Igor cresce ancora e guarda al mondo

Igor cresce ancora e guarda al mondo
Economia 18 Settembre 2015 ore 11:10

È partito a maggio il nuovo ampliamento dello stabilimento Igor di Cameri: 15.000 mq di spazi dedicati alla produzione, alla stagionatura e alla confezione del gorgonzola made in Novara. Si tratta del quinto ampliamento (ad oggi i metri quadri coperti sono circa 35.000) per l’azienda della famiglia Leonardi e, come sempre, di una scelta condivisa: «Dal 1996, con il trasferimento nel nuovo stabilimento - dice il direttore industriale Maurizio Leonardi - abbiamo deciso, a costo di grandi sacrifici, di puntare molto sulla tecnologia, a partire da macchinari come il coagulatore, che consente una produzione completamente automatizzata e, soprattutto, a qualità costante e con grande attenzione all’igiene e alla pulizia. Un’evoluzione che ci ha permesso di affermarci sempre più sui mercati esteri che richiedono standard molto elevati».

Il nuovo ampliamento partito nei mesi scorsi è un altro investimento importante, che avrà ricadute notevoli ed estremamente positive sul territorio, sia nella fase iniziale di costruzione sia nella successiva fase di avviamento. «Crediamo molto nel rapporto con il territorio e nella valenza sociale dell’azienda - dice l’a.d. Fabio Leonardi - e lo dimostriamo appoggiando realtà sportive importanti come la Igor Volley o il Novara Calcio ma anche, ad esempio, l’Azienda ospedaliera. E anche nella costruzione del nuovo stabilimento - sottolinea Leonardi - abbiamo voluto “privilegiare” il nostro territorio, scegliendo di avvalerci di fornitori locali, tutti leader nel proprio settore, al fine di creare occupazione non solo per i propri diretti dipendenti, ma anche per tante altre realtà della provincia di Novara. Senza contare il fatto che Igor è un’azienda che garantisce occupazione sul territorio, assumendo mediamente una ventina di persone l’anno, anche con profili di qualità elevata».

Perché quello del gorgonzola, dice Leonardi, «è un settore che è cresciuto nel tempo, senza risentire della crisi: nel 2014 è stato raggiunto il record storico di 4.450.000 forme prodotte». E il gorgonzola piace sempre di più anche all’estero: «L’export, sia a livello europeo che extraeuropeo, ha fatto segnare una crescita costante del 5%, mentre nei primi sei mesi del 2015 la crescita è arrivata addirittura al 13%». In questo contesto, anche Igor da diversi anni fa registrare «crescite a due cifre. La nostra - dice Fabio Leonardi - è un’azienda “export-oriented”: nel 2014 il 50% del nostro fatturato era sull’estero e contiamo di chiudere il 2015 al 55%. Possiamo dire che abbiamo scelto la strada dell’internazionalizzazione ben prima che la crisi ci inducesse a farlo». Per essere presenti sui mercati mondiali è necessario investire molto - come  si è visto - in tecnologie produttive, «ma anche in comunicazione. Il gorgonzola - è convinto Leonardi - è un prodotto che ha tante cose da dire: è senza lattosio, completamente “gluten free”... Sono tutti “plus” che i consumatori devono e vogliono conoscere. Quando andiamo verso l’estero, non possiamo limitarci a messaggi tipo “mangia il gorgonzola perché è buono”. Dobbiamo dare di più. I mercati offrono ancora grandi potenzialità. Ma per poterle cogliere occorre avere strutture in grado di soddisfare parametri qualitativi, igienici e di volumi. Ed ecco perché abbiamo deciso di ampliare: abbiamo il prodotto che “tira”, abbiamo le potenzialità e mercati che ci aspettano. E noi vogliamo essere in grado di soddisfare le esigenze di tutta la clientela, senza ovviamente trascurare il mercato italiano».

Laura Cavalli

È partito a maggio il nuovo ampliamento dello stabilimento Igor di Cameri: 15.000 mq di spazi dedicati alla produzione, alla stagionatura e alla confezione del gorgonzola made in Novara. Si tratta del quinto ampliamento (ad oggi i metri quadri coperti sono circa 35.000) per l’azienda della famiglia Leonardi e, come sempre, di una scelta condivisa: «Dal 1996, con il trasferimento nel nuovo stabilimento - dice il direttore industriale Maurizio Leonardi - abbiamo deciso, a costo di grandi sacrifici, di puntare molto sulla tecnologia, a partire da macchinari come il coagulatore, che consente una produzione completamente automatizzata e, soprattutto, a qualità costante e con grande attenzione all’igiene e alla pulizia. Un’evoluzione che ci ha permesso di affermarci sempre più sui mercati esteri che richiedono standard molto elevati».

Il nuovo ampliamento partito nei mesi scorsi è un altro investimento importante, che avrà ricadute notevoli ed estremamente positive sul territorio, sia nella fase iniziale di costruzione sia nella successiva fase di avviamento. «Crediamo molto nel rapporto con il territorio e nella valenza sociale dell’azienda - dice l’a.d. Fabio Leonardi - e lo dimostriamo appoggiando realtà sportive importanti come la Igor Volley o il Novara Calcio ma anche, ad esempio, l’Azienda ospedaliera. E anche nella costruzione del nuovo stabilimento - sottolinea Leonardi - abbiamo voluto “privilegiare” il nostro territorio, scegliendo di avvalerci di fornitori locali, tutti leader nel proprio settore, al fine di creare occupazione non solo per i propri diretti dipendenti, ma anche per tante altre realtà della provincia di Novara. Senza contare il fatto che Igor è un’azienda che garantisce occupazione sul territorio, assumendo mediamente una ventina di persone l’anno, anche con profili di qualità elevata».

Perché quello del gorgonzola, dice Leonardi, «è un settore che è cresciuto nel tempo, senza risentire della crisi: nel 2014 è stato raggiunto il record storico di 4.450.000 forme prodotte». E il gorgonzola piace sempre di più anche all’estero: «L’export, sia a livello europeo che extraeuropeo, ha fatto segnare una crescita costante del 5%, mentre nei primi sei mesi del 2015 la crescita è arrivata addirittura al 13%». In questo contesto, anche Igor da diversi anni fa registrare «crescite a due cifre. La nostra - dice Fabio Leonardi - è un’azienda “export-oriented”: nel 2014 il 50% del nostro fatturato era sull’estero e contiamo di chiudere il 2015 al 55%. Possiamo dire che abbiamo scelto la strada dell’internazionalizzazione ben prima che la crisi ci inducesse a farlo». Per essere presenti sui mercati mondiali è necessario investire molto - come  si è visto - in tecnologie produttive, «ma anche in comunicazione. Il gorgonzola - è convinto Leonardi - è un prodotto che ha tante cose da dire: è senza lattosio, completamente “gluten free”... Sono tutti “plus” che i consumatori devono e vogliono conoscere. Quando andiamo verso l’estero, non possiamo limitarci a messaggi tipo “mangia il gorgonzola perché è buono”. Dobbiamo dare di più. I mercati offrono ancora grandi potenzialità. Ma per poterle cogliere occorre avere strutture in grado di soddisfare parametri qualitativi, igienici e di volumi. Ed ecco perché abbiamo deciso di ampliare: abbiamo il prodotto che “tira”, abbiamo le potenzialità e mercati che ci aspettano. E noi vogliamo essere in grado di soddisfare le esigenze di tutta la clientela, senza ovviamente trascurare il mercato italiano».

Laura Cavalli