Anticipo cassa integrazione, rinnovato l’accordo tra BpN e Provincia

Anticipo cassa integrazione, rinnovato l’accordo tra BpN e Provincia
Economia 20 Febbraio 2015 ore 15:51

NOVARA – BpN e Provincia ancora a fianco per il sostegno dei lavoratori novaresi in cassa integrazione. Quello dell’anticipo fino a 9 mesi delle somme dovute dall’Inps è un accordo che – come ha ricordato il direttore della Divisione Banca popolare di Novara del Banco popolare, Alberto Mauro – «portiamo avanti già da diversi anni, da quando sul territorio ha cominciato ad affacciarsi lo spettro della crisi. Col tempo l’abbiamo rinnovato e migliorato, ad esempio estendendone i benefici anche ai residenti fuori provincia». Lo scorso anno, sono stati 600 gli interventi di sostegno messi in atto, per un controvalore di circa 3 milioni di euro. «Quando c’è l’accordo tra le parti per lavorare in sinergia (e non va dimenticato il supporto delle organizzazioni sindacali) – ha proseguito Mauro – i risultati non possono che essere positivi. Con questo accordo, noi forniamo un supporto ai lavoratori, che potranno godere fino a un massimo di 9 mensilità da 700 euro ciascuna, e alle imprese, soprattutto quelle piccole, che altrimenti non disporrebbero della liquidità necessaria».

NOVARA – BpN e Provincia ancora a fianco per il sostegno dei lavoratori novaresi in cassa integrazione. Quello dell’anticipo fino a 9 mesi delle somme dovute dall’Inps è un accordo che – come ha ricordato il direttore della Divisione Banca popolare di Novara del Banco popolare, Alberto Mauro – «portiamo avanti già da diversi anni, da quando sul territorio ha cominciato ad affacciarsi lo spettro della crisi. Col tempo l’abbiamo rinnovato e migliorato, ad esempio estendendone i benefici anche ai residenti fuori provincia». Lo scorso anno, sono stati 600 gli interventi di sostegno messi in atto, per un controvalore di circa 3 milioni di euro. «Quando c’è l’accordo tra le parti per lavorare in sinergia (e non va dimenticato il supporto delle organizzazioni sindacali) – ha proseguito Mauro – i risultati non possono che essere positivi. Con questo accordo, noi forniamo un supporto ai lavoratori, che potranno godere fino a un massimo di 9 mensilità da 700 euro ciascuna, e alle imprese, soprattutto quelle piccole, che altrimenti non disporrebbero della liquidità necessaria».
Certo, l’auspicio sarebbe quello di vedere una ripresa del mercato del lavoro che non renda più necessari interventi come questi. «Qualche segnale positivo – ha sottolineato Mauro – devo dire che comincia a vedersi: da gennaio abbiamo già erogato oltre 200 milioni di finanziamenti alle imprese, da destinare a investimenti per nuovi macchinari e nuovi impianti. Si tratta soprattutto di aziende medio piccole del settore manifatturiero, che esportano i loro prodotti nell’Unione Europea ma non solo». E anche sul fronte delle famiglie, si sta riscontrando una ripresa nell’erogazione dei mutui: «Siamo nell’ordine del doppio dell’anno scorso e con tassi che stanno tornando ai livelli pre-crisi», ha detto Mauro.
L’accordo tra Banca e Provincia, ha sottolineato anche il presidente Matteo Besozzi, «è un segno concreto e importante di vicinanza a chi si trova in difficoltà. Ma anche un modo per dare fiato alle nostre imprese d’eccellenza, che sono il “motore” dal quale potrà ripartire l’economia del territorio».
Se la Banca fornirà un plafond iniziale di 3 milioni di euro (rinnovabile), la Provincia con i suoi uffici preposti offrirà tutta l’assistenza e il supporto burocratico alle procedure: «La nostra attenzione alle tematiche del lavoro – ha detto il consigliere delegato Biagio Diana – è sempre molto alta, anche se in questa fase di incertezza amministrativa abbiamo grossi limiti alle azioni che potremmo intraprendere ad esempio riguardo all’avviamento al lavoro, alla riqualificazione dei lavoratori e alla formazione professionale». «Quello con la Provincia – ha aggiunto anche Alberto Banfo, funzionario dei Servizi per le imprese BpN – è un accordo di operatività, in cui ciascuno fa la sua parte».
Così come la fanno i sindacati che, come ha ricordato Stella Cepile di Cgil, «avevano spinto perché si trovasse una soluzione in questi termini e ora non possono che essere soddisfatti del fatto che l’accordo venga rinnovato. L’anticipo della cassa integrazione è uno strumento che ha portato davvero un enorme sollievo a tante famiglie che altrimenti avrebbero rischiato di aspettare anche 8-9 mesi prima di vedersi riconosciuto il dovuto dall’Inps».

Laura Cavalli