Il Banco popolare torna all’utile nel 2015

Il Banco popolare torna all’utile nel 2015
Economia 16 Maggio 2015 ore 04:40

NOVARA - Non più conti in rosso. Mentre continuano le “manovre” per delineare il futuro del Gruppo alla luce della trasformazione in spa prevista dalla legge, nel primo trimestre del 2015 il Banco Popolare torna all'utile, E registra un utile netto di 209 milioni a fronte di una perdita di 19 milioni nello stesso periodo del 2014 e dopo il pesante negativo da 1,8 miliardi, legato alle rettifiche Bce, del quarto trimestre 2014. 

Un risultato che, “confidando nella possibilità che la tanto attesa ripresa economica possa effettivamente concretizzarsi”, fa ragionevolmente prevedere al Gruppo “che la gestione possa continuare ad esprimere una redditività positiva”.

Come si legge nella nota diffusa all’indomani del Consiglio di amministrazione che ha approvato il risultato intermedio di gestione, “concentrandosi sul core business, il Gruppo ha realizzato nel primo trimestre proventi operativi pari a 954 milioni in crescita del 6,9% rispetto agli 893 milioni realizzati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio. L’incremento è confermato anche con riferimento all’aggregato rappresentato dai proventi “core”, rappresentati dalla somma del margine di interesse, delle commissioni nette e degli altri proventi netti di gestione, che ammontano complessivamente a 838 milioni ed evidenziano un incremento del 6,8% rispetto ai 785 milioni del primo trimestre 2014”. 

Alla favorevole dinamica dei ricavi, si è poi contrapposta “un’ulteriore contrazione degli oneri operativi, pari a 539 milioni, del 2,7% rispetto ai 555 milioni del corrispondente periodo del 2014”.

Il risultato della gestione operativa, pari a 415 milioni, segna conseguentemente una crescita del 22,7% rispetto ai 338 milioni del primo trimestre 2014. Dati che risultano   decisamente superiori al consensus degli analisti, che prevedeva un utile a 151 milioni e proventi a 873 milioni.

“Il risultato economico del periodo - spiegano dal Banco -  beneficia del rallentamento della crescita dei crediti deteriorati che ha comportato un sostanziale dimezzamento del costo del credito (181 milioni rispetto ai 328 del primo trimestre 2014) e dell’impatto positivo sulle imposte sul reddito conseguente alla rilevazione delle attività per imposte anticipate collegate alle perdite fiscali pregresse dell‘incorporata Banca Italease (+85 milioni)”.

La performance economica risulta per contro “penalizzata dalla rilevazione negli accantonamenti per rischi ed oneri della miglior stima del contributo che il Banco sarà chiamato a versare al Fondo di Risoluzione Nazionale in conformità a quanto previsto dalla Bank Resolution and Recovery Directive (-23 milioni al lordo dei prevedibili effetti fiscali) e della passività emersa dall’inattesa sfavorevole decisione della Corte di Cassazione riguardante la vertenza fiscale di una società controllata (-18 milioni)”.

Escludendo l’impatto negativo della “fair value option” (FVO), pari a -8 milioni, il risultato economico del periodo ammonta a 217 milioni (+1 milione al 31 marzo 2014). Considerando anche l’impatto della FVO il trimestre si chiude - come detto -  con un utile netto di 209 milioni.

Laura Cavalli

NOVARA - Non più conti in rosso. Mentre continuano le “manovre” per delineare il futuro del Gruppo alla luce della trasformazione in spa prevista dalla legge, nel primo trimestre del 2015 il Banco Popolare torna all'utile, E registra un utile netto di 209 milioni a fronte di una perdita di 19 milioni nello stesso periodo del 2014 e dopo il pesante negativo da 1,8 miliardi, legato alle rettifiche Bce, del quarto trimestre 2014. 

Un risultato che, “confidando nella possibilità che la tanto attesa ripresa economica possa effettivamente concretizzarsi”, fa ragionevolmente prevedere al Gruppo “che la gestione possa continuare ad esprimere una redditività positiva”.

Come si legge nella nota diffusa all’indomani del Consiglio di amministrazione che ha approvato il risultato intermedio di gestione, “concentrandosi sul core business, il Gruppo ha realizzato nel primo trimestre proventi operativi pari a 954 milioni in crescita del 6,9% rispetto agli 893 milioni realizzati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio. L’incremento è confermato anche con riferimento all’aggregato rappresentato dai proventi “core”, rappresentati dalla somma del margine di interesse, delle commissioni nette e degli altri proventi netti di gestione, che ammontano complessivamente a 838 milioni ed evidenziano un incremento del 6,8% rispetto ai 785 milioni del primo trimestre 2014”. 

Alla favorevole dinamica dei ricavi, si è poi contrapposta “un’ulteriore contrazione degli oneri operativi, pari a 539 milioni, del 2,7% rispetto ai 555 milioni del corrispondente periodo del 2014”.

Il risultato della gestione operativa, pari a 415 milioni, segna conseguentemente una crescita del 22,7% rispetto ai 338 milioni del primo trimestre 2014. Dati che risultano   decisamente superiori al consensus degli analisti, che prevedeva un utile a 151 milioni e proventi a 873 milioni.

“Il risultato economico del periodo - spiegano dal Banco -  beneficia del rallentamento della crescita dei crediti deteriorati che ha comportato un sostanziale dimezzamento del costo del credito (181 milioni rispetto ai 328 del primo trimestre 2014) e dell’impatto positivo sulle imposte sul reddito conseguente alla rilevazione delle attività per imposte anticipate collegate alle perdite fiscali pregresse dell‘incorporata Banca Italease (+85 milioni)”.

La performance economica risulta per contro “penalizzata dalla rilevazione negli accantonamenti per rischi ed oneri della miglior stima del contributo che il Banco sarà chiamato a versare al Fondo di Risoluzione Nazionale in conformità a quanto previsto dalla Bank Resolution and Recovery Directive (-23 milioni al lordo dei prevedibili effetti fiscali) e della passività emersa dall’inattesa sfavorevole decisione della Corte di Cassazione riguardante la vertenza fiscale di una società controllata (-18 milioni)”.

Escludendo l’impatto negativo della “fair value option” (FVO), pari a -8 milioni, il risultato economico del periodo ammonta a 217 milioni (+1 milione al 31 marzo 2014). Considerando anche l’impatto della FVO il trimestre si chiude - come detto -  con un utile netto di 209 milioni.

Laura Cavalli