Ballarè: «A breve tutto su Agognate»

Ballarè: «A breve tutto su Agognate»
Economia 03 Ottobre 2015 ore 15:48

NOVARA – «La presentazione pubblica di quello che avverrà ad Agognate sarà fatta a breve: organizzeremo un roadshow raccontando del suo sviluppo e di quello del Cim. Si tratta di un tema specialistico ma che deve essere conosciuto, perché va inquadrato nell’ambito del futuro di Novara». Lo ha annunciato ieri il sindaco di Novara, Andrea Ballarè, al convegno “Collegamenti, logistica e futuro occupazionale di Novara”, organizzato dalla Cisl Piemonte orientale.
Il tema, che da anni divide politici, cittadini, associazioni ambientaliste e di categoria, è quello della realizzazione di un’area logistica alle porte di Novara: circa 600mila metri quadrati, secondo il progetto preliminare che dovrà essere adottato dal Consiglio comunale, di cui oltre un terzo coperti, da destinare, previa approvazione di una variante del Piano regolatore comunale, ad attività di lavorazione e smistamento delle merci. «È un settore in sviluppo nel Novarese – ha spiegato il segretario generale della Cisl Piemonte Orientale, Luca Caretti, introducendo i lavori – e ora si devono fare delle scelte, attraendo sul territorio investitori privati che possano rafforzare un progetto che può portare nuova occupazione. A Novara la disoccupazione giovanile è al 50%; non si possono perdere altre opportunità». Parole condivise dal segretario generale di Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, che nel suo saluto ha auspicato che la logistica possa contribuire concretamente a «far rinascere il triangolo industriale».

NOVARA – «La presentazione pubblica di quello che avverrà ad Agognate sarà fatta a breve: organizzeremo un roadshow raccontando del suo sviluppo e di quello del Cim. Si tratta di un tema specialistico ma che deve essere conosciuto, perché va inquadrato nell’ambito del futuro di Novara». Lo ha annunciato ieri il sindaco di Novara, Andrea Ballarè, al convegno “Collegamenti, logistica e futuro occupazionale di Novara”, organizzato dalla Cisl Piemonte orientale.
Il tema, che da anni divide politici, cittadini, associazioni ambientaliste e di categoria, è quello della realizzazione di un’area logistica alle porte di Novara: circa 600mila metri quadrati, secondo il progetto preliminare che dovrà essere adottato dal Consiglio comunale, di cui oltre un terzo coperti, da destinare, previa approvazione di una variante del Piano regolatore comunale, ad attività di lavorazione e smistamento delle merci. «È un settore in sviluppo nel Novarese – ha spiegato il segretario generale della Cisl Piemonte Orientale, Luca Caretti, introducendo i lavori – e ora si devono fare delle scelte, attraendo sul territorio investitori privati che possano rafforzare un progetto che può portare nuova occupazione. A Novara la disoccupazione giovanile è al 50%; non si possono perdere altre opportunità». Parole condivise dal segretario generale di Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, che nel suo saluto ha auspicato che la logistica possa contribuire concretamente a «far rinascere il triangolo industriale».
Secondo Ballarè la città ha visto “esaurirsi”, negli ultimi anni, importanti attività economiche «e ha bisogno di riposizionarsi su alcuni percorsi strategici fondamentali per affrontare in modo più attrezzato il futuro: oltre ai settori tessile, culturale, della ricerca sanitaria, agroalimentare e chimico, in cui abbiamo campioni europei, c’è la logistica, che vede Novara al centro delle attenzioni del Governo e dell’Europa: siamo la Verona del Nord Ovest e dobbiamo governare i processi di sviluppo, altrimenti, come la Tav, ci passano sopra la testa senza portare valore aggiunto al territorio. Ogni giorno – ha osservato il sindaco – ricevo persone che mi chiedono un lavoro. Se qualcuna potrà trovarlo nella logistica, anche se di basso profilo, sarà la più contenta del mondo».
L’importanza della logistica per lo sviluppo del Novarese è stata sottolineata anche dal presidente della Camera di Commercio, Maurizio Comoli. «Novara – ha spiegato – con Genova e Verona è uno degli snodi centrali del Sud Europa. Lo sviluppo dell’intermodalità, che consente il trasbordo delle merci da gomma a rotaia, riduce i costi e tutela l’ambiente e la posizione della città, all’incrocio tra le direttrici di traffico Nord-Sud e Ovest-Est Europa, è strategica: dobbiamo utilizzare al meglio questo vantaggio competitivo».
Sulla necessità di progettare un sistema logistico territoriale interconnesso, che tenga conto di tutte le realtà operanti nel settore, ha insistito Mauro Chiotasso, amministratore delegato del Cim, la società mista che gestisce l’interporto novarese, in cui sono attive 33 aziende con 650 addetti, e dove ogni settimana vengono movimentati quasi 4mila container su 196 treni diretti nel Nord Europa e in centro Italia. «Chiediamo alle parti sociali di aderire alla “Logistic Business Community” – ha detto – in modo da sviluppare sinergie condivise. Dobbiamo fare sistema e utilizzare più possibile le aree dismesse: noi, ad esempio, stiamo facendo enormi sforzi per recuperare il terminale ferroviario del Boschetto, che conta circa 170mila metri quadri e ci aiuterà ad accogliere la mole di traffico che arriverà tra due anni, con l’apertura dei nuovi tunnel della Svizzera».
Anche l’assessore regionale ai trasporti, Francesco Balocco, ha sottolineato l’importanza di «guardare al futuro, che si gioca sempre più sulla mobilità, di persone e merci. Le scelte della Svizzera vanno nella direzione di sviluppare il traffico da Sud a Nord, e con Liguria e Lombardia ci stiamo attrezzando per fare sinergia. Novara dovrà fare delle scelte, concrete e ponderate, valutando i pro e i contro».
Unica voce fuori dal coro è stata quella del responsabile regionale per il territorio del Fondo per l’Ambiente italiano, Giovanni Gramegna. «Diciamo no alla scelta di Agognate – ha spiegato con circostanziati riferimenti normativi – perché utilizza un’area agricola a fronte di grandi aree dismesse e tanti capannoni vuoti e con sei milioni di mq. di aree libere a destinazione produttiva immediatamente utilizzabili a Novara e nei comuni limitrofi. Ignora, inoltre, le indicazioni di legge sulla necessità di limitare la dispersione insediativa e le rendite immobiliari di tipo speculativo, privilegiando il riuso e il recupero delle vecchie aree dismesse».

Marco Fontana

Leggi di più sul Corriere di Novara di sabato 3 ottobre 2015