DeaPrinting, la mobilitazione è massima

DeaPrinting, la mobilitazione è massima
Economia 05 Marzo 2015 ore 21:30

NOVARA - Caso “DeaPrinting”: la mobilitazione è massima, su tutti i fronti, da quello istituzionale a quello sindacale. Non si può certo parlare di ottimismo, ma  l’obiettivo comune è quello di ricercare tutte le strade possibili per far sì che ad una delle storiche realtà imprenditoriali cittadine sia riservata la fine meno ingloriosa possibile.

Intanto qualcosa si sta muovendo. Lunedì mattina, in Prefettura, si sono incontrati il rappresentante della proprietà Mario Cacciatore, il sindaco Andrea Ballarè,  il sottosegretario al Welfare Franca Biondelli, oltre ai rappresentanti di Inps, Agenzia del lavoro e sindacati. «E in quella sede - dice Stella Cepile, rappresentante per la Cgil del settore grafici - si è cercato di trovare una soluzione per il pagamento degli stipendi dell’ultima mensilità e riuscire così a sbloccare almeno questa situazione». Da parte sua, l’onorevole Biondelli si è fatta carico di portare avanti la richiesta della cassa integrazione straordinaria per 24 mensilità, grazie alla legge speciale sull’editoria. «Peraltro - aggiunge Cepile - la legge è stata recentemente modificata. Se non fossero cambiati i requisiti, si sarebbe  trovata una “scappatoia” per una cinquantina di persone, che avrebbero potuto ricorrere al prepensionamento».

Martedì, incontrando nuovamente l’acquirente Caleidograph, i sindacati hanno rinnovato la loro richiesta di mantenere per quanto possibile la produzione a Novara. «Ci è stata confermata - dice Cepile - l’intenzione di individuare per l’attività di stampa piana una nuova sede, più idonea del vecchio stabilmento di corso della Vittoria che ci rendiamo conto essere antieconomico, ma sempre in provincia di Novara. Una proposta che abbiamo apprezzato e a questo punto abbiamo insistito con Caleidograph perché si mantengano anche le due macchine rotative (di cui una già acquistata dall’azienda di Robbiate, ndr) nella stessa sede. Questo aprirebbe margini sul fronte occupazionale e al contempo offrirebbe garanzie anche al piano industriale. Se a questo poi si aggiungesse anche la legatoria, si otterrebbe l’obiettivo di mantenere l’intero polo sul territorio». Con una proposta che Cepile definisce «realistica e non di bandiera. Noi puntiamo a non perdere la produzione, anche in vista della tanto auspicata ripresa, e per questo insistiamo anche perché la famiglia Boroli, che è il principale committente delle ex Officine grafiche, faccia valere il suo peso specifico mostrando un occhio di riguardo per la città e la sua occupazione».

Nel frattempo il prefetto Francesco Paolo Castaldo, che mercoledì si è nuovamente aggiornato con le organizzazioni sindacali, incontrerà  nei prossimi giorni la famiglia Boroli e la dirigenza della Caleidograph.

Laura Cavalli

NOVARA - Caso “DeaPrinting”: la mobilitazione è massima, su tutti i fronti, da quello istituzionale a quello sindacale. Non si può certo parlare di ottimismo, ma  l’obiettivo comune è quello di ricercare tutte le strade possibili per far sì che ad una delle storiche realtà imprenditoriali cittadine sia riservata la fine meno ingloriosa possibile.

Intanto qualcosa si sta muovendo. Lunedì mattina, in Prefettura, si sono incontrati il rappresentante della proprietà Mario Cacciatore, il sindaco Andrea Ballarè,  il sottosegretario al Welfare Franca Biondelli, oltre ai rappresentanti di Inps, Agenzia del lavoro e sindacati. «E in quella sede - dice Stella Cepile, rappresentante per la Cgil del settore grafici - si è cercato di trovare una soluzione per il pagamento degli stipendi dell’ultima mensilità e riuscire così a sbloccare almeno questa situazione». Da parte sua, l’onorevole Biondelli si è fatta carico di portare avanti la richiesta della cassa integrazione straordinaria per 24 mensilità, grazie alla legge speciale sull’editoria. «Peraltro - aggiunge Cepile - la legge è stata recentemente modificata. Se non fossero cambiati i requisiti, si sarebbe  trovata una “scappatoia” per una cinquantina di persone, che avrebbero potuto ricorrere al prepensionamento».

Martedì, incontrando nuovamente l’acquirente Caleidograph, i sindacati hanno rinnovato la loro richiesta di mantenere per quanto possibile la produzione a Novara. «Ci è stata confermata - dice Cepile - l’intenzione di individuare per l’attività di stampa piana una nuova sede, più idonea del vecchio stabilmento di corso della Vittoria che ci rendiamo conto essere antieconomico, ma sempre in provincia di Novara. Una proposta che abbiamo apprezzato e a questo punto abbiamo insistito con Caleidograph perché si mantengano anche le due macchine rotative (di cui una già acquistata dall’azienda di Robbiate, ndr) nella stessa sede. Questo aprirebbe margini sul fronte occupazionale e al contempo offrirebbe garanzie anche al piano industriale. Se a questo poi si aggiungesse anche la legatoria, si otterrebbe l’obiettivo di mantenere l’intero polo sul territorio». Con una proposta che Cepile definisce «realistica e non di bandiera. Noi puntiamo a non perdere la produzione, anche in vista della tanto auspicata ripresa, e per questo insistiamo anche perché la famiglia Boroli, che è il principale committente delle ex Officine grafiche, faccia valere il suo peso specifico mostrando un occhio di riguardo per la città e la sua occupazione».

Nel frattempo il prefetto Francesco Paolo Castaldo, che mercoledì si è nuovamente aggiornato con le organizzazioni sindacali, incontrerà  nei prossimi giorni la famiglia Boroli e la dirigenza della Caleidograph.

Laura Cavalli