Economia

Cpi, 20 operatori per 30.000 disoccupati

Cpi, 20 operatori per 30.000 disoccupati
Economia 02 Febbraio 2016 ore 20:58

NOVARA - Un solo operatore dei Centri per l’Impiego ogni 1.500 disoccupati. Questo il rapporto esistente nel novarese emerso venerdì durante l’incontro a Palazzo Natta tra  l'assessore al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero ed il personale dei Cpi di Novara e Borgomanero. L’obiettivo della visita, così come nelle altre province, era spiegare ai dipendenti dei Cpi la riorganizzazione della rete regionale dei servizi per il lavoro in seguito all’approvazione della Legge regionale sul riordino delle funzioni amministrative delle province e alle novità introdotte dal Jobs Act: «In attesa che vengano definiti i compiti della nuova agenzia nazionale per l'occupazione, dal 1° gennaio 2016 il personale dei centri (poco meno di 500 persone in tutto il Piemonte) viene temporaneamente assegnato all’Agenzia Piemonte Lavoro, ente strumentale della Regione – ha premesso l’assessore Pentenero -  Un’altra novità riguarda, inoltre, i circa 200 dipendenti che si occupavano di politiche attive e formazione professionale nelle province, che ora passano direttamente in capo alla Regione».  

Nei  2 Centri per l’impiego di Novara e Borgomanero lavorano 20 persone. La media nazionale è pari a 1 a 250, in Europa si arriva fino ad 1 operatore ogni 60 disoccupati. Il personale delle politiche attive e della formazione professionale per la Provincia di Novara ammonta invece a 16 unità:  «Nei Cpi novaresi il rapporto tra carico di lavoro e organico disponibile è drammatico - ha evidenziato Felice Sarcinelli, responsabile dei servizi Cpi della Provincia di Novara e componente dello staff dirigenziale dell’assessorato alla Coesione Sociale della Regione Piemonte - Una banca dati di circa 30mila disoccupati è ingestibile da sole 20 persone. E la prospettiva è che nuovi servizi da svolgere, collegati al Jobs Act e al Sia (sostegno per l’inclusione attiva) per il contrasto alla povertà si accumuleranno a quelli attuali. Nel prossimo biennio, in attesa che si compia la riforma costituzionale che interessa le Provincie, servirà qualche soluzione transitoria di potenziamento, magari tramite contratti o l’uso di risorse europee. Ma non si potrà metter mano agli organici». 

L’assessore regionale Pentenero ha constatato: «Non immaginavo una situazione così problematica, vedremo di trovare delle soluzioni. Ora stiamo fotografando la realtà operativa esistente per fare una valutazione complessiva. I dipendenti dei Cpi hanno espresso la preoccupazione di capire  l’organizzazione delle nuove  attività e servizi. La Regione è attenta ai territori, l’obiettivo è il coinvolgimento attivo dei lavoratori del Cpi  nella macchina regionale. Si può guardare a modelli di altri Paesi europei, ma sono i numeri e le risorse investite a fare la differenza». 

Tra i presenti all’incontro l’assessore regionale alle Politiche Sociali Augusto Ferrari, il consigliere regionale Domenico Rossi, i direttore di Apl Franco Chiaramonte, il vicedirettore regionale alla Coesione Sociale Sergio Di Giacomo, il consigliere provinciale Biagio Diana che ha ricordato: «Nei Cpi esiste una serie di attività che non vanno abbandonate a se stesse: penso alle pratiche relative alla convenzione con la Banca Popolare di Novara per l’anticipo della cassa integrazione, con le associazioni di categoria  per il mantenimento dei 21 sportelli per la creazione di impresa, all’inserimento nel portale di Garanzia Giovani  di elenchi di 500 persone al mese dall’inizio del 2015».  

Sempre venerdì pomeriggio l’assessore Pentenero ha incontrato anche il personale del Cpi di  Omegna presso la sede di via IV Novembre 37. 

Filippo Bezio

NOVARA - Un solo operatore dei Centri per l’Impiego ogni 1.500 disoccupati. Questo il rapporto esistente nel novarese emerso venerdì durante l’incontro a Palazzo Natta tra  l'assessore al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero ed il personale dei Cpi di Novara e Borgomanero. L’obiettivo della visita, così come nelle altre province, era spiegare ai dipendenti dei Cpi la riorganizzazione della rete regionale dei servizi per il lavoro in seguito all’approvazione della Legge regionale sul riordino delle funzioni amministrative delle province e alle novità introdotte dal Jobs Act: «In attesa che vengano definiti i compiti della nuova agenzia nazionale per l'occupazione, dal 1° gennaio 2016 il personale dei centri (poco meno di 500 persone in tutto il Piemonte) viene temporaneamente assegnato all’Agenzia Piemonte Lavoro, ente strumentale della Regione – ha premesso l’assessore Pentenero -  Un’altra novità riguarda, inoltre, i circa 200 dipendenti che si occupavano di politiche attive e formazione professionale nelle province, che ora passano direttamente in capo alla Regione».  

Nei  2 Centri per l’impiego di Novara e Borgomanero lavorano 20 persone. La media nazionale è pari a 1 a 250, in Europa si arriva fino ad 1 operatore ogni 60 disoccupati. Il personale delle politiche attive e della formazione professionale per la Provincia di Novara ammonta invece a 16 unità:  «Nei Cpi novaresi il rapporto tra carico di lavoro e organico disponibile è drammatico - ha evidenziato Felice Sarcinelli, responsabile dei servizi Cpi della Provincia di Novara e componente dello staff dirigenziale dell’assessorato alla Coesione Sociale della Regione Piemonte - Una banca dati di circa 30mila disoccupati è ingestibile da sole 20 persone. E la prospettiva è che nuovi servizi da svolgere, collegati al Jobs Act e al Sia (sostegno per l’inclusione attiva) per il contrasto alla povertà si accumuleranno a quelli attuali. Nel prossimo biennio, in attesa che si compia la riforma costituzionale che interessa le Provincie, servirà qualche soluzione transitoria di potenziamento, magari tramite contratti o l’uso di risorse europee. Ma non si potrà metter mano agli organici». 

L’assessore regionale Pentenero ha constatato: «Non immaginavo una situazione così problematica, vedremo di trovare delle soluzioni. Ora stiamo fotografando la realtà operativa esistente per fare una valutazione complessiva. I dipendenti dei Cpi hanno espresso la preoccupazione di capire  l’organizzazione delle nuove  attività e servizi. La Regione è attenta ai territori, l’obiettivo è il coinvolgimento attivo dei lavoratori del Cpi  nella macchina regionale. Si può guardare a modelli di altri Paesi europei, ma sono i numeri e le risorse investite a fare la differenza». 

Tra i presenti all’incontro l’assessore regionale alle Politiche Sociali Augusto Ferrari, il consigliere regionale Domenico Rossi, i direttore di Apl Franco Chiaramonte, il vicedirettore regionale alla Coesione Sociale Sergio Di Giacomo, il consigliere provinciale Biagio Diana che ha ricordato: «Nei Cpi esiste una serie di attività che non vanno abbandonate a se stesse: penso alle pratiche relative alla convenzione con la Banca Popolare di Novara per l’anticipo della cassa integrazione, con le associazioni di categoria  per il mantenimento dei 21 sportelli per la creazione di impresa, all’inserimento nel portale di Garanzia Giovani  di elenchi di 500 persone al mese dall’inizio del 2015».  

Sempre venerdì pomeriggio l’assessore Pentenero ha incontrato anche il personale del Cpi di  Omegna presso la sede di via IV Novembre 37. 

Filippo Bezio

 

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