Economia
Torino

Assemblea industriali: "Servono 40-50 miliardi per mettere in sicurezza l'economia"

L'intervento del Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

Assemblea industriali: "Servono 40-50 miliardi per mettere in sicurezza l'economia"
Economia 12 Ottobre 2022 ore 06:06

Lunedì 10 ottobre 2022 si è tenuta l'assemblea generale dell'Unione industriale di Torino. "Servono 40-50 miliardi per mettere in sicurezza l'economia e si possono trovare "nei mille e oltre miliardi di spesa pubblica. Riconfigurare il 4-5% del totale si può e si deve fare ".

L'intervento di Carlo Bonomi

Il Presidente di Confindustria ha sottolineato che, se l'Europa "non fa l'Europa", lo scostamento di bilancio potrebbe dimostrarsi inevitabile. Nei primi  cento giorni si attende "prima di tutto un intervento sull'energia. È una questione complessa perché scontiamo decenni di errori e scelte sbagliate. Non ci si salva con la bacchetta magica.

L'Europa non sta dimostrando la stessa condivisione di intenti della crisi pandemica, il prossimo governo, se non potrà contare sulla solidarietà europea per frenare la bolletta energetica, e non avendo entrate fiscali in crescita, dovrà ricorrere ad altre risorse. La risposta europea dovrebbe essere il tetto al prezzo del gas e un Next Generation Eu per l'energia come si è deciso per il Covid. Altrimenti l’Italia sarà a un bivio: salvare industria e famiglie per salvare il Paese oppure finire in una profonda crisi sociale. Un sistema di imprese trasformatrici come il nostro, senza nucleare e carbone, deve essere difeso. In questo contesto, lo scostamento finalizzato al solo contenimento dell'emergenza energia diventerebbe inevitabile per sopravvivere".

Sul tema del fisco Bonomi ha affermato che:

“Il nuovo governo non eredita una legge delega di riforma fiscale, perché è stata affossata prima del voto. Dunque, ha ampio spazio per delineare un disegno organico del fisco come leva di competitività e inclusione sociale e non solo finalizzato al gettito. Non servono interventi-bonus sull’Irpef. Siamo stati i primi a proporre un’Ires che premi le imprese che reinvestono gli utili e che veda l’aliquota invece salire quanto più gli utili vengono ridistribuiti”.

 

 

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