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Da Coldiretti: allarme siccità nel Novarese

Da Coldiretti: allarme siccità nel Novarese
Economia 23 Luglio 2015 ore 22:06

NOVARA – E’ allarme siccità nel Novarese. A lanciarlo è la Coldiretti interprovinciale Novara-Vco. Una situazione per la quale il territorio rischia danni per milioni. Persi di già in queste settimane raccolti di mais, soia e foraggi.

“Già ora – spiega Coldiretti – l’agricoltura novarese della fascia collinare conta ingenti danni per l’eccezionale ondata di siccità che insiste ormai da parecchie settimane: se la situazione dovesse perdurare, oltre ai già compromessi raccolti di mais, soia, foraggere dell’alto e medio Novarese, andranno ad aggiungersi i danni per il territorio di pianura, dal momento che anche l’acqua d’irrigazione fa registrare pesanti riduzioni. E’ iniziata, da parte di tutti gli uffici zona di Coldiretti, una ricognizione sul territorio in modo da poter valutare le opportune azioni da intraprendere già nelle prossime ore”.
Il caldo africano sta colpendo duro in provincia di Novara, con conseguenze pesanti. Intanto anche il livello del lago Maggiore continua a scendere. Qualche pioggia pare possa arrivare nel fine settimana, almeno stando alle previsioni.
“Nel medio e alto novarese le maggiori difficoltà si riscontrano per le coltivazioni di mais. Ma soffrono anche coltivazioni a ciclo annuale: oltre al mais, infatti, sono in forte sofferenza la soia, i prati irrigui e le coltivazioni florovivaistiche e le principali orticole: si sta tentando di irrigare persino i vigneti, ove possibile”, affermano i vertici della Coldiretti interprovinciale.
Pure le api (il miele è una delle produzioni strategiche per l’areale della provincia di Novara) soffrono tanto che per il caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline, a conferma di come l’aumento delle temperature provochi pesanti effetti sulle piante e sugli animali come sulle persone. Le api sono un indicatore dello stato di salute della natura e la loro scarsa attività è una prova della grave criticità provocata dalle temperature anomale. Il problema non riguarda solo la produzione del miele ma viene a mancare l’indispensabile azione di impollinazione dei fiori, ancora necessaria per le coltivazioni agricole. “In tutti questi casi la possibilità di irrigazione fa la differenza tra riuscire ad ottenere, pur con costi più elevati, una produzione oppure non produrre nulla”.
L’andamento climatico del 2015, dall’inizio dell’anno ad oggi, è stato caratterizzato da frequenti, e talora abbondanti, precipitazioni nella prima parte del periodo, mentre si sta evidenziando un periodo di siccità particolarmente pronunciata nell’ultimo mese. “Dai dati raccolti dalle stazioni agrometeorologiche della RAM (Rete Agrometeorologica Regionale) si deduce, infatti, che le ultime precipitazioni significative, pur con differenze tra le località, si sono registrate a metà giugno: da quel momento abbiamo assistito ad una totale assenza di fenomeni o, localmente, di qualche breve temporale, con apporti limitati a pochi millimetri di pioggia”.
Parallelamente, si è assistito ad un incremento delle temperature decisamente più forte rispetto alle medie storiche, che ha portato, nel medesimo periodo, da metà giugno ad oggi, a raggiungere e superare valori di 35°C in tutte le località di pianura.

mo.c.

NOVARA – E’ allarme siccità nel Novarese. A lanciarlo è la Coldiretti interprovinciale Novara-Vco. Una situazione per la quale il territorio rischia danni per milioni. Persi di già in queste settimane raccolti di mais, soia e foraggi.

“Già ora – spiega Coldiretti – l’agricoltura novarese della fascia collinare conta ingenti danni per l’eccezionale ondata di siccità che insiste ormai da parecchie settimane: se la situazione dovesse perdurare, oltre ai già compromessi raccolti di mais, soia, foraggere dell’alto e medio Novarese, andranno ad aggiungersi i danni per il territorio di pianura, dal momento che anche l’acqua d’irrigazione fa registrare pesanti riduzioni. E’ iniziata, da parte di tutti gli uffici zona di Coldiretti, una ricognizione sul territorio in modo da poter valutare le opportune azioni da intraprendere già nelle prossime ore”.
Il caldo africano sta colpendo duro in provincia di Novara, con conseguenze pesanti. Intanto anche il livello del lago Maggiore continua a scendere. Qualche pioggia pare possa arrivare nel fine settimana, almeno stando alle previsioni.
“Nel medio e alto novarese le maggiori difficoltà si riscontrano per le coltivazioni di mais. Ma soffrono anche coltivazioni a ciclo annuale: oltre al mais, infatti, sono in forte sofferenza la soia, i prati irrigui e le coltivazioni florovivaistiche e le principali orticole: si sta tentando di irrigare persino i vigneti, ove possibile”, affermano i vertici della Coldiretti interprovinciale.
Pure le api (il miele è una delle produzioni strategiche per l’areale della provincia di Novara) soffrono tanto che per il caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline, a conferma di come l’aumento delle temperature provochi pesanti effetti sulle piante e sugli animali come sulle persone. Le api sono un indicatore dello stato di salute della natura e la loro scarsa attività è una prova della grave criticità provocata dalle temperature anomale. Il problema non riguarda solo la produzione del miele ma viene a mancare l’indispensabile azione di impollinazione dei fiori, ancora necessaria per le coltivazioni agricole. “In tutti questi casi la possibilità di irrigazione fa la differenza tra riuscire ad ottenere, pur con costi più elevati, una produzione oppure non produrre nulla”.
L’andamento climatico del 2015, dall’inizio dell’anno ad oggi, è stato caratterizzato da frequenti, e talora abbondanti, precipitazioni nella prima parte del periodo, mentre si sta evidenziando un periodo di siccità particolarmente pronunciata nell’ultimo mese. “Dai dati raccolti dalle stazioni agrometeorologiche della RAM (Rete Agrometeorologica Regionale) si deduce, infatti, che le ultime precipitazioni significative, pur con differenze tra le località, si sono registrate a metà giugno: da quel momento abbiamo assistito ad una totale assenza di fenomeni o, localmente, di qualche breve temporale, con apporti limitati a pochi millimetri di pioggia”.
Parallelamente, si è assistito ad un incremento delle temperature decisamente più forte rispetto alle medie storiche, che ha portato, nel medesimo periodo, da metà giugno ad oggi, a raggiungere e superare valori di 35°C in tutte le località di pianura.

mo.c.

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