In Piemonte brusco calo per gli occupati in agricoltura

In Piemonte brusco calo per gli occupati in agricoltura
Economia 12 Giugno 2015 ore 14:51

Sono oltre 53.000 gli occupati in agricoltura in Piemonte, 14.000 in meno rispetto al 2009. I dati, elaborati dal Centro Studi Confagricoltura su base Istat, evidenziano un calo del 20,9% rispetto al 2009, nonostante il segno positivo dell’ultimo anno.  

Gli occupati in agricoltura rappresentano il 3% dei lavoratori in Piemonte e il  2,6% dell’intera forza lavoro della regione (per forza lavoro si intende la somma degli occupati e delle persone in cerca di occupazione). Nel 2014 gli occupati erano 1,77 milioni, il 3,3% in meno rispetto al 2009, mentre la forza lavoro è aumentata dell’1,68% nello spesso periodo. Il calo degli addetti in agricoltura in Piemonte è decisamente più pronunciato rispetto alla media nazionale (-7,1%), che evidenzia comunque differenze tra le varie aree geografiche: al Nord gli occupati sono diminuiti dell’8,9%, passando da 336.000 nel 2009 a 306.000 del 2014.  Al Centro gli occupati sono diminuiti del 6,2% nello stesso periodo, passando da 120.000 a 121.000. Al Sud la diminuzione è stata del 5,8%, con 385.000 occupati nel 2014 rispetto ai 409.000 del 2009.

La riduzione degli occupati nel settore primario – afferma Confagricoltura – interessa soprattutto i lavoratori indipendenti (-12%) e molto meno quelli dipendenti (-1,9%). Questa tendenza si spiega con la costante riduzione del numero delle imprese agricole di piccole dimensioni, per lo più senza lavoratori dipendenti e con il conduttore inquadrato come lavoratore autonomo.

Anche in Piemonte la riduzione degli occupati in agricoltura è in linea con il calo del numero delle imprese del settore primario: 53.510 occupati in 55.681 realtà nel 2014 (dato InfoCamere). Ciò significa che la media è di 1,04 addetti per azienda. 

«Si tratta ovviamente di una media  - afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte Gian Paolo Coscia - che comunque mette in luce la forte parcellizzazione del tessuto imprenditoriale agricolo. Per competere con il mercato internazionale, ma anche per consolidare il peso dell’agricoltura in ambito economico nazionale, dobbiamo rafforzare il nostro sistema. Quindi impegnarci nell’innovazione, nella sostenibilità ambientale e nella ricerca scientifica, per garantire all’agricoltura un ruolo di primo piano in un’Italia famosa nel mondo per la bellezza del paesaggio e la qualità del cibo, fattori che derivano proprio dal lavoro della terra e dal rispetto della natura».

l.c.

Sono oltre 53.000 gli occupati in agricoltura in Piemonte, 14.000 in meno rispetto al 2009. I dati, elaborati dal Centro Studi Confagricoltura su base Istat, evidenziano un calo del 20,9% rispetto al 2009, nonostante il segno positivo dell’ultimo anno.  

Gli occupati in agricoltura rappresentano il 3% dei lavoratori in Piemonte e il  2,6% dell’intera forza lavoro della regione (per forza lavoro si intende la somma degli occupati e delle persone in cerca di occupazione). Nel 2014 gli occupati erano 1,77 milioni, il 3,3% in meno rispetto al 2009, mentre la forza lavoro è aumentata dell’1,68% nello spesso periodo. Il calo degli addetti in agricoltura in Piemonte è decisamente più pronunciato rispetto alla media nazionale (-7,1%), che evidenzia comunque differenze tra le varie aree geografiche: al Nord gli occupati sono diminuiti dell’8,9%, passando da 336.000 nel 2009 a 306.000 del 2014.  Al Centro gli occupati sono diminuiti del 6,2% nello stesso periodo, passando da 120.000 a 121.000. Al Sud la diminuzione è stata del 5,8%, con 385.000 occupati nel 2014 rispetto ai 409.000 del 2009.

La riduzione degli occupati nel settore primario – afferma Confagricoltura – interessa soprattutto i lavoratori indipendenti (-12%) e molto meno quelli dipendenti (-1,9%). Questa tendenza si spiega con la costante riduzione del numero delle imprese agricole di piccole dimensioni, per lo più senza lavoratori dipendenti e con il conduttore inquadrato come lavoratore autonomo.

Anche in Piemonte la riduzione degli occupati in agricoltura è in linea con il calo del numero delle imprese del settore primario: 53.510 occupati in 55.681 realtà nel 2014 (dato InfoCamere). Ciò significa che la media è di 1,04 addetti per azienda. 

«Si tratta ovviamente di una media  - afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte Gian Paolo Coscia - che comunque mette in luce la forte parcellizzazione del tessuto imprenditoriale agricolo. Per competere con il mercato internazionale, ma anche per consolidare il peso dell’agricoltura in ambito economico nazionale, dobbiamo rafforzare il nostro sistema. Quindi impegnarci nell’innovazione, nella sostenibilità ambientale e nella ricerca scientifica, per garantire all’agricoltura un ruolo di primo piano in un’Italia famosa nel mondo per la bellezza del paesaggio e la qualità del cibo, fattori che derivano proprio dal lavoro della terra e dal rispetto della natura».

l.c.