Economia

«E’ possibile amministrare un Comune ed essere al tempo stesso mamme»

«E’ possibile amministrare un Comune ed essere al tempo stesso mamme»
Economia 18 Marzo 2016 ore 17:00

NOVARA - E’ possibile amministrare un Comune ed essere al tempo stesso mamme? «E’ una questione che a mio parere non dovrebbe neppure essere argomento di discussione, perché - sostiene l’assessore alle Politiche sociale Elia Impaloni, madre di 4 figli (nella foto) - è innanzitutto una scelta che deve essere fatta dalla singola persona e non da un soggetto esterno». Così commenta la polemica scaturita a livello nazionale dopo le dichiarazioni di Guido Bertolaso riguardo la candidatura a sindaco di Roma di Giorgia Meloni, in dolce attesa. «Perché allora non parlare di tutte quelle madri che lavorano magari con turni notturni quali medici e infermiere, o di quelle donne sole che fanno lavori pesanti, mal pagati, e che per motivi diversi non riescono neppure ad accedere ai servizi presenti sul territorio? Certo è difficile conciliare orari, tempi, impegni lavorativi, vita familiare e quant’altro, ma basta saper trovare le strategie giuste e organizzarsi». E aggiunge «Semmai è vero il contrario, nel senso che ci sono dei lavori che più di altri permettono una certa flessibilità. Nel mio caso specifico, per esempio, è stato possibile continuare a lavorare anche con la bambina piccola, portandola in Giunta o nelle riunioni, senza creare problemi a nessuno. E’ una questione di scelte genitoriali che devono essere comprese e condivise sia in famiglia sia tra i colleghi. E nessuno ha mai messo in discussione la mia capacità di essere madre e di svolgere appieno i miei impegni lavorativi. Ripeto è una scelta personale che ogni donna ha il diritto di fare in base alle proprie valutazioni». 

«Poter fare o meno il sindaco di una città, piccola o grande che sia - ha commentato l’assessore all’Istruzione Margherita Patti - deve dipendere dalle capacità e dalle competenze dei possibili candidati, non certo dal numero di figli. Purtroppo certi commenti sono figli di una vecchia gabbia culturale che ormai non dovrebbe avere più ragione di esistere. Si dovrebbe invece porre l’attenzione  sulla grande partita della conciliazione tra lavoro e famiglia che deve passare da un  lato da servizi più articolati e orari più adeguati e dall’altro da una equa distribuzione in  famiglia del carico di lavoro che deriva dalla cura della casa e dei figli. Alla base ci deve essere la volontà di organizzarsi e di condividere con rispetto reciproco gli impegni di tutti, sia in famiglia sia sul lavoro. E’ faticoso, anzi molto faticoso, ma possibile. Così è stato nel mio caso, perchè appena entrata in Giunta ho saputo di aspettare la mia bambina, una notizia bellissima. A quel punto si è trattato di fare delle valutazioni personali e di scegliere anche con la consapevolezza dell’ambiente familiare e lavorativo nei quali questa scelta poteva essere fatta. Non ci sono strade semplici, l’importante è che ogni donna sia nella condizione di poter scegliere liberamente».

Clarissa Brusati

NOVARA - E’ possibile amministrare un Comune ed essere al tempo stesso mamme? «E’ una questione che a mio parere non dovrebbe neppure essere argomento di discussione, perché - sostiene l’assessore alle Politiche sociale Elia Impaloni, madre di 4 figli (nella foto) - è innanzitutto una scelta che deve essere fatta dalla singola persona e non da un soggetto esterno». Così commenta la polemica scaturita a livello nazionale dopo le dichiarazioni di Guido Bertolaso riguardo la candidatura a sindaco di Roma di Giorgia Meloni, in dolce attesa. «Perché allora non parlare di tutte quelle madri che lavorano magari con turni notturni quali medici e infermiere, o di quelle donne sole che fanno lavori pesanti, mal pagati, e che per motivi diversi non riescono neppure ad accedere ai servizi presenti sul territorio? Certo è difficile conciliare orari, tempi, impegni lavorativi, vita familiare e quant’altro, ma basta saper trovare le strategie giuste e organizzarsi». E aggiunge «Semmai è vero il contrario, nel senso che ci sono dei lavori che più di altri permettono una certa flessibilità. Nel mio caso specifico, per esempio, è stato possibile continuare a lavorare anche con la bambina piccola, portandola in Giunta o nelle riunioni, senza creare problemi a nessuno. E’ una questione di scelte genitoriali che devono essere comprese e condivise sia in famiglia sia tra i colleghi. E nessuno ha mai messo in discussione la mia capacità di essere madre e di svolgere appieno i miei impegni lavorativi. Ripeto è una scelta personale che ogni donna ha il diritto di fare in base alle proprie valutazioni». 

«Poter fare o meno il sindaco di una città, piccola o grande che sia - ha commentato l’assessore all’Istruzione Margherita Patti - deve dipendere dalle capacità e dalle competenze dei possibili candidati, non certo dal numero di figli. Purtroppo certi commenti sono figli di una vecchia gabbia culturale che ormai non dovrebbe avere più ragione di esistere. Si dovrebbe invece porre l’attenzione  sulla grande partita della conciliazione tra lavoro e famiglia che deve passare da un  lato da servizi più articolati e orari più adeguati e dall’altro da una equa distribuzione in  famiglia del carico di lavoro che deriva dalla cura della casa e dei figli. Alla base ci deve essere la volontà di organizzarsi e di condividere con rispetto reciproco gli impegni di tutti, sia in famiglia sia sul lavoro. E’ faticoso, anzi molto faticoso, ma possibile. Così è stato nel mio caso, perchè appena entrata in Giunta ho saputo di aspettare la mia bambina, una notizia bellissima. A quel punto si è trattato di fare delle valutazioni personali e di scegliere anche con la consapevolezza dell’ambiente familiare e lavorativo nei quali questa scelta poteva essere fatta. Non ci sono strade semplici, l’importante è che ogni donna sia nella condizione di poter scegliere liberamente».

Clarissa Brusati

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