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Confartigianato Imprese Piemonte, aumenta il pessimismo

I risultati della seconda indagine trimestrale

Confartigianato Imprese Piemonte, aumenta il pessimismo
Economia 26 Aprile 2022 ore 06:57

Dalla seconda indagine trimestrale congiunturale del 2022 elaborata da Confartigianato Imprese Piemonte emerge un’accentuazione del pessimismo, confermando le preoccupazioni rilevate nella precedente indagine. Esaminando l’andamento occupazionale, la negatività del saldo si accentua, passando dal – 5,08% al – 6,72%.  Con riferimento alle ipotesi di assunzione di apprendisti, il saldo è ancora più negativo, scendendo dal – 19,58% al – 20,16%. Per quanto riguarda le previsioni della produzione totale, la negatività del saldo diventa più marcata: dal – 7,18% al – 10,62%. Analogamente, il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini peggiora, passando dal – 6,32% al – 10,78%.

Le previsioni di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese salgono dal 37,42% al 38,13%; quelle di carnet da uno a tre mesi scendono dal 45,11% al 39,38%; quelle di carnet superiore ai tre mesi aumentano dal 17,47% al 22,50%, valore in controtendenza rispetto al peggioramento complessivo delle previsioni. Le proiezioni di investimenti per ampliamenti crescono dal 8,80% al 9,38%, quelle per sostituzioni si riducono dal 18,71% al 15,47%. Infine, gli intervistati che non hanno programmato investimenti aumentano dal 72,49% al 75,15%.  In riferimento alle previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, la negatività del saldo si rafforza, passando dal – 32,84 % al – 34,37%.  Le previsioni di regolarità negli incassisi riducono lievemente, passando dal 65,55% al 65,31%; le stime di ritardi salgono dal 33,71 % al 34,38%.

Il commento del presidente di Confartigianato

“Le aspettative degli artigiani – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – sono improntate ad un accentuato pessimismo rispetto al trimestre precedente. Le cause principali sono da ricercare nel peso eccessivo dei costi delle materie prime, in particolare dell’energia, su cui ha ulteriormente inciso la situazione geopolitica che apre scenari di estrema incertezza e di grande preoccupazione, sia dal punto di vista politico che economico. Quindi, riteniamo indispensabile un confronto permanente tra le Parti sociali e le Istituzioni, per condividere rapidamente soluzioni utili a fronteggiare le conseguenze della guerra in Ucraina. Il sostegno a famiglie e imprese passa necessariamente anche attraverso una ridiscussione del Patto di stabilità. Non è il momento di pensare a politiche fiscali restrittive. Deve essere mantenuto il sostegno della BCE, garantendo liquidità ai Paesi dell’Unione europea”.
“Per la nostra regione – conclude Felici – lo stanziamento di quattro miliardi di euro promesso dal Governo per la città di Torino costituisce un’imperdibile occasione da cogliere per produrre un effetto leva anche per il Piemonte. Tale opportunità, con il coinvolgimento delle Parti sociali, tra cui il mondo delle piccole imprese, potrà consentire al nostro territorio di superare le profonde crisi innescate dalla pandemia ed acuite dalla crisi ucraina”.

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