Approvato lo statuto della Provincia di Novara

Approvato lo statuto della Provincia di Novara
Economia 13 Giugno 2015 ore 15:52

NOVARA - L’assemblea dei sindaci della Provincia di Novara ha approvato lo statuto il cui testo, predisposto dalla commissione consiliare, era stato approvato dal Consiglio provinciale nella seduta del 30 aprile scorso. 

Si tratta di un adempimento previsto dalla legge Delrio che ha trasformato le Province in enti di area vasta di secondo livello, ossia senza l’elezione da parte dei cittadini. Lo statuto è l’atto normativo fondamentale che disciplina l’organizzazione e il funzionamento di un ente.

Ottima la partecipazione dei sindaci e dei loro delegati: sessantadue su ottantotto i Comuni rappresentati che hanno votato all’unanimità. Assenti tra i Comuni più popolosi solo Arona e Galliate. Per un risultato valido erano necessari almeno 30 voti in rappresentanza di 185.000 abitanti.

A introdurre l’argomento, che sarebbe poi stato spiegato nel dettaglio dal consigliere provinciale Gian Luca Godio (presidente della commissione elaboratrice), il presidente della Provincia Matteo Besozzi.

«Questa nuova disciplina – ha detto Besozzi - ha comportato la ridefinizione di ruoli, funzioni e competenze e conseguentemente ha reso necessaria la sfidante operazione di predisposizione di una nuova carta statutaria. Mi fa anche piacere ricordare che su quel testo, tutti i consiglieri provinciali si sono unanimemente espressi favorevolmente, dimostrando di voler cogliere l’occasione per ripensare in modo innovativo il ruolo e organizzazione dell’Ente e mirando ad interpretare coraggiosamente la sfida che il legislatore ha lanciato nel ridefinire in profondità l’ente di area vasta. Voglio anche evidenziare, - ha continuato - che la Provincia di Novara, condividendo l’impostazione dell’Upi (Unione province italiane) e dell’Upp (Unione province piemontesi), non ha voluto seguire una logica di mero adattamento dei vecchi statuti al nuovo contesto normativo ma ha considerato il nuovo statuto come un’opportunità per esplorare tutte le potenzialità innovative che proprio il rinnovato quadro ordinamentale dell’ente offre». 

Lo statuto che sarà seguito dal regolamento si compone di 56 articoli suddivisi in sette titoli: disposizioni generali, trasparenza amministrativa e partecipazione popolare, ruolo e funzioni della Provincia, organi di governo, organizzazione degli uffici, organizzazione della Provincia e controlli interni, disposizioni transitorie e finali.

Gli organi di governo sono: il presidente (che agisce con decreti e può individuare un vicepresidente e dei consiglieri delegati), il Consiglio provinciale composto da 12 membri eletti dai sindaci e dagli amministratori in carica, l’assemblea dei sindaci che può dare pareri.

Nel corso del dibattito è stata accolta la richiesta del sindaco di Casaleggio, Valter Brustia, di togliere il termine ‘non vincolante’, riferito al parere che i sindaci vengono chiamati a rilasciare poiché ha detto «la nostra posizione dobbiamo poterla far valere».

Il presidente Besozzi che aveva espresso di «aspirare ad intensificare i rapporti con i sindaci,  affinché la Provincia diventi più di prima la loro casa» e «di voler lavorare per maggior condivisione possibile» ha accolto la richiesta.

«Vi ringrazio – ha concluso Besozzi nel chiudere l’assemblea - e spero di meritare la fiducia che mi avete dato unitamente al Consiglio».

Mariateresa Ugazio

NOVARA - L’assemblea dei sindaci della Provincia di Novara ha approvato lo statuto il cui testo, predisposto dalla commissione consiliare, era stato approvato dal Consiglio provinciale nella seduta del 30 aprile scorso. 

Si tratta di un adempimento previsto dalla legge Delrio che ha trasformato le Province in enti di area vasta di secondo livello, ossia senza l’elezione da parte dei cittadini. Lo statuto è l’atto normativo fondamentale che disciplina l’organizzazione e il funzionamento di un ente.

Ottima la partecipazione dei sindaci e dei loro delegati: sessantadue su ottantotto i Comuni rappresentati che hanno votato all’unanimità. Assenti tra i Comuni più popolosi solo Arona e Galliate. Per un risultato valido erano necessari almeno 30 voti in rappresentanza di 185.000 abitanti.

A introdurre l’argomento, che sarebbe poi stato spiegato nel dettaglio dal consigliere provinciale Gian Luca Godio (presidente della commissione elaboratrice), il presidente della Provincia Matteo Besozzi.

«Questa nuova disciplina – ha detto Besozzi - ha comportato la ridefinizione di ruoli, funzioni e competenze e conseguentemente ha reso necessaria la sfidante operazione di predisposizione di una nuova carta statutaria. Mi fa anche piacere ricordare che su quel testo, tutti i consiglieri provinciali si sono unanimemente espressi favorevolmente, dimostrando di voler cogliere l’occasione per ripensare in modo innovativo il ruolo e organizzazione dell’Ente e mirando ad interpretare coraggiosamente la sfida che il legislatore ha lanciato nel ridefinire in profondità l’ente di area vasta. Voglio anche evidenziare, - ha continuato - che la Provincia di Novara, condividendo l’impostazione dell’Upi (Unione province italiane) e dell’Upp (Unione province piemontesi), non ha voluto seguire una logica di mero adattamento dei vecchi statuti al nuovo contesto normativo ma ha considerato il nuovo statuto come un’opportunità per esplorare tutte le potenzialità innovative che proprio il rinnovato quadro ordinamentale dell’ente offre». 

Lo statuto che sarà seguito dal regolamento si compone di 56 articoli suddivisi in sette titoli: disposizioni generali, trasparenza amministrativa e partecipazione popolare, ruolo e funzioni della Provincia, organi di governo, organizzazione degli uffici, organizzazione della Provincia e controlli interni, disposizioni transitorie e finali.

Gli organi di governo sono: il presidente (che agisce con decreti e può individuare un vicepresidente e dei consiglieri delegati), il Consiglio provinciale composto da 12 membri eletti dai sindaci e dagli amministratori in carica, l’assemblea dei sindaci che può dare pareri.

Nel corso del dibattito è stata accolta la richiesta del sindaco di Casaleggio, Valter Brustia, di togliere il termine ‘non vincolante’, riferito al parere che i sindaci vengono chiamati a rilasciare poiché ha detto «la nostra posizione dobbiamo poterla far valere».

Il presidente Besozzi che aveva espresso di «aspirare ad intensificare i rapporti con i sindaci,  affinché la Provincia diventi più di prima la loro casa» e «di voler lavorare per maggior condivisione possibile» ha accolto la richiesta.

«Vi ringrazio – ha concluso Besozzi nel chiudere l’assemblea - e spero di meritare la fiducia che mi avete dato unitamente al Consiglio».

Mariateresa Ugazio