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Benessere: Novara non si sente così povera

Benessere: Novara non si sente così povera
Economia 21 Luglio 2015 ore 18:39

I novaresi  si sentono più “in forma” di quanto in realtà, almeno statisticamente, non siano. Certo, la statistica è quella cosa che ha a che fare con il fin troppo citato pollo di Trilussa e la crisi ha fatto danni, è vero. Però, nel confronto con gli altri territori, a conti fatti, non siamo messi così male. Nonostante il Pil sia  calato più che altrove,  il reddito pro capite resta alto e la capacità di spesa è ancora buona, e l’indice di disuguaglianza sia ridotto (attorno al 22% contro una media regionale del 35,6%) e il rischio di povertà relativa sia contenuto. Le famiglie novaresi, in totale,  sono meno critiche in Piemonte circa la percezione del proprio benessere materiale. Il dato arriva dalla ricerca dell’Ires “Lucia Morosini” sul tema “La povertà in Piemonte e gli indicatori per la domanda sociale”,  a cura di Stefano Menegat e Francesco Montemurro: una ricerca che ha misurato, tra gli altri fattori, l’indicatore Bes (benessere equo e sostenibile) delle province piemontesi. 

Le elaborazioni dei ricercatori Ires concernono l’andamento degli indici economici con cui si misura la ricchezza o la povertà di un territorio: non pretendono di fornire interpretazioni psicologiche. Essi, semmai, fotografano le province piemontesi al 2013, a partire dal dato della riduzione del Pil pro capite che, dal 2007, ha interessato tutti i territori, seppur con risultati diversi, contribuendo a questa sensazione di maggior povertà: Novara ha subito una flessione molto consistente, raggiungendo il -12% mentre Biella è la provincia che ha contenuto maggiormente il calo (-2,6%). I novaresi, però, stante l’indice Bes, paiono essere meno pessimisti nella valutazione della diffusione del loro benessere materiale, allo stesso modo delle altre due province del Quadrante Piemonte Nord Est, Vercelli e Vco, che hanno visto il Pil pro capite calare rispettivamente del -10,1% e del -6,8%. Biella, peraltro, avrebbe dimostrato una tenuta maggiore anche sul terreno occupazionale: nel 2013, il tasso locale di disoccupazione era al 9,5%, contro il 12,4% di Novara, il 12% di Vercelli: solo il Vco, con il 7,3% ha incassato un risultato migliore. Non basta: nel Quadrante, Biella e Vco hanno pure registrato una disoccupazione giovanile che, seppur alta, è stata comunque inferiore alla media regionale del 40,2% e che si è rispettivamente assestata a 39,1% e 28,1%. Media regionale che Vercelli (46,2%) e Novara (42,1%) hanno invece superato. 

g.o.

Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 20 luglio 2015 

I novaresi  si sentono più “in forma” di quanto in realtà, almeno statisticamente, non siano. Certo, la statistica è quella cosa che ha a che fare con il fin troppo citato pollo di Trilussa e la crisi ha fatto danni, è vero. Però, nel confronto con gli altri territori, a conti fatti, non siamo messi così male. Nonostante il Pil sia  calato più che altrove,  il reddito pro capite resta alto e la capacità di spesa è ancora buona, e l’indice di disuguaglianza sia ridotto (attorno al 22% contro una media regionale del 35,6%) e il rischio di povertà relativa sia contenuto. Le famiglie novaresi, in totale,  sono meno critiche in Piemonte circa la percezione del proprio benessere materiale. Il dato arriva dalla ricerca dell’Ires “Lucia Morosini” sul tema “La povertà in Piemonte e gli indicatori per la domanda sociale”,  a cura di Stefano Menegat e Francesco Montemurro: una ricerca che ha misurato, tra gli altri fattori, l’indicatore Bes (benessere equo e sostenibile) delle province piemontesi. 

Le elaborazioni dei ricercatori Ires concernono l’andamento degli indici economici con cui si misura la ricchezza o la povertà di un territorio: non pretendono di fornire interpretazioni psicologiche. Essi, semmai, fotografano le province piemontesi al 2013, a partire dal dato della riduzione del Pil pro capite che, dal 2007, ha interessato tutti i territori, seppur con risultati diversi, contribuendo a questa sensazione di maggior povertà: Novara ha subito una flessione molto consistente, raggiungendo il -12% mentre Biella è la provincia che ha contenuto maggiormente il calo (-2,6%). I novaresi, però, stante l’indice Bes, paiono essere meno pessimisti nella valutazione della diffusione del loro benessere materiale, allo stesso modo delle altre due province del Quadrante Piemonte Nord Est, Vercelli e Vco, che hanno visto il Pil pro capite calare rispettivamente del -10,1% e del -6,8%. Biella, peraltro, avrebbe dimostrato una tenuta maggiore anche sul terreno occupazionale: nel 2013, il tasso locale di disoccupazione era al 9,5%, contro il 12,4% di Novara, il 12% di Vercelli: solo il Vco, con il 7,3% ha incassato un risultato migliore. Non basta: nel Quadrante, Biella e Vco hanno pure registrato una disoccupazione giovanile che, seppur alta, è stata comunque inferiore alla media regionale del 40,2% e che si è rispettivamente assestata a 39,1% e 28,1%. Media regionale che Vercelli (46,2%) e Novara (42,1%) hanno invece superato. 

g.o.

Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 20 luglio 2015 

 

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