualcosa che può danneggiarlo, ci muoviamo per tutelarlo». A entrare nei dettagli dell’esposto, i rappresentanti 5Stelle e l’avvocato Vincenzo Lagomarsino dello studio Crucioli di Genova e un altro legale, l’avvocato Alessia Tiragallo. Un esposto a chiarimento delle responsabilità sul mancato rispetto del Decreto di valutazione ambientale del 2000, rilasciato per l’ampliamento del Centro intermodale delle merci di Novara. «Omissioni – sostengono i parlamentari grillini – che hanno generato un aggravio del rischio di esondazione del Terdoppio, che incombe sul territorio pernatese». L’avvocato Lagomarsino: «L’esposto è diverso da quanto si è fatto con la Corte dei Conti. Ora la Procura può esaminare quanto abbiamo consegnato e valutare se ci sono ipotesi di reato per quello che abbiamo riscontrato, come mancanze nel riassetto idraulico. Potrà rispondere e dire quali e di chi sono le responsabilità. E’ un esposto documentale, di azioni compiute anche sino a 14 anni fa. Non sono state approvate – sostiene il legale - opere a tutela dell’area di Pernate e neppure sono stati approvati progetti a valle. Non c’è stato uno scolmatore, nulla. Quali i reati che si potrebbero ipotizzare? Tra gli altri, quelli di abuso d’ufficio, di inondazione e/o danneggiamento di opere destinate alla difesa delle acque». Crippa e Martelli hanno ripercorso in pochi mesi i 15 anni intercorsi da oggi alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale presentata nel maggio 1999 al Ministero dell’Ambiente per il completamento dell’interporto novarese. «Quello che abbiamo riscontrato – asseriscono – è un quadro pieno di lacune. Non è stata neanche approvata – sostengono - la progettazione del complessivo riassetto idraulico dell’area». L’avvocato Tiragallo ha riferito come alcuni recenti eventi alluvionali potrebbero essere riconducibili a un riassetto idrico assente. «Un fatto che può portare a richieste di risarcimento, ma che dovranno essere singole e ben dettagliate. In questo ambito non si possono fare class action, che ancora è un aspetto collegato ai consumatori, ma si può fare qualcosa con azioni singole e coordinate».

Da parte sua, Cim spa si dichiara “come da sempre -  disponibile a fornire le informazioni di cui è in possesso.  Quando conosceremo i contenuti dell’esposto, ove occorra, risponderemo in merito.  Per quanto riguarda il tema del riassetto idraulico, che vede coinvolti diversi attori, Cim spa ha adempiuto alle prescrizioni, destinando e impegnando come previsto risorse anche per le progettazioni compiute”.   

mo.c.

NOVARA - Presentazione di un esposto alla Procura promosso dal Movimento5Stelle e sottoscritto dal Comitato per Pernate e dalla cittadinanza, i danni derivanti al territorio dal rischio di esondazione e le eventuali richieste di risarcimento e la delibera di Giunta comunale del 10 giugno 2015 (Aree ricomprese in ambiti ancora da urbanizzare del Prg vigente) riguardante la possibilità di richiedere la riclassificazione urbanistica dei terreni a uso agricolo compresi negli ambiti ancora non edificati per una successiva riduzione della tassazione (scadenza a fine mese).

Sono stati i temi trattati, venerdì, al Cinema parrocchiale pernatese, all’incontro “Quale futuro per il territorio di Pernate?”, serata informativa promossa dal Comitato per Pernate, che ha visto la partecipazione, oltre che dei rappresentanti del Comitato (Carlo Ferro e Angelo Sesana), del senatore Carlo Martelli, dell’onorevole Davide Crippa e del consigliere regionale Paolo Andrissi (tutti dei 5Stelle) e di due legali, che hanno spiegato alla cittadinanza quanto presente nell’esposto e quanto poter fare per ottenere eventuali risarcimenti.

A introdurre l’appuntamento, Ferro e Sesana. Il primo: «Quello che più ci preoccupa è la delibera riguardante la riclassificazione urbanistica. Abbiamo chiesto delucidazioni all’assessore competente a fine agosto, ma non abbiamo avuto grandi risposte. Temiamo, infatti, che l’ambito T3b, che da tempo noi chiediamo possa tornare a destinazione agricola, non sia compreso in questo documento comunale. Abbiamo invitato il Comune alla serata, ma, come vedete, nessuno è presente». Sesana: «Non siamo quelli del ‘no’ al Cim e a ciò che lo riguarda, come qualcuno ci ha definito. Non abbiamo certo la verità in tasca, però riflettiamo e se c’è qualcosa che interessa da vicino il nostro territorio, ci informiamo e, se è qualcosa che può danneggiarlo, ci muoviamo per tutelarlo». A entrare nei dettagli dell’esposto, i rappresentanti 5Stelle e l’avvocato Vincenzo Lagomarsino dello studio Crucioli di Genova e un altro legale, l’avvocato Alessia Tiragallo. Un esposto a chiarimento delle responsabilità sul mancato rispetto del Decreto di valutazione ambientale del 2000, rilasciato per l’ampliamento del Centro intermodale delle merci di Novara. «Omissioni – sostengono i parlamentari grillini – che hanno generato un aggravio del rischio di esondazione del Terdoppio, che incombe sul territorio pernatese». L’avvocato Lagomarsino: «L’esposto è diverso da quanto si è fatto con la Corte dei Conti. Ora la Procura può esaminare quanto abbiamo consegnato e valutare se ci sono ipotesi di reato per quello che abbiamo riscontrato, come mancanze nel riassetto idraulico. Potrà rispondere e dire quali e di chi sono le responsabilità. E’ un esposto documentale, di azioni compiute anche sino a 14 anni fa. Non sono state approvate – sostiene il legale - opere a tutela dell’area di Pernate e neppure sono stati approvati progetti a valle. Non c’è stato uno scolmatore, nulla. Quali i reati che si potrebbero ipotizzare? Tra gli altri, quelli di abuso d’ufficio, di inondazione e/o danneggiamento di opere destinate alla difesa delle acque». Crippa e Martelli hanno ripercorso in pochi mesi i 15 anni intercorsi da oggi alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale presentata nel maggio 1999 al Ministero dell’Ambiente per il completamento dell’interporto novarese. «Quello che abbiamo riscontrato – asseriscono – è un quadro pieno di lacune. Non è stata neanche approvata – sostengono - la progettazione del complessivo riassetto idraulico dell’area». L’avvocato Tiragallo ha riferito come alcuni recenti eventi alluvionali potrebbero essere riconducibili a un riassetto idrico assente. «Un fatto che può portare a richieste di risarcimento, ma che dovranno essere singole e ben dettagliate. In questo ambito non si possono fare class action, che ancora è un aspetto collegato ai consumatori, ma si può fare qualcosa con azioni singole e coordinate».

Da parte sua, Cim spa si dichiara “come da sempre -  disponibile a fornire le informazioni di cui è in possesso.  Quando conosceremo i contenuti dell’esposto, ove occorra, risponderemo in merito.  Per quanto riguarda il tema del riassetto idraulico, che vede coinvolti diversi attori, Cim spa ha adempiuto alle prescrizioni, destinando e impegnando come previsto risorse anche per le progettazioni compiute”.   

mo.c.