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Il caso

Confindustria Piemonte: “I costi dei materiali da costruzione sono aumentati troppo”

Un problema che secondo le associazioni di categoria rischia di compromettere anche i lavori attualmente in corso

Confindustria Piemonte: “I costi dei materiali da costruzione sono aumentati troppo”
Economia 04 Aprile 2021 ore 07:00

Confindustria Piemonte denuncia l’aumento dei costi dei materiali da costruzione e parla di una situazione molto difficile per tutte le imprese del settore.

Confindustria e Ance contro l’aumento dei costi dei materiali

E’ un intervento congiunto di Confindustria Piemonte e dell’Ance, associazione nazionale costruttori edili, che nei giorni scorsi è stata denunciata pubblicamente la situazione ritenuta insostenibile provocata dall’aumento dei costi dei materiali edili. Secondo le due associazioni l’aumento è tale da compromettere la regolare prosecuzione dei lavori affidati.

Il problema più urgente è quello legato al prezzo dell’acciaio

“L’eccezionale aumento riguarda il prezzo dell’acciaio – scrivono dalle due associazioni – che tra novembre 2020 e febbraio 2021 è aumentato del 130%. Una dinamica che, oltre ai prodotti siderurgici, si osserva anche in altri materiali di primaria importanza per l’edilizia, come, ad esempio, i polietileni che nello stesso periodo hanno mostrato incrementi superiori al 40%, il rame +17% e il petrolio +34%. Ma i dati sono in continua evoluzione e il trend sembra destinato ad aumentare per i prossimi mesi”.

Le parole dei rappresentanti delle due associazioni

“Gli impatti sulla produzione e sugli scambi commerciali causati dalla pandemia – dice la presidente di Ance Piemonte e Valle D’Aosta Paola Malabaila – hanno ridisegnato il futuro delle supply chain a livello globale, scaricando sul settore edile il caro materiali. Siamo molto preoccupati perché le imprese sono in forte sofferenza e questi incrementi eccezionali non fanno che aggiungersi alle già ingenti difficoltà finanziarie e patrimoniali dovute alle dinamiche disfunzionali di appalto connesse alla pandemia. Abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di aggiornare il prezzario regionale basandosi sui prezzi delle materie prime e semilavorati rilevati nei primi tre mesi del 2021 anziché sulla media dei prezzi nel 2020 falsata dalla pandemia e tenere conto di questa infuocata dei prezzi”.

“Le ragioni di tale situazione – le fa eco il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay – derivano da una serie di congiunture internazionali, impreviste e imprevedibili, che si inseriscono in un mercato già gravemente anomalo per la crisi pandemica in atto. Un’impennata così rapida non si era mai verificata e di questo passo tra un paio di mesi il rischio è che alcune imprese siano costrette a sospendere la produzione. Oltre ai rincari, non si riescono a reperire materiali e i tempi di consegna si sono dilatati rispetto agli standard, senza contare che la qualità si è notevolmente abbassata. Riscontriamo troppe incertezze e tutto ciò sta assumendo dimensioni tali da minacciare la ripresa economica post-Covid del comparto dell’edilizia con pesanti ricadute su tutta la filiera”.

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