Imprese che nascono da spazi dimenticati

Imprese che nascono da spazi dimenticati
23 Febbraio 2015 ore 20:39

NOVARA – Dal riuso di un porto sul Lago Maggiore a quello di scuole e terreni agricoli, dal riutilizzo di centri sociali, dimore storiche o beni confiscati a quello di muri, opere d’arte e di materiali per l’ “autocostruzione” di edifici. Davvero tante le proposte sul riuso di spazi per creare impresa in ambito culturale presentate venerdì scorso a Casa della Porta, durante la tappa novarese (la prima in assoluta tra le provincie piemontesi) di “Hangar”, progetto regionale rivolto a chiunque voglia sviluppare le proprie competenze e capacità imprenditoriali in ambito culturale. Dieci le “start up” del territorio che hanno avuto modo di illustrare le loro esemplari esperienze in termini di “rigenerazione”: l’Associazione “Festival delle 2 Rocche” ha pensato di riutilizzare il porto di Arona per fare teatro….sull’acqua; il progetto “Cross” dell’Associazione “Lis Lab” trova spazio tra dimore storiche del Lago Maggiore, sviluppandosi nell’area da Meina a Verbania dando vita a esibizioni di danza, teatro, composizioni, esecuzioni musicali; “Nati Domani”, a Borgomanero ha creato una scuola di teatro riutilizzando un bene ecclesiastico, il Collegio Rosmini; i ragazzi del Circolo “Santa Cruz” di Borgomanero lo hanno trasformato, da spazio chiuso in luogo di aggregazione interculturale per i ragazzi e le mamme, per lo svago e per il doposcuola; la Casa di Paglia di Fontaneto d’Agogna è uno spazio comunitario di nuova generazione dove si fa musica si mangia e si beve; l’Associazione “Libera contro le Mafie” ha portato l’esperienza del Castello di Miasino, bene confiscato alla camorra e recentemente “sgomberato”; l’Associazione “La Ribalta” di Novara è impegnata nel riuso degli spazi scolastici dell’Istituto Comprensivo Boroli di Via Magalotti per attività teatrali e musicali; trovare un coltivatore per ogni metro quadrato di terra abbandonato è lo scopo di “Terraxchange”; la “Wall Printer” di Borgomanero realizza “affreschi digitali 2.0” attraverso la stampa in alta definizione su muro; Haltadefinizione, azienda con sede a Novara, ha trovato nuovi modi per valorizzare le opere d’arte, creando ad esempio un archivio digitale fatto di immagini in altissima definizione.

Filippo Bezio

Leggi tutto il servizio sul Corriere di Novara di lunedì 23 febbraio 2015

NOVARA – Dal riuso di un porto sul Lago Maggiore a quello di scuole e terreni agricoli, dal riutilizzo di centri sociali, dimore storiche o beni confiscati a quello di muri, opere d’arte e di materiali per l’ “autocostruzione” di edifici. Davvero tante le proposte sul riuso di spazi per creare impresa in ambito culturale presentate venerdì scorso a Casa della Porta, durante la tappa novarese (la prima in assoluta tra le provincie piemontesi) di “Hangar”, progetto regionale rivolto a chiunque voglia sviluppare le proprie competenze e capacità imprenditoriali in ambito culturale. Dieci le “start up” del territorio che hanno avuto modo di illustrare le loro esemplari esperienze in termini di “rigenerazione”: l’Associazione “Festival delle 2 Rocche” ha pensato di riutilizzare il porto di Arona per fare teatro….sull’acqua; il progetto “Cross” dell’Associazione “Lis Lab” trova spazio tra dimore storiche del Lago Maggiore, sviluppandosi nell’area da Meina a Verbania dando vita a esibizioni di danza, teatro, composizioni, esecuzioni musicali; “Nati Domani”, a Borgomanero ha creato una scuola di teatro riutilizzando un bene ecclesiastico, il Collegio Rosmini; i ragazzi del Circolo “Santa Cruz” di Borgomanero lo hanno trasformato, da spazio chiuso in luogo di aggregazione interculturale per i ragazzi e le mamme, per lo svago e per il doposcuola; la Casa di Paglia di Fontaneto d’Agogna è uno spazio comunitario di nuova generazione dove si fa musica si mangia e si beve; l’Associazione “Libera contro le Mafie” ha portato l’esperienza del Castello di Miasino, bene confiscato alla camorra e recentemente “sgomberato”; l’Associazione “La Ribalta” di Novara è impegnata nel riuso degli spazi scolastici dell’Istituto Comprensivo Boroli di Via Magalotti per attività teatrali e musicali; trovare un coltivatore per ogni metro quadrato di terra abbandonato è lo scopo di “Terraxchange”; la “Wall Printer” di Borgomanero realizza “affreschi digitali 2.0” attraverso la stampa in alta definizione su muro; Haltadefinizione, azienda con sede a Novara, ha trovato nuovi modi per valorizzare le opere d’arte, creando ad esempio un archivio digitale fatto di immagini in altissima definizione.

Filippo Bezio

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