Economia

Cessione “straniera” di Versalis, timori per la ricerca novarese

Cessione “straniera” di Versalis, timori per la ricerca novarese
Economia 05 Dicembre 2015 ore 15:29

Oggi saranno a Roma, per una manifestazione di protesta insieme a tutti i dipendenti italiani di “Versalis”. I lavoratori del Centro Ricerche Green Chemistry di Versalis, che ha sede al centro Eni Donegani di via Fauser, giovedì hanno proclamato due ore di sciopero e si sono riuniti in assemblea, con i rappresentanti sindacali di Cgil-Cisl e Uil. E intanto stanno provando a sensibilizzare la città e le istituzioni sulla situazione di pericolo che stanno vivendo a causa del progetto di riorganizzazione di Eni, che prevede nello specifico la messa in vendita, parziale per ora, di Versalis attraverso accordi con fondi di investimento stranieri. 

Una situazione che desta preoccupazione anche nel consigliere provinciale con delega al Lavoro Biagio Diana: «L’allarme lanciato dalle Confederazioni sindacali di categoria Cgil-Cisl e Uil anche nella nostra città, attraverso i lavoratori del settore, traccia un quadro molto negativo per i riflessi occupazionali – scrive Diana - Il timore scaturisce dall’annunciata volontà del gruppo Eni a disinvestire nel settore chimico, anche nella chimica verde fiore all’occhiello di Novara». 

La possibile perdita del Centro ricerca di Novara - prosegue Diana - «oltre che un significativo danno occupazionale, rappresenterebbe la perdita di un patrimonio scientifico e storico inestimabile, riconosciuto ed apprezzato a livello internazionale.  Nello specifico il Centro di Ricerca Donegani dove operano Eni e Versalis è il fiore all’occhiello di quella parte della chimica che guarda al futuro sostenibile e all’innovazione, indispensabile per la produzione di materie ecocompatibili sempre più richieste e necessarie. L’annunciata decisione di collocare sul mercato la società Versalis insieme al timore che Eni intenda dismettere in maniera definitiva l’attività della chimica di base – scrive ancora Diana - impone la necessità alle istituzioni territoriali, regionali e al Governo centrale di farsi parte attiva per scongiurare un ulteriore impoverimento della comunità novarese».

Laura Cavalli

Oggi saranno a Roma, per una manifestazione di protesta insieme a tutti i dipendenti italiani di “Versalis”. I lavoratori del Centro Ricerche Green Chemistry di Versalis, che ha sede al centro Eni Donegani di via Fauser, giovedì hanno proclamato due ore di sciopero e si sono riuniti in assemblea, con i rappresentanti sindacali di Cgil-Cisl e Uil. E intanto stanno provando a sensibilizzare la città e le istituzioni sulla situazione di pericolo che stanno vivendo a causa del progetto di riorganizzazione di Eni, che prevede nello specifico la messa in vendita, parziale per ora, di Versalis attraverso accordi con fondi di investimento stranieri. 

Una situazione che desta preoccupazione anche nel consigliere provinciale con delega al Lavoro Biagio Diana: «L’allarme lanciato dalle Confederazioni sindacali di categoria Cgil-Cisl e Uil anche nella nostra città, attraverso i lavoratori del settore, traccia un quadro molto negativo per i riflessi occupazionali – scrive Diana - Il timore scaturisce dall’annunciata volontà del gruppo Eni a disinvestire nel settore chimico, anche nella chimica verde fiore all’occhiello di Novara». 

La possibile perdita del Centro ricerca di Novara - prosegue Diana - «oltre che un significativo danno occupazionale, rappresenterebbe la perdita di un patrimonio scientifico e storico inestimabile, riconosciuto ed apprezzato a livello internazionale.  Nello specifico il Centro di Ricerca Donegani dove operano Eni e Versalis è il fiore all’occhiello di quella parte della chimica che guarda al futuro sostenibile e all’innovazione, indispensabile per la produzione di materie ecocompatibili sempre più richieste e necessarie. L’annunciata decisione di collocare sul mercato la società Versalis insieme al timore che Eni intenda dismettere in maniera definitiva l’attività della chimica di base – scrive ancora Diana - impone la necessità alle istituzioni territoriali, regionali e al Governo centrale di farsi parte attiva per scongiurare un ulteriore impoverimento della comunità novarese».

Laura Cavalli