Expo 2015 promosso. Ora il rush finale

Expo 2015 promosso. Ora il rush finale
Economia 04 Settembre 2015 ore 18:41

Rho  - Ad agosto, superato il giro di boa dei 3 mesi e passata la grande paura del flop, i mezzi di comunicazione - dai grandi quotidiani nazionali ai blog ai siti di recensioni - si sono scatenati nell’assegnare voti e giudizi al primo tempo di Expo 2015. Promossa a pieni voti l’organizzazione che, nella pagella stilata dal quotidiano Repubblica, riceve addirittura un bel 9: sfatando i pronostici e i luoghi comuni sull’inefficienza nazionale, il sito è funzionale, pulito, sicuro, facile da visitare, pieno di bagni, zone relax, aree pic nic, distributori d’acqua, cestini per i rifiuti, cartelli e totem informativi, servizi per i bambini e di pronto intervento, personale Expo e volontari pronti ad aiutare i visitatori. Dunque nel complesso la macchina gira bene, nonostante qualche lacuna strutturale non da poco: chi arriva con una valigia o portando con sé il cane ne sa qualcosa.

 

La mobilità

Ha superato bene l’esame anche la logistica: la maggior parte dei visitatori arriva in treno o in metro, e i trasporti pubblici - che si tratti di Trenitalia, Trenord, Atm - per una volta funzionano, tanto da meritarsi anch’essi il 9 di Repubblica. E anche il trasporto delle merci - quello che non si vede, perché avviene di notte, attraverso i varchi di accesso dedicati - nel complesso non ha dato problemi, nonostante qualche rallentamento iniziale per i controlli doganali e di sicurezza. Dunque non si sono verificati i temuti problemi di traffico, anche se alcuni dei canali di accesso previsti sono rimasti sulla carta o sono tuttora incompiuti.

Expo è promosso anche dal punto di vista ludico-estetico: il sito è piacevole e curato, i padiglioni - dalle dune del deserto ai boschi, dalle foreste di bambù alle pagode - sono belli, curiosi, innovativi nel design e nei materiali, gli angoli rilassanti (canali, darsene, orti, giardini, risaie, cascate...) sono dovunque, le occasioni di divertimento non mancano, spettacoli, arte e cultura neppure. Nonostante la folla costante e il melting pot di età, ceti, etnie, culture, l’atmosfera è serena, accogliente, sorridente e la visita - anche col caldo torrido delle ultime settimane, a cui si è cercato di far fronte con nebulizzatori, cascate d’acqua, fontanelle, distribuzione di ventagli e bottigliette d’acqua - è un’esperienza gradevole, tant’è che molti visitatori decidono di ritornare, commutando il loro biglietto in un pass stagionale.

 

Cibo

E poi c’è ovviamente il cibo: dovunque, di tutti i tipi, a tutte le ore, dai piatti tipici offerti nei padiglioni, alla tradizione italiana dei ristoranti regionali di Eataly, al  “cibo di strada” dei numerosi chioschi e carrettini, al “supermercato del futuro” di Coop. Cibo mediamente più caro che fuori, anche se con un po’ di ricerca si riesce a trovare qualche proposta conveniente e, se ci si trova nel posto giusto al momento giusto, si può dare la caccia ad assaggi e degustazioni gratuite. Ma nonostante i prezzi non proprio economici, il cibo sembra essere la grande attrattiva dell’esposizione, tanto che Expo appare - e rischia di essere percepito - come un gigantesco ristorante all’aperto, all’interno di una sorta di “sagra planetaria”.

 

Il contenuto

Se l’involucro viene promosso a pieni voti, più critici appaiono i giudizi sul contenuto. Alcuni padiglioni - si rileva - sembrano avere privilegiato l’aspetto visivo - l’architettura, il design, la tecnologia, gli “effetti speciali” - rispetto al contenuto, che talvolta si riduce alla promozione turistico-culinaria del paese. In realtà, i momenti e le occasioni per informarsi, conoscere, riflettere non mancano: convegni, laboratori, seminari, dibattiti sono dovunque, e gli incontri ad alto livello sul futuro del pianeta sono stati di tutto rispetto. Ma nel complesso il dibattito sembra rimanere un po’ in sordina, limitato agli addetti ai lavori o a pochi appassionati, mentre il grande pubblico sembra cercare soprattutto il piacere del cibo e il divertimento o tutt’al più i vari cooking show e gli incontri con gli chef più gettonati del momento.

 

Il bilancio economico

Più controverso invece il giudizio sul bilancio economico dell’evento, anche se il forte e imprevisto afflusso di visitatori di agosto sembra aver spazzato via gran parte delle polemiche sui numeri. Alla data del 31 luglio 2015 (metà esatta dell’evento), i biglietti venduti erano 10.129.254, circa metà dell’obiettivo prefissato di 20 milioni, che quindi dovrebbe essere raggiunto, e con esso il pareggio dei conti. La querelle ha riguardato i dati sui visitatori effettivi, registrati dagli ingressi ai tornelli, che in questa fase non coincidono necessariamente coi dati delle vendite: da un lato infatti i biglietti acquistati potrebbero non essere ancora stati utilizzati, dall’altro alcuni tipi di biglietto (come quelli validi 2-3 giorni o i pass stagionali) danno diritto a più ingressi, senza contare i circa 10.000 ingressi giornalieri dello staff munito di accredito. A questa discrepanza fisiologica si è poi probabilmente aggiunta una quota di ingressi non registrati: per guasti o problemi ai tornelli, ma anche - si dice - per una buona dose di biglietti “taroccati” o comunque di espedienti utilizzati per entrare gratis, come nelle nostre migliori tradizioni nazionali. Con il risultato che al 31 luglio scorso gli 8,9 milioni di ingressi registrati erano considerati dagli organizzatori un dato approssimato per difetto: una indeterminatezza riguardo ai visitatori effettivi che aveva suscitato parecchie critiche e la richiesta di una maggiore trasparenza.

 

I dati

In risposta alle polemiche, da agosto il sito www.expo2015.org pubblica ogni lunedì i dati relativi agli ingressi della settimana precedente: nelle prime tre settimane di agosto, una media di circa 109.000 visitatori al giorno, con un inatteso boom attorno a Ferragosto e una giornata record, il 20 agosto, con oltre 150.000 ingressi. Numeri certo soddisfacenti, che però non riguardano i biglietti venduti ma i visitatori: includono cioè gli 8-10.000 ingressi giornalieri con accredito del personale e degli ospiti degli eventi, come pure le numerose promozioni estive e i biglietti omaggio, ad esempio quelli offerti dall’Inps a lavoratori e pensionati a basso reddito, o quelli per i visitatori serali che lasciano l’auto nei parcheggi. Comunque, si tratta di un innegabile successo di pubblico, testimoniato dalla folla degli ultimi giorni, con il Decumano gremito e le lunghissime file agli ingressi e ai padiglioni: relativamente veloci le prime, molto meno le seconde (anche oltre due ore per visitare Palazzo Italia). Un boom che ha colto tutti di sorpresa, a cui si sta cercando di rispondere in modo un po’ improvvisato, modificando gli orari. Soddisfatto ma cauto, il commissario Giuseppe Sala si limita a ripetere che i conti si fanno alla fine e che non sono solo i numeri a decretare il successo dell’evento. Ma soprattutto conta la ricaduta di immagine sul Paese, l’effetto “alone” sul futuro del nostro turismo: aspetti che andranno considerati in un’ottica di medio e lungo periodo, e soprattutto di ampio raggio, capace di guardare un po’ oltre le ricadute immediate sui territori limitrofi.

 

Le scuole

E così - dopo il calo preventivato di luglio e l’ottimo andamento del mese di agosto - ci si prepara al rush finale, con gli attesi picchi di visite di settembre e ottobre, quando il sito tornerà a riempirsi di scolaresche colorate e vocianti. E solo alla fine si potrà trarre un bilancio complessivo: per ora, the show must go on, lo spettacolo deve andare avanti, anche perché ogni giorno ci sono centomila persone che fanno pazientemente la fila per vederlo.

Simona Perolo

Rho  - Ad agosto, superato il giro di boa dei 3 mesi e passata la grande paura del flop, i mezzi di comunicazione - dai grandi quotidiani nazionali ai blog ai siti di recensioni - si sono scatenati nell’assegnare voti e giudizi al primo tempo di Expo 2015. Promossa a pieni voti l’organizzazione che, nella pagella stilata dal quotidiano Repubblica, riceve addirittura un bel 9: sfatando i pronostici e i luoghi comuni sull’inefficienza nazionale, il sito è funzionale, pulito, sicuro, facile da visitare, pieno di bagni, zone relax, aree pic nic, distributori d’acqua, cestini per i rifiuti, cartelli e totem informativi, servizi per i bambini e di pronto intervento, personale Expo e volontari pronti ad aiutare i visitatori. Dunque nel complesso la macchina gira bene, nonostante qualche lacuna strutturale non da poco: chi arriva con una valigia o portando con sé il cane ne sa qualcosa.

 

La mobilità

Ha superato bene l’esame anche la logistica: la maggior parte dei visitatori arriva in treno o in metro, e i trasporti pubblici - che si tratti di Trenitalia, Trenord, Atm - per una volta funzionano, tanto da meritarsi anch’essi il 9 di Repubblica. E anche il trasporto delle merci - quello che non si vede, perché avviene di notte, attraverso i varchi di accesso dedicati - nel complesso non ha dato problemi, nonostante qualche rallentamento iniziale per i controlli doganali e di sicurezza. Dunque non si sono verificati i temuti problemi di traffico, anche se alcuni dei canali di accesso previsti sono rimasti sulla carta o sono tuttora incompiuti.

Expo è promosso anche dal punto di vista ludico-estetico: il sito è piacevole e curato, i padiglioni - dalle dune del deserto ai boschi, dalle foreste di bambù alle pagode - sono belli, curiosi, innovativi nel design e nei materiali, gli angoli rilassanti (canali, darsene, orti, giardini, risaie, cascate...) sono dovunque, le occasioni di divertimento non mancano, spettacoli, arte e cultura neppure. Nonostante la folla costante e il melting pot di età, ceti, etnie, culture, l’atmosfera è serena, accogliente, sorridente e la visita - anche col caldo torrido delle ultime settimane, a cui si è cercato di far fronte con nebulizzatori, cascate d’acqua, fontanelle, distribuzione di ventagli e bottigliette d’acqua - è un’esperienza gradevole, tant’è che molti visitatori decidono di ritornare, commutando il loro biglietto in un pass stagionale.

 

Cibo

E poi c’è ovviamente il cibo: dovunque, di tutti i tipi, a tutte le ore, dai piatti tipici offerti nei padiglioni, alla tradizione italiana dei ristoranti regionali di Eataly, al  “cibo di strada” dei numerosi chioschi e carrettini, al “supermercato del futuro” di Coop. Cibo mediamente più caro che fuori, anche se con un po’ di ricerca si riesce a trovare qualche proposta conveniente e, se ci si trova nel posto giusto al momento giusto, si può dare la caccia ad assaggi e degustazioni gratuite. Ma nonostante i prezzi non proprio economici, il cibo sembra essere la grande attrattiva dell’esposizione, tanto che Expo appare - e rischia di essere percepito - come un gigantesco ristorante all’aperto, all’interno di una sorta di “sagra planetaria”.

 

Il contenuto

Se l’involucro viene promosso a pieni voti, più critici appaiono i giudizi sul contenuto. Alcuni padiglioni - si rileva - sembrano avere privilegiato l’aspetto visivo - l’architettura, il design, la tecnologia, gli “effetti speciali” - rispetto al contenuto, che talvolta si riduce alla promozione turistico-culinaria del paese. In realtà, i momenti e le occasioni per informarsi, conoscere, riflettere non mancano: convegni, laboratori, seminari, dibattiti sono dovunque, e gli incontri ad alto livello sul futuro del pianeta sono stati di tutto rispetto. Ma nel complesso il dibattito sembra rimanere un po’ in sordina, limitato agli addetti ai lavori o a pochi appassionati, mentre il grande pubblico sembra cercare soprattutto il piacere del cibo e il divertimento o tutt’al più i vari cooking show e gli incontri con gli chef più gettonati del momento.

 

Il bilancio economico

Più controverso invece il giudizio sul bilancio economico dell’evento, anche se il forte e imprevisto afflusso di visitatori di agosto sembra aver spazzato via gran parte delle polemiche sui numeri. Alla data del 31 luglio 2015 (metà esatta dell’evento), i biglietti venduti erano 10.129.254, circa metà dell’obiettivo prefissato di 20 milioni, che quindi dovrebbe essere raggiunto, e con esso il pareggio dei conti. La querelle ha riguardato i dati sui visitatori effettivi, registrati dagli ingressi ai tornelli, che in questa fase non coincidono necessariamente coi dati delle vendite: da un lato infatti i biglietti acquistati potrebbero non essere ancora stati utilizzati, dall’altro alcuni tipi di biglietto (come quelli validi 2-3 giorni o i pass stagionali) danno diritto a più ingressi, senza contare i circa 10.000 ingressi giornalieri dello staff munito di accredito. A questa discrepanza fisiologica si è poi probabilmente aggiunta una quota di ingressi non registrati: per guasti o problemi ai tornelli, ma anche - si dice - per una buona dose di biglietti “taroccati” o comunque di espedienti utilizzati per entrare gratis, come nelle nostre migliori tradizioni nazionali. Con il risultato che al 31 luglio scorso gli 8,9 milioni di ingressi registrati erano considerati dagli organizzatori un dato approssimato per difetto: una indeterminatezza riguardo ai visitatori effettivi che aveva suscitato parecchie critiche e la richiesta di una maggiore trasparenza.

 

I dati

In risposta alle polemiche, da agosto il sito www.expo2015.org pubblica ogni lunedì i dati relativi agli ingressi della settimana precedente: nelle prime tre settimane di agosto, una media di circa 109.000 visitatori al giorno, con un inatteso boom attorno a Ferragosto e una giornata record, il 20 agosto, con oltre 150.000 ingressi. Numeri certo soddisfacenti, che però non riguardano i biglietti venduti ma i visitatori: includono cioè gli 8-10.000 ingressi giornalieri con accredito del personale e degli ospiti degli eventi, come pure le numerose promozioni estive e i biglietti omaggio, ad esempio quelli offerti dall’Inps a lavoratori e pensionati a basso reddito, o quelli per i visitatori serali che lasciano l’auto nei parcheggi. Comunque, si tratta di un innegabile successo di pubblico, testimoniato dalla folla degli ultimi giorni, con il Decumano gremito e le lunghissime file agli ingressi e ai padiglioni: relativamente veloci le prime, molto meno le seconde (anche oltre due ore per visitare Palazzo Italia). Un boom che ha colto tutti di sorpresa, a cui si sta cercando di rispondere in modo un po’ improvvisato, modificando gli orari. Soddisfatto ma cauto, il commissario Giuseppe Sala si limita a ripetere che i conti si fanno alla fine e che non sono solo i numeri a decretare il successo dell’evento. Ma soprattutto conta la ricaduta di immagine sul Paese, l’effetto “alone” sul futuro del nostro turismo: aspetti che andranno considerati in un’ottica di medio e lungo periodo, e soprattutto di ampio raggio, capace di guardare un po’ oltre le ricadute immediate sui territori limitrofi.

 

Le scuole

E così - dopo il calo preventivato di luglio e l’ottimo andamento del mese di agosto - ci si prepara al rush finale, con gli attesi picchi di visite di settembre e ottobre, quando il sito tornerà a riempirsi di scolaresche colorate e vocianti. E solo alla fine si potrà trarre un bilancio complessivo: per ora, the show must go on, lo spettacolo deve andare avanti, anche perché ogni giorno ci sono centomila persone che fanno pazientemente la fila per vederlo.

Simona Perolo