Il tema della sanità novarese al centro del dibattito politico

Il tema della sanità novarese al centro del dibattito politico
10 Febbraio 2015 ore 21:10

NOVARA – La sanità del Novarese al centro dell’attenzione di amministratori provinciali e regionali e di onorevoli del territorio.

Lunedì 9 febbraio, in particolare, il consigliere regionale di Forza Italia, Diego Sozzani, già presidente della Provincia di Novara, è stato impegnato in una visita alle strutture ospedaliere novaresi. Una giornata conclusa con una serata a tema a Palazzo Natta, sede della Provincia.

NOVARA – La sanità del Novarese al centro dell’attenzione di amministratori provinciali e regionali e di onorevoli del territorio.

Lunedì 9 febbraio, in particolare, il consigliere regionale di Forza Italia, Diego Sozzani, già presidente della Provincia di Novara, è stato impegnato in una visita alle strutture ospedaliere novaresi. Una giornata conclusa con una serata a tema a Palazzo Natta, sede della Provincia.

A Novara, Sozzani ha incontrato il direttore dell’Aso Ospedale Maggiore, Mario Minola, quindi ha partecipato al convegno, davanti a una folta platea, composta da amministratori, addetti ai lavori e cittadini impegnati in un confronto aperto sul tema sanità.

“L’idea – spiega una nota stampa – nasce dal Gruppo Consigliare della Provincia di Novara “Indipendenza e libertà” e dalla Consigliera Marzia Vicenzi, e trova subito il favore del Gruppo Consigliare Regionale di Forza Italia, che, da qualche tempo, organizza, grazie soprattutto alla collaborazione e alla lucida analisi del collega di Consiglio, Gianluca Vignale, presso le differenti sedi provinciali, incontri per illustrare i punti salienti della Riforma della Rete Ospedaliera voluta dalla Giunta Regionale Piemontese”.

“Una riforma che, a nostro avviso – continua Sozzani nella nota stampa – presenta criticità sensibili in ordine al numero dei posti letti residui e, per quanto riguarda il nostro territorio, espone seriamente al rischio di mobilità passiva, di pazienti che preferiranno rivolgersi alle vicine strutture lombarde per accedere a cure e servizi. Ma il punto emerso con gravissima urgenza – sostiene Sozzani – è un altro. L’Ospedale Maggiore non può permettersi un ulteriore decennio di immobilità. Era il 2004 quando venne definita l’area su cui doveva sorgere la Città della Salute. Ci sono voluti 11 anni perché si compisse l’iter burocratico di una variante urbanistica. Quanto ci vorrà per l’approvazione di un progetto?, Quanto per le procedure di appalto? Ebbene l’Ospedale Maggiore grida aiuto già ora. E il rischio che le eccellenze professionali che vi lavorano scelgano altre sedi professionali è sempre più alto. Lo dice a gran voce Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di Medicina di Novara”, continua il consigliere di FI.

“La posizione dell’Università è una posizione chiara, resa ancor più ufficiale dal Rettore Emmanuel nel corso dell’inaugurazione dell’Anno Accademico – ha dichiarato Bellomo nella serata – non vogliamo un ospedale nuovo, non vogliamo una cattedrale nel deserto. Vogliamo una struttura che coniughi ricerca, evoluzione, sviluppo e qualità. Una qualità che non è solo quella professionale, ma anche quella percepita. Il nostro centro prelievi riceve oltre 350 pazienti al giorno in un spazio di appena 85 mq: non è accettabile. Non possiamo più aspettare.”
E’ Jodice a parlare di un’Asl virtuosa, la più virtuosa del Piemonte e per questo chiamata a ulteriori risparmi. “Voglio parlare di quote capitarie, ovvero quanto la Regione riconosce alle Asl per ogni singolo abitante: le quote non sono uguali per tutti e Novara è quella che riceve meno. Rivendichiamo equità di trattamento e la definizione di quote standard, uguali per tutti, ma anche la riassegnazione dei fondi che con questo sistema ci sono stati tolti”.
Massimo Marcassa, sindaco di Oleggio, nel riconoscere l’importanza dell’Ospedale di Novara, rivendica presidi di assistenza anche sul territorio. “Strutturare i poliambulatori di Oleggio e trasformare l’ex ospedale di Arona in un secondo CAP (Centri di Prima Accoglienza). Questo territorio necessità di due ospedali e di due Cap”. “Un dibattito costruttivo e sentito – commenta Sozzani -quello che si è concluso a tarda sera e che ha fornito numerosi spunti pratici. Personalmente presenterò, con il collega Gianluca Vignale, un ordine del giorno per dare la possibilità alla Direzione della Azienda sanitaria ospedaliera universitaria di ricercare soggetti interessati alla realizzazione della Città della Salute e della Scienza di Novara attraverso finanza di progetto. Basta aspettare finanziamenti nazionali e regionali. Il project financing permetterà di definire un canone e la temporalità necessaria al recupero del denaro anticipato con vendita immediata del patrimonio immobiliare dell’ospedale. Ciò è fondamentale e assolutamente non più procrastinabile vista l’urgenza dell’opera anche rispetto alla competitività del sistema sanitario di quadrante. Un altro Ordine del Giorno sarà presentato affinché si provveda a riqualificare presidi esistenti sul territorio, dai Poliambulatori di Oleggio al Cap di Arona. In tal senso ho già provveduto a prendere un appuntamento con l’Assessore Saitta e l’Assessore Pentenero. Contestualmente richiederemo la standardizzazione delle quote capitarie, il riconoscimento di quanto spettante all’Asl novarese vista la virtuosità della stessa con la possibilità di poter finanziare le attività extra ospedaliere quali l’assistenza medica nelle case di riposo, la assistenza domiciliare, le richieste dei centri socio assistenziali, e gli investimenti necessari per il mantenimento delle eccellenze presenti”.
“In ultimo – conclude il consigliere regionale novarese – vorrei avanzare una proposta di Legge Regionale, secondo le indicazioni del preside di Medicina Prof. Bellomo,  per la realizzazione di una azienda ospedaliera universitaria unica Novara-Vercelli per lo sviluppo degli attuali ospedali mantenendo le eccellenze in esse contenute raggiungendo così i 1.000 letti di potenzialità. Un asse così costituito, che peraltro già esiste sul fronte scientifico e tecnologico, garantirebbe una capacità di dialogo importante rispetto a una evidente politica sanitaria Torino-centrica”.

E, intanto, sul tema Città della salute di Novara, prosegue l’impegno dell’onorevole novarese, Giovanni Falcone di Scelta Civica. E’ dei giorni scorsi, infatti, il nuovo incontro con il direttore generale del Ministero della Salute, dottor Renato Botti.

«Il problema principale legato alla realizzazione del nuovo ospedale, come è noto da tempo, è quello della mancata costituzione del Nucleo di valutazione ministeriale – spiega Falcone in una nota stampa – E’ l’organo che deve dare il parere definitivo al progetto di Novara e, in sostanza, il ‘via libera’ per l’attivazione delle procedure di gara. Nel caso della Città della salute, il parere favorevole è dato per scontato, perché il progetto ha già superato positivamente diversi step. Ma finché il Nucleo di valutazione non sarà costituito, tutto sarà bloccato. Ebbene, proprio oggi, martedì 10 febbraio, il dott. Botti mi ha confermato che la settimana prossima verranno designati i quattro esperti scelti dalla Conferenza permanente Stato-Regioni: un primo passo al quale confido seguano anche gli altri».

«Non è il caso, al momento, di entrare nel dettaglio del perché il Nucleo non sia stato costituito – aggiunge il deputato di Scelta Civica – ma di prendere atto che questo blocco va rimosso al più presto. Da parte mia, continuerò a sollecitare la direzione generale del ministero e la stessa ministra della Salute: è un impegno che mi sono assunto al momento della mia elezione al Parlamento e al quale non voglio venir meno. Sarebbe tuttavia saggio se anche gli altri deputati e senatori del Novarese mi volessero seguire su questa strada, al di là di ogni schieramento politico. La Città della salute di Novara è infatti un progetto che non ha colore politico ma che deve essere portato a buon fine nel più breve tempo possibile».

mo.c.

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