Economia

Dalla Cna la richiesta di eliminazione dello Split Payment

Dalla Cna la richiesta di eliminazione dello Split Payment
Economia 17 Gennaio 2016 ore 09:23

NOVARA - La legge entrata in vigore il primo gennaio 2015, che introduce lo Split Payment (che sta per divisione del pagamento) obbliga quasi tutte le aziende che lavorano con Enti pubblici a emettere fattura con la sola indicazione dell'IVA, cioè ad incassare solo l’imponibile, visto che l’imposta viene pagata direttamente dalla Pubblica amministrazione all’Erario.

Le imprese, quindi, non ricevono più IVA dagli Enti pubblici per i quali lavorano, ma, al contrario, devono continuare a pagarla subito ai loro fornitori. Viene così meno il meccanismo della compensazione mensile dell’IVA. Le imprese hanno in cassa solo crediti IVA, che possono essere successivamente compensati o rimborsati, ma con una procedura onerosa e lunghi tempi d’attesa. 

La nota ufficiale sulle entrate tributarie da gennaio a novembre 2015, diffusa dal Ministero dell’Economia la scorsa settimana, è illuminante. Se a gennaio e febbraio, quando lo split è partito, le risorse drenate erano praticamente zero, solo per il mese di novembre hanno raggiunto i 915 milioni di euro. Una valanga inarrestabile, che nel 2016 diventerà molto più grande. Bisogna fermarla. “Continua la mobilitazione della CNA per l’abolizione del regime IVA dello 'Split payment’ – dichiara il presidente della CNA Piemonte Nord Donato Telesca -  noi artigiani e piccoli imprenditori siamo preoccupati e arrabbiati per le difficoltà nella gestione delle risorse finanziarie che questo meccanismo comporta. Solo chi è costretto a fare i salti mortali ogni giorno per far quadrare i conti e deve affrontare i ritardi nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, compresa la Pubblica Amministrazione, il rapporto ancora difficile con le banche, la pressione fiscale da record, può capire questa via crucis”. 

“Lo Split Payment sta sottraendo milioni di risorse economiche – spiega il direttore della CNA Piemonte Nord Elio Medina - a 2 milioni di imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione. Nessuna impresa è in grado di lavorare se viene a mancarle una importante fonte di liquidità.  Se ci sono le condizioni, l’impresa può andare in banca e farsi finanziare, ma ovviamente deve pagare gli interessi sul finanziamento e caricarsi così di nuovi costi”.

La CNA continuerà ad insistere per l’eliminazione immediata dello split payment, perché è un meccanismo ingiusto e oneroso che mette in difficoltà migliaia di artigiani e piccoli imprenditori.

mo.c.


NOVARA - La legge entrata in vigore il primo gennaio 2015, che introduce lo Split Payment (che sta per divisione del pagamento) obbliga quasi tutte le aziende che lavorano con Enti pubblici a emettere fattura con la sola indicazione dell'IVA, cioè ad incassare solo l’imponibile, visto che l’imposta viene pagata direttamente dalla Pubblica amministrazione all’Erario.

Le imprese, quindi, non ricevono più IVA dagli Enti pubblici per i quali lavorano, ma, al contrario, devono continuare a pagarla subito ai loro fornitori. Viene così meno il meccanismo della compensazione mensile dell’IVA. Le imprese hanno in cassa solo crediti IVA, che possono essere successivamente compensati o rimborsati, ma con una procedura onerosa e lunghi tempi d’attesa. 

La nota ufficiale sulle entrate tributarie da gennaio a novembre 2015, diffusa dal Ministero dell’Economia la scorsa settimana, è illuminante. Se a gennaio e febbraio, quando lo split è partito, le risorse drenate erano praticamente zero, solo per il mese di novembre hanno raggiunto i 915 milioni di euro. Una valanga inarrestabile, che nel 2016 diventerà molto più grande. Bisogna fermarla. “Continua la mobilitazione della CNA per l’abolizione del regime IVA dello 'Split payment’ – dichiara il presidente della CNA Piemonte Nord Donato Telesca -  noi artigiani e piccoli imprenditori siamo preoccupati e arrabbiati per le difficoltà nella gestione delle risorse finanziarie che questo meccanismo comporta. Solo chi è costretto a fare i salti mortali ogni giorno per far quadrare i conti e deve affrontare i ritardi nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, compresa la Pubblica Amministrazione, il rapporto ancora difficile con le banche, la pressione fiscale da record, può capire questa via crucis”. 

“Lo Split Payment sta sottraendo milioni di risorse economiche – spiega il direttore della CNA Piemonte Nord Elio Medina - a 2 milioni di imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione. Nessuna impresa è in grado di lavorare se viene a mancarle una importante fonte di liquidità.  Se ci sono le condizioni, l’impresa può andare in banca e farsi finanziare, ma ovviamente deve pagare gli interessi sul finanziamento e caricarsi così di nuovi costi”.

La CNA continuerà ad insistere per l’eliminazione immediata dello split payment, perché è un meccanismo ingiusto e oneroso che mette in difficoltà migliaia di artigiani e piccoli imprenditori.

mo.c.


Seguici sui nostri canali