Economia

Centri per l'impiego nel Vco, le precisazioni del presidente Costa

Centri per l'impiego nel Vco, le precisazioni del presidente Costa
Economia 21 Luglio 2015 ore 18:42

 

VERBANIA - Dopo che un giornale online ha riportato la notizia che sarebbe in atto “nel silenzio il lento smantellamento dei centri per l’impiego del Vco” il presidente della Provincia Stefano Costa ha inviato a tutti i media una dettagliata nota di informazione sulla questione. 
"Il Centro per l’impiego della Provincia è da sempre unitario, articolato su più antenne territoriali, delle quali una a Domodossola - spiega Costa - Gli uffici di corso Ferraris, costano alla collettività 58.000 euro all’anno, oltre alle spese e, poiché la spending review non è una cosa astratta messa in atto nelle segrete stanze dei ministeri, ma una dolente necessità anche per gli enti locali, d’intesa con il comune di Domodossola la Provincia ha ritenuto di organizzare diversamente il servizio senza penalizzare in alcun modo i cittadini. Per far ciò si è deciso di strutturare l’operatività delle antenne territoriali, mantenendole aperte con il medesimo orario ma organizzando i colloqui rivolti a persone disoccupate su appuntamento, utilizzando tutto l’arco temporale lavorativo giornaliero (dunque non limitandolo all’orario di sportello)". In particolare a Domodossola "si realizzeranno le seguenti attività: accoglienza e orientamento a persone disoccupate, inoccupate con 2 operatori per 5 giornate che potrebbe salire a 3 in periodi di forte affluenza; accoglienza e orientamento a persone disabili con un operatore per 3 giornate; servizio di consulenza per la creazione di impresa con un operatore per 1 giornata; servizi Eures ed Eurodesk secondo richiesta; modulo di formazione orientativa di gruppo (50/60 partecipanti per gruppo) obbligatorio per i percettori di ammortizzatori sociali ogni primo giovedì del mese. Inoltre, potrebbero essere realizzate, a richiesta, attività di consulenza collettiva specialistica, una volta raggiunto un numero congruo di partecipanti. L’organizzazione così riassunta - continua il presidente - verrà posta in essere in due fasi: a partire dal mese di agosto, approfittando del naturale calo di lavoro degli uffici, verranno trasferiti nell’attuale sede centrale di Omegna tutti i servizi specialistici e quelli rivolti alle aziende; dal 2016 la sede dell’antenna di Domodossola verrà spostata in locali messi a disposizione dal Comune. L’articolo si chiede perché assumere queste decisioni in un momento in cui le competenze stanno per passare ad un altro soggetto; la risposta è al tempo stesso tecnica: si è inteso approfittare del momentaneo rilassamento delle attività per effettuare un primo trasloco, che politica: le amministrazioni locali hanno responsabilmente deciso di comprimere i costi e riorganizzare i servizi senza creare disagi per l’utenza, in particolare per quella più fragile, prevenendo la possibilità che il soggetto tecnico subentrante, lontano dalle comunità locali, imponesse sacrifici ancora più dolorosi. Riconosco che se disagi vi saranno, questi sono riferiti agli operatori che, in qualche caso, dovranno compiere spostamenti più lunghi per raggiungere il nuovo posto di lavoro: si tratta comunque sempre di percorsi rientranti nei cinquanta chilometri dalla sede precedente previsti dalle nuove disposizioni di legge. Conto sul loro senso di responsabilità certo che non saranno loro a voler strumentalizzare il rapporto con l’utenza per mantenere una situazione più favorevole. L’Amministrazione provinciale in virtù della propria specificità montana intende proporre alla Regione di mantenere l’attuale assetto organizzativo di un settore legato alla “Coesione sociale” che abbia una visione unitaria di tutti i problemi connessi a lavoro, formazione, politiche sociali, politiche giovanili, politiche transfrontaliere e comunitarie, etc. Credo fortemente - conclude Costa - che questa sia una delle modalità per riempire responsabilmente di contenuti l’autonomia che il legislatore statale e regionale ha riconosciuto al nostro territorio".

 

 

VERBANIA - Dopo che un giornale online ha riportato la notizia che sarebbe in atto “nel silenzio il lento smantellamento dei centri per l’impiego del Vco” il presidente della Provincia Stefano Costa ha inviato a tutti i media una dettagliata nota di informazione sulla questione. 
"Il Centro per l’impiego della Provincia è da sempre unitario, articolato su più antenne territoriali, delle quali una a Domodossola - spiega Costa - Gli uffici di corso Ferraris, costano alla collettività 58.000 euro all’anno, oltre alle spese e, poiché la spending review non è una cosa astratta messa in atto nelle segrete stanze dei ministeri, ma una dolente necessità anche per gli enti locali, d’intesa con il comune di Domodossola la Provincia ha ritenuto di organizzare diversamente il servizio senza penalizzare in alcun modo i cittadini. Per far ciò si è deciso di strutturare l’operatività delle antenne territoriali, mantenendole aperte con il medesimo orario ma organizzando i colloqui rivolti a persone disoccupate su appuntamento, utilizzando tutto l’arco temporale lavorativo giornaliero (dunque non limitandolo all’orario di sportello)". In particolare a Domodossola "si realizzeranno le seguenti attività: accoglienza e orientamento a persone disoccupate, inoccupate con 2 operatori per 5 giornate che potrebbe salire a 3 in periodi di forte affluenza; accoglienza e orientamento a persone disabili con un operatore per 3 giornate; servizio di consulenza per la creazione di impresa con un operatore per 1 giornata; servizi Eures ed Eurodesk secondo richiesta; modulo di formazione orientativa di gruppo (50/60 partecipanti per gruppo) obbligatorio per i percettori di ammortizzatori sociali ogni primo giovedì del mese. Inoltre, potrebbero essere realizzate, a richiesta, attività di consulenza collettiva specialistica, una volta raggiunto un numero congruo di partecipanti. L’organizzazione così riassunta - continua il presidente - verrà posta in essere in due fasi: a partire dal mese di agosto, approfittando del naturale calo di lavoro degli uffici, verranno trasferiti nell’attuale sede centrale di Omegna tutti i servizi specialistici e quelli rivolti alle aziende; dal 2016 la sede dell’antenna di Domodossola verrà spostata in locali messi a disposizione dal Comune. L’articolo si chiede perché assumere queste decisioni in un momento in cui le competenze stanno per passare ad un altro soggetto; la risposta è al tempo stesso tecnica: si è inteso approfittare del momentaneo rilassamento delle attività per effettuare un primo trasloco, che politica: le amministrazioni locali hanno responsabilmente deciso di comprimere i costi e riorganizzare i servizi senza creare disagi per l’utenza, in particolare per quella più fragile, prevenendo la possibilità che il soggetto tecnico subentrante, lontano dalle comunità locali, imponesse sacrifici ancora più dolorosi. Riconosco che se disagi vi saranno, questi sono riferiti agli operatori che, in qualche caso, dovranno compiere spostamenti più lunghi per raggiungere il nuovo posto di lavoro: si tratta comunque sempre di percorsi rientranti nei cinquanta chilometri dalla sede precedente previsti dalle nuove disposizioni di legge. Conto sul loro senso di responsabilità certo che non saranno loro a voler strumentalizzare il rapporto con l’utenza per mantenere una situazione più favorevole. L’Amministrazione provinciale in virtù della propria specificità montana intende proporre alla Regione di mantenere l’attuale assetto organizzativo di un settore legato alla “Coesione sociale” che abbia una visione unitaria di tutti i problemi connessi a lavoro, formazione, politiche sociali, politiche giovanili, politiche transfrontaliere e comunitarie, etc. Credo fortemente - conclude Costa - che questa sia una delle modalità per riempire responsabilmente di contenuti l’autonomia che il legislatore statale e regionale ha riconosciuto al nostro territorio".

v.s.