Economia

Comune di Trecate: serve aiuto? Facciamo un patto

Comune di Trecate: serve aiuto? Facciamo un patto
Economia 16 Ottobre 2016 ore 13:02

TRECATE  - L’Amministrazione comunale di Trecate ha introdotto i Patti di Servizio per la distribuzione degli aiuti economici alle persone in difficoltà: non più contributi a fondo perduto, dunque, ma aiuti assegnati a fronte di servizi prestati alla comunità.
«Si tratta – spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Giorgio Capoccia – di accordi individuali con le persone che necessitano di aiuto economico: un sistema meno assistenziale e più dignitoso nei confronti di chi ha bisogno del sostegno pubblico».
«I progetti individuali - precisa Capoccia – vengono condivisi dagli utenti con il servizio sociale e tengono conto delle capacità e possibilità delle persone di prestare lavori e servizi di pubblica utilità a fronte di un sostegno economico o di altre necessità. Il messaggio che deve giungere chiaro ai cittadini è che contributi a fondo perduto non saranno più erogati, ma solo a fronte di progettualità specifiche. Ognuno, secondo i propri limiti, deve dare il proprio apporto alla comunità che lo sostiene. E’ un messaggio forte, volto al cambiamento del sistema preesistente, che ha già portato evidenti benefici. Tramite l’attivazione dei patti di servizio, infatti, abbiamo messo a disposizione della città risorse preziose che hanno consentito di recuperare aree verdi degradate, aule e spazi scolastici, oltre che servizi per lo sport, il tempo libero e l’assistenza a domicilio per i soggetti fragili».
«I patti di servizio - aggiunge l’assessore - pur non costituendo un rapporto di lavoro, rappresentano una forma di sostegno all'inserimento  lavorativo. I progetti personalizzati di inclusione sociale rappresentano un modo nuovo per fare politiche attive nel sociale, oltre ad essere uno strumento per valorizzare la persona e acquisire competenze utili a garantire una maggiore spendibilità nel mondo del lavoro o un nuovo inserimento per chi è da tempo disoccupato Sono infatti oltre 50 i disoccupati che hanno già terminato il proprio patto di servizio e una trentina di altri cittadini sono in attesa di iniziare. Sicuramente questo è il futuro dei contributi economici, la forma attiva dell’assistenza, ma anche la valorizzazione dei servizi sociali. Le persone, nell’ambito del proprio progetto individuale, saranno seguite e supportate dal personale degli uffici comunali di riferimento e verranno monitorate durante il percorso».
«E’ prioritario per l’Amministrazione Comunale – dichiara, a sua volta, il sindaco Federico Binatti – mantenere e, se possibile, incrementare le risorse dedicate al welfare, specie tramite questi progetti innovativi. Per poter fruire delle opportunità offerte dai servizi sociali, si chiede impegno, serietà e rispetto delle regole da parte dei beneficiari, oltre che educazione nei confronti degli operatori e dell’Amministrazione. Nelle valutazioni delle istanze, infatti, si terrà anche conto della correttezza e dei comportamenti dei cittadini assistiti».
Daniela Uglietti

TRECATE  - L’Amministrazione comunale di Trecate ha introdotto i Patti di Servizio per la distribuzione degli aiuti economici alle persone in difficoltà: non più contributi a fondo perduto, dunque, ma aiuti assegnati a fronte di servizi prestati alla comunità.
«Si tratta – spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Giorgio Capoccia – di accordi individuali con le persone che necessitano di aiuto economico: un sistema meno assistenziale e più dignitoso nei confronti di chi ha bisogno del sostegno pubblico».
«I progetti individuali - precisa Capoccia – vengono condivisi dagli utenti con il servizio sociale e tengono conto delle capacità e possibilità delle persone di prestare lavori e servizi di pubblica utilità a fronte di un sostegno economico o di altre necessità. Il messaggio che deve giungere chiaro ai cittadini è che contributi a fondo perduto non saranno più erogati, ma solo a fronte di progettualità specifiche. Ognuno, secondo i propri limiti, deve dare il proprio apporto alla comunità che lo sostiene. E’ un messaggio forte, volto al cambiamento del sistema preesistente, che ha già portato evidenti benefici. Tramite l’attivazione dei patti di servizio, infatti, abbiamo messo a disposizione della città risorse preziose che hanno consentito di recuperare aree verdi degradate, aule e spazi scolastici, oltre che servizi per lo sport, il tempo libero e l’assistenza a domicilio per i soggetti fragili».
«I patti di servizio - aggiunge l’assessore - pur non costituendo un rapporto di lavoro, rappresentano una forma di sostegno all'inserimento  lavorativo. I progetti personalizzati di inclusione sociale rappresentano un modo nuovo per fare politiche attive nel sociale, oltre ad essere uno strumento per valorizzare la persona e acquisire competenze utili a garantire una maggiore spendibilità nel mondo del lavoro o un nuovo inserimento per chi è da tempo disoccupato Sono infatti oltre 50 i disoccupati che hanno già terminato il proprio patto di servizio e una trentina di altri cittadini sono in attesa di iniziare. Sicuramente questo è il futuro dei contributi economici, la forma attiva dell’assistenza, ma anche la valorizzazione dei servizi sociali. Le persone, nell’ambito del proprio progetto individuale, saranno seguite e supportate dal personale degli uffici comunali di riferimento e verranno monitorate durante il percorso».
«E’ prioritario per l’Amministrazione Comunale – dichiara, a sua volta, il sindaco Federico Binatti – mantenere e, se possibile, incrementare le risorse dedicate al welfare, specie tramite questi progetti innovativi. Per poter fruire delle opportunità offerte dai servizi sociali, si chiede impegno, serietà e rispetto delle regole da parte dei beneficiari, oltre che educazione nei confronti degli operatori e dell’Amministrazione. Nelle valutazioni delle istanze, infatti, si terrà anche conto della correttezza e dei comportamenti dei cittadini assistiti».
Daniela Uglietti

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