Status symbol

Dom Pérignon: un’eccellenza del gusto tra storia e leggenda

Non tutti sanno che non si tratta di un’azienda a sé, ma dell'etichetta di punta sin dagli anni Venti della maison Moët & Chandon.

Dom Pérignon: un’eccellenza del gusto tra storia e leggenda
Novara, 03 Agosto 2020 ore 07:00

Sono pochi i marchi nel mondo che evocano prestigio, lusso, eleganza, successo. Uno di questi è il Dom Pérignon, la casa di champagne probabilmente più conosciuta al mondo, ispirata direttamente alla filosofia visionaria di Pierre Pérignon che scoprì l’ormai celebre e rinomato metodo champenois nella seconda metà del XVII secolo.

Un nome che con il tempo è diventato sinonimo stesso dello champagne di alta qualità, fino a sovrapporre l’inconfondibile etichetta francese con l’immagine stessa del prelibato nettare con le bollicine. Un destino toccato a pochissimi marchi aziendali che hanno visto diventare il proprio nome una parola di uso comune, tipo Coca Cola, Nutella, Scottex, Borotalco, Kleenex.

La prima annata fu quella del 1921

Contrariamente a quanto si possa pensare, Dom Pérignon non è un’azienda a sé, ma uno champagne che viene prodotto dalla maison Moët & Chandon (oggi a sua volta acquisita dal colosso LVMH) sin dagli anni ’20 come sua cuvée di punta.

La prima annata fu quella del 1921, anche se la prima bottiglia fu venduta solo nel 1936. Ma la storia del più prestigioso champagne francese risale, come anticipato, addirittura al XVII secolo. Secondo la leggenda popolare, fu Dom Pierre Pérignon, un giovane abate benedettino con l’incarico di tesoriere presso l’Abbazia di Hauvillers, nella regione dello Champagne, che nel 1668 su una collina della Valle della Marna creò quello che venne poi riconosciuto come “metodo champenois”, quello con cui nella regione della Champagne i vini fanno la cosiddetta presa di spuma, ovvero diventano spumanti. Sempre secondo la vulgata, fu proprio Pierre Pérignon ad insegnare nel 1669 questa complessa procedura al benedettino Thierry Ruinart, operazione che permetterà ad un’altra famosa casa di champagne, la Maison Ruinart, di diventare la prima maison di champagne nel 1729.

Inutile specificare la qualità sopraffina del prodotto, caratterizzato da note fruttate dense e vivaci, capaci di creare suggestioni al palato voluttuose e carnali, del tutto uniche nel suo genere. La ragione va ricercata nel fatto che Dom Pérignon è prodotto esclusivamente in annate eccezionali ed è solo millesimato. Dal 1921 appena una quarantina di vendemmie hanno avuto l’onore di essere custodite e conservate con il prestigioso marchio noto in tutto il mondo.

Ogni imbottigliamento di Dom Pérignon contiene uve di un solo anno, a dimostrazione delle caratteristiche uniche di quell’annata ed infatti non esistono in commercio bottiglie di Dom Pérignon senza l’indicazione del millesimo, in accordo con la scelta dello chef de cave di Dom Pérignon, attualmente Richard Geoffroy.

Sinonimo di prestigio, eleganza e successo

Ma come si diceva prima, Dom Pérignon oggi rappresenta uno status symbol, è sinonimo di prestigio, lusso, eleganza, successo, tanto da essere scelto per il matrimonio del secolo tra Carlo e Diana nel 1981. In quell’occasione il Principe e Lady D Carlo versarono l’annata del 1961 in onore dell’anno di nascita della sposa. Secondo quanto raccontano i cronisti dell’epoca, furono consegnate, ed interamente consumate, ben 99 bottiglie del prezioso nettare d’oltralpe.

Nell’immaginario collettivo lo champagne è in partnership simbiotica con le ostriche, con il caviale, con l’aragosta, accostamenti apparentemente scontati, ma bere Dom Pérignon degustando frutti di mare, crostacei, le preziose uova di storione o il tartufo è comunque un’esperienza indimenticabile, un paradisiaco match tra sapidità e delicatezza, tra aromi e profumi della terra e del mare, tra richiami fruttati, iodati e minerali. A dispetto delle tradizioni aristocratiche, però, il Dom Pérignon, bianco o rosé, è perfetto anche per combinazioni con alimenti più semplici, o meno costosi, come il salmone, le alici, le uova, il riso, i formaggi, basta tenere altissima la qualità della materia prima e una certa cura nella preparazione.

E a proposito di qualità, la casa vinicola Moët & Chandon non distribuisce lo champagne nella sua varietà bianca prima che siano passati almeno otto anni dalla vendemmia, mentre per la varietà rosé gli anni devono essere almeno dodici.

Stiamo parlando evidentemente di una delle più indiscusse eccellenze del panorama vinicolo internazionale, un’autentica delizia che merita l’assaggio in un’occasione speciale. L’augurio è che possiate avere presto l’opportunità di fare un brindisi indimenticabile con una bottiglia di Dom Pérignon.

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