Fondazione Coccia, ma quanto mi costi?

Fondazione Coccia, ma quanto mi costi?
Economia 23 Aprile 2015 ore 15:42

NOVARA - Le casse comunali di Novara sono vuote, domani si terrà la commissione comunale per esaminare le criticità messe in evidenza dalla Corte dei Conti. Nel Consiglio comunale di lunedì 27 aprile, inoltre,  il sindaco e l’assessore al Bilancio Giorgio Dulio presenteranno i correttivi e i modi per reperire le ingenti somme che mancano. Nel contesto di difficoltà a far quadrare i conti, le spese comprimibili e le elargizioni saranno esaminate in ogni dettaglio. In questo scenario, anche la situazione economico finanziaria della Fondazione Teatro Coccia Onlus, al centro di rumors, balzerà in primo piano per un terzo grado. 

L’opposizione lamenta, infatti, “la totale mancanza di informazione sull’andamento dei conti e se si siano verificate le condizioni previste nel piano strategico, revisionato il 5 maggio 2013”. 

Un piano nel solco del quale la Fondazione Coccia è stata rafforzata nel suo patrimonio, con il conferimento da parte del Comune di beni in uso trentennale, il cui valore come beni immobili è stato stimato (arrotondando per difetto) in 26.567.013 euro (ragionando in lire si tratta di 51.440.910.260), che assegnano un valore di diritto d’uso per €13.897.204 (sempre in lire 26.908.739.189 ). Per ripianare le perdite relative ai precedenti esercizi è stato acceso un mutuo da 1.550.000 euro. 

Daniele Andretta del Pdl, estensore dell’interrogazione sui conti della Fondazione, sottoscritta da tutto il  gruppo (Moscatelli, Arnoldi, Monteggia, Giuliano), il cui contenuto è stato pubblicato sul numero dell’12 febbraio scorso, non ha ancora avuto alcuna risposta sulla situazione in cui versa questo Ente. «Dovrebbe aver raggiunto – dice - non solo il rafforzamento patrimoniale, ma anche un’autonomia di entrata, in grado di sostenere la gestione. Vorremmo conoscere se vi siano stati scostamenti rispetto alle previsioni iniziali. C’è stato un conferimento di beni immobili in usufrutto trentennale per un valore di oltre 13 milioni di euro. Abbiamo visto che i bandi di gestione sia della Caffetteria del Broletto (l’inaugurazione è fissata per l’8 maggio, ndr.), sia del bar Coccia sono stati affidati solo al 50% della base d’asta iniziale. 

Il bar Coccia è ancora in ristrutturazione, il gestore ha già iniziato a pagare oppure no? Le entrate per affitti avrebbero dovuto fruttare 200.000 euro, di cui il Comune si è privato per essere alleggerito dal dover dare contribuzioni per sostenere la gestione, ma i contributi vengono dati ancora». 

A norma dell’articolo 12 dello Statuto comma 13, il presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione deve presentare semestralmente all’Amministrazione comunale e ai consiglieri comunali una relazione, corredata dai relativi dati contabili, circa il rispetto degli equilibri finanziari, onde consentire all’Amministrazione le più opportune determinazioni in merito all’attività della Fondazione. A questo proposito  Andretta riferisce che «da giugno 2013, il presidente avrebbe già dovuto presentarsi tre volte, ma non l’abbiamo mai visto. C’è una inaccettabile distanza gestionale fra l’Ente e i consiglieri che votano il bilancio del Comune e ne rispondono in solido. Inoltre in base all’articolo 8 comma 2 dello Statuto ogni anno il documento di programmazione, preventivamente alla sua approvazione, deve essere portato in via consultiva a conoscenza dell’Amministrazione e della competente commissione, neanche questo adempimento verso i consiglieri è stato mantenuto lo scorso anno». 

La seconda questione sollevata dal consigliere è quella di «un piano di contribuzioni previste in un arco di tempo troppo lungo per essere valido, tant’è che alcuni finanziatori, com’è stato per la Provincia e altri Enti  si sono dileguati. La condizione per conferire gli immobili era che la gestione delle attività della Fondazione Coccia avrebbe dovuto costare di meno e non pesare più sulle casse comunali, invece non è così. C’è il contributo ordinario e poi chissà? All’inizio del 2014 era stato previsto un contributo di 157.000 euro, ma poi l’effettiva somma deliberata ammonta a 297.000 euro e la cosa si sta ripetendo nel 2015. E’ inaccettabile – continua il consigliere Andretta – pensare che gli immobili conferiti alla Fondazione Coccia possano essere stati ‘scippati’ in questa maniera, dal momento in cui non ci viene più né illustrato, né rendicontato nulla dal giugno 2013. Evidentemente, il modus operandi di questa giunta sul bilancio comunale sembra estendersi anche sulla gestione della Fondazione Coccia. Ci auguriamo che non sia davvero così».

Mariateresa Ugazio

NOVARA - Le casse comunali di Novara sono vuote, domani si terrà la commissione comunale per esaminare le criticità messe in evidenza dalla Corte dei Conti. Nel Consiglio comunale di lunedì 27 aprile, inoltre,  il sindaco e l’assessore al Bilancio Giorgio Dulio presenteranno i correttivi e i modi per reperire le ingenti somme che mancano. Nel contesto di difficoltà a far quadrare i conti, le spese comprimibili e le elargizioni saranno esaminate in ogni dettaglio. In questo scenario, anche la situazione economico finanziaria della Fondazione Teatro Coccia Onlus, al centro di rumors, balzerà in primo piano per un terzo grado. 

L’opposizione lamenta, infatti, “la totale mancanza di informazione sull’andamento dei conti e se si siano verificate le condizioni previste nel piano strategico, revisionato il 5 maggio 2013”. 

Un piano nel solco del quale la Fondazione Coccia è stata rafforzata nel suo patrimonio, con il conferimento da parte del Comune di beni in uso trentennale, il cui valore come beni immobili è stato stimato (arrotondando per difetto) in 26.567.013 euro (ragionando in lire si tratta di 51.440.910.260), che assegnano un valore di diritto d’uso per €13.897.204 (sempre in lire 26.908.739.189 ). Per ripianare le perdite relative ai precedenti esercizi è stato acceso un mutuo da 1.550.000 euro. 

Daniele Andretta del Pdl, estensore dell’interrogazione sui conti della Fondazione, sottoscritta da tutto il  gruppo (Moscatelli, Arnoldi, Monteggia, Giuliano), il cui contenuto è stato pubblicato sul numero dell’12 febbraio scorso, non ha ancora avuto alcuna risposta sulla situazione in cui versa questo Ente. «Dovrebbe aver raggiunto – dice - non solo il rafforzamento patrimoniale, ma anche un’autonomia di entrata, in grado di sostenere la gestione. Vorremmo conoscere se vi siano stati scostamenti rispetto alle previsioni iniziali. C’è stato un conferimento di beni immobili in usufrutto trentennale per un valore di oltre 13 milioni di euro. Abbiamo visto che i bandi di gestione sia della Caffetteria del Broletto (l’inaugurazione è fissata per l’8 maggio, ndr.), sia del bar Coccia sono stati affidati solo al 50% della base d’asta iniziale. 

Il bar Coccia è ancora in ristrutturazione, il gestore ha già iniziato a pagare oppure no? Le entrate per affitti avrebbero dovuto fruttare 200.000 euro, di cui il Comune si è privato per essere alleggerito dal dover dare contribuzioni per sostenere la gestione, ma i contributi vengono dati ancora». 

A norma dell’articolo 12 dello Statuto comma 13, il presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione deve presentare semestralmente all’Amministrazione comunale e ai consiglieri comunali una relazione, corredata dai relativi dati contabili, circa il rispetto degli equilibri finanziari, onde consentire all’Amministrazione le più opportune determinazioni in merito all’attività della Fondazione. A questo proposito  Andretta riferisce che «da giugno 2013, il presidente avrebbe già dovuto presentarsi tre volte, ma non l’abbiamo mai visto. C’è una inaccettabile distanza gestionale fra l’Ente e i consiglieri che votano il bilancio del Comune e ne rispondono in solido. Inoltre in base all’articolo 8 comma 2 dello Statuto ogni anno il documento di programmazione, preventivamente alla sua approvazione, deve essere portato in via consultiva a conoscenza dell’Amministrazione e della competente commissione, neanche questo adempimento verso i consiglieri è stato mantenuto lo scorso anno». 

La seconda questione sollevata dal consigliere è quella di «un piano di contribuzioni previste in un arco di tempo troppo lungo per essere valido, tant’è che alcuni finanziatori, com’è stato per la Provincia e altri Enti  si sono dileguati. La condizione per conferire gli immobili era che la gestione delle attività della Fondazione Coccia avrebbe dovuto costare di meno e non pesare più sulle casse comunali, invece non è così. C’è il contributo ordinario e poi chissà? All’inizio del 2014 era stato previsto un contributo di 157.000 euro, ma poi l’effettiva somma deliberata ammonta a 297.000 euro e la cosa si sta ripetendo nel 2015. E’ inaccettabile – continua il consigliere Andretta – pensare che gli immobili conferiti alla Fondazione Coccia possano essere stati ‘scippati’ in questa maniera, dal momento in cui non ci viene più né illustrato, né rendicontato nulla dal giugno 2013. Evidentemente, il modus operandi di questa giunta sul bilancio comunale sembra estendersi anche sulla gestione della Fondazione Coccia. Ci auguriamo che non sia davvero così».

Mariateresa Ugazio