Faraggiana, maggioranza in fibrillazione

Faraggiana, maggioranza in fibrillazione
06 Marzo 2015 ore 15:58

NOVARA – Il teatro Faraggiana diventerà uno spazio culturale comprensivo di sala cinematografica? Secondo l’Amministrazione comunale, che mercoledì pomeriggio, durante la commissione successiva al sopralluogo, si è attenuta alla delibera della manifestazione di interesse, sì, ma, indubbiamente, in maggioranza c’è una grandissima fibrillazione.
Nel pomeriggio di mercoeldì, infatti, si è tenuto un sopralluogo all’interno della struttura in vista dei lavori di allacciamento alla fognatura che bloccheranno per oltre un mese via San Francesco e corso della Vittoria.

NOVARA – Il teatro Faraggiana diventerà uno spazio culturale comprensivo di sala cinematografica? Secondo l’Amministrazione comunale, che mercoledì pomeriggio, durante la commissione successiva al sopralluogo, si è attenuta alla delibera della manifestazione di interesse, sì, ma, indubbiamente, in maggioranza c’è una grandissima fibrillazione.
Nel pomeriggio di mercoeldì, infatti, si è tenuto un sopralluogo all’interno della struttura in vista dei lavori di allacciamento alla fognatura che bloccheranno per oltre un mese via San Francesco e corso della Vittoria.
Subito dopo si tenuta la terza commissione con la presenza dell’assessore Paola Turchelli e del vicesindaco Nicola Fonzo. Durante la seduta Alfredo Reali di Sel ha fatto chiaramente intendere di «non prendere in considerazione l’ipotesi di trasformare il Faraggiana in una multisala», seguito anche dall’intervento di Roberto Spano del Pd, che ha confermato la «sua contrarietà al progetto previsto».
D’altronde la fibrillazione all’interno della maggioranza era iniziata a colpi di comunicato quando proprio la federazione novarese di Sel si era schierata: “Crediamo che la tanto evocata “multisala”  non debba essere presa in considerazione per il Faraggiana, quantomeno per quello che una multisala significa, cioè alcune sale con schermi di proiezione che stravolgerebbero completamente il teatro, rendendolo tutt’altra cosa rispetto alle sue caratteristiche originali. Se di multisala si deve parlare, a Novara bisogna, compatibilmente con i vincoli posti dalla Legge regionale, valutare se esistono altre parti dove si può pensare ad una soluzione di quel tipo. Noi crediamo invece, come emerge anche da alcune delle manifestazioni di interesse pervenute al Comune, che, mantenendo una struttura che consenta di fare convivere più espressioni, da quelle cinematografiche a quelle teatrali, oltre a varie forme di arte, sia possibile pensare al Teatro Faraggiana non stravolto, ma che mantenga le sue caratteristiche. Quello che praticamente si può fare, per esempio, rispetto al salone principale, è anche legato alle nuove tecnologie che oggi esistono” e ricorda anche che “questa struttura, chiusa da metà del 1999, è già costata alle casse del Comune oltre tre milioni di euro, spesi per la sua ristrutturazione, e altri soldi verranno spesi tra poco per i lavori di collegamento al sistema fognario della città. E’ quindi importante che ci si prepari alla sua riapertura attraverso proposte per una gestione corretta”.
Decisamente contraria tutta l’opposizione al destino cinematografico del Faraggiana. Sia Canelli (Lega Nord) che Andretta (Fi) hanno aspramente contestato l’indirizzo scelto dall’Amministrazione comunale. I lavori finora svolti al teatro hanno riproposto un vero gioiellino che, secondo l’Amministrazione, dovrebbe trasformarsi in 3 multisale ed un minispazio (dove attualmente c’è il bar) riservato al teatro, ma con ulteriori lavori di sistemazione.
Possibilisti l’assessore Turchelli e il vicesindaco Fonzo che hanno sostenuto come «non ci sia alcun tipo di  preclusione, ci sarà un bando che terrà conto di tutte le proposte. Il dato sicuro –  ha confermato – è che chi vorrà gestire il Faraggiana dovrà avere anche la copertura economica». Cioè sono finiti i tempi in cui si inizia un progetto e poi si chiede aiuto all’Amministrazione di turno per completarlo. Lunedì partiranno i lavori. La viabilità sarà ridotta, e per alcuni periodi sospesa. Poi chissà.

Sandro Devecchi

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