Economia

Il presidente Anci Piemonte, Ballarè: “a nome dei Comuni piemontesi chiedo a Chiamparino di ripensare alle dimissioni”

Il presidente Anci Piemonte, Ballarè: “a nome dei Comuni piemontesi chiedo a Chiamparino di ripensare alle dimissioni”
Economia 26 Ottobre 2015 ore 08:24

NOVARA – “Autorevolezza politica e competenza hanno caratterizzato l’impegno di Chiamparino alla guida della Conferenza Stato-Regioni: a nome dei Comuni piemontesi gli chiedo di ripensare alle dimissioni”.

Così il presidente dell’Anci Piemonte Andrea Ballarè, che ricorda come “il default della Regione Piemonte non deriva da responsabilità del Governatore e della sua Amministrazione, ma ha radici più lontane”. Ballarè auspica che le notizie secondo cui il Governo si appresterebbe ad attuare un intervento urgente per salvare il Piemonte e le altre Regioni in difficoltà siano presto confermate dai fatti. “In caso contrario - dice - la crisi della Regione Piemonte, che porterebbe a far mancare fondamentali le risorse alle Amministrazioni locali, si riverbererebbe pesantemente su tutti i Comuni piemontesi, in particolare su quelli più grandi, portandoli anche a sforare il Patto di stabilità e pregiudicando un’attività amministrativa che sta contribuendo in modo determinante al rilancio del Piemonte”. 

mo.c.

NOVARA – “Autorevolezza politica e competenza hanno caratterizzato l’impegno di Chiamparino alla guida della Conferenza Stato-Regioni: a nome dei Comuni piemontesi gli chiedo di ripensare alle dimissioni”.

Così il presidente dell’Anci Piemonte Andrea Ballarè, che ricorda come “il default della Regione Piemonte non deriva da responsabilità del Governatore e della sua Amministrazione, ma ha radici più lontane”. Ballarè auspica che le notizie secondo cui il Governo si appresterebbe ad attuare un intervento urgente per salvare il Piemonte e le altre Regioni in difficoltà siano presto confermate dai fatti. “In caso contrario - dice - la crisi della Regione Piemonte, che porterebbe a far mancare fondamentali le risorse alle Amministrazioni locali, si riverbererebbe pesantemente su tutti i Comuni piemontesi, in particolare su quelli più grandi, portandoli anche a sforare il Patto di stabilità e pregiudicando un’attività amministrativa che sta contribuendo in modo determinante al rilancio del Piemonte”. 

mo.c.