Industria manifatturiera: produzione e fatturato in crescita

Industria manifatturiera: produzione e fatturato in crescita
Economia 08 Settembre 2015 ore 16:53

NOVARA - La 175a “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” conferma Novara al quarto posto nella classifica delle performance provinciali, tutte positive, ponendola dopo Cuneo (+4,4%), Verbano Cusio Ossola (+3,9%) e Asti (+3%), con una variazione della produzione al di sopra della media regionale (pari, quest’ultima, a +2,2%). L’indagine ha coinvolto nel Novarese 149 imprese, per un totale di circa 8.960 addetti ed un fatturato superiore ai 2,8 miliardi di euro. Si sono quindi concretizzate le aspettative positive espresse dagli imprenditori novaresi in apertura d’anno, grazie al buon andamento del settore metalmeccanico, che ha consentito all’industria manifatturiera provinciale di chiudere il trimestre con una produzione in aumento del +2,5% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, in netto miglioramento rispetto ai risultati un po’ deludenti di fine 2014 (-0,1% nel IV trimestre) e inizio 2015 (-0,6% nel I trimestre).

«Sebbene il sentiment degli imprenditori novaresi continui a evidenziare una nota di incertezza e pessimismo – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara –le risultanze dell’indagine danno conto di un chiaro segnale di ripresa dell’economia manifatturiera novarese, una ripresa trainata dal settore metalmeccanico e che, per la prima volta dopo anni di crisi, trae la propria linfa anche dall’incremento della domanda interna. Non è certamente una ripresa dalla quale ci si possa aspettare un immediato impatto in termini occupazionali – e, d’altro canto, le previsioni del sistema informativo Excelsior, appena diffuse dalla Camera di Commercio di Novara, evidenziano un tasso di variazione atteso dell’occupazione pari a -1% per l’anno in corso – ma, se confermata nelle prossime rilevazioni, può davvero segnare l’uscita dal tunnel recessivo ».

L’incremento complessivo della produzione industriale è riconducibile alle performance positive del settore metalmeccanico (+6,7%), nell’ambito del quale si segnala altresì il buon andamento del comparto delle rubinetterie e del valvolame (+3,6%), e degli altri settori, mentre presentano segni negativi l’alimentare (-1%), il settore che raggruppa chimica, gomma e materie plastiche (-1,4%) e, soprattutto, il sistema moda, che perde -5,3 punti percentuale, confermando di non riuscire ad imboccare la via della ripresa.

Incoraggianti, e in netto miglioramento rispetto al trimestre precedente, le indicazioni che provengono dai dati tendenziali sul fatturato delle aziende manifatturiere: nel confronto con il secondo trimestre 2014, infatti, il valore delle vendite è salito del +3,4% a livello complessivo, con incrementi superiori alla media per il metalmeccanico (+6,2%), incluse le rubinetterie e il valvolame (+3,8%), e la chimica-gomma-plastica (+3,9%), mentre trovano conferma le difficoltà del tessile-abbigliamento (-2,6%) e, in controtendenza rispetto al trimestre precedente, si riduce il fatturato del settore alimentare (-1,7%).

Il focus sul fatturato realizzato verso clienti esteri evidenzia un andamento in generale più favorevole, con una variazione positiva in media del +4%, sostenuta da tutti i principali comparti di attività economica, con l’unica eccezione dell’alimentare, caratterizzato da un calo di 6,1 punti percentuale, che segue il pesante -11,8% di inizio anno.

La performance migliore è quella del metalmeccanico (+7,8%, con le rubinetterie a +2,3%), che peraltro è il settore le cui imprese manifestano la maggiore propensione alle esportazioni, realizzando con l’estero circa il 47% del proprio fatturato (con una punta di quasi il 60% nel comparto delle rubinetterie e valvolame).

L’analisi della domanda evidenzia miglioramenti tanto sul fronte delle commesse interne, in aumento del +3,2% rispetto all’anno precedente, quanto su quello degli ordinativi dall’estero (+2,2%).  Da sottolineare, in particolare, la positività dell’incremento della domanda interna, che ha visto un susseguirsi di segni negativi a partire dalla metà del 2011, interrotto soltanto da modestissimi aumenti registrati tra fine 2013 e inizio 2014, costituendo pertanto un pesante freno alla ripresa produttiva. 
Ancora una volta il metalmeccanico si colloca sul podio, con tassi di crescita del +6,2% per le commesse interne e del +4,5% per quelle estere, che, nell’ordine, salgono al +6,4% e scendono al +2,9% per il comparto delle rubinetterie e del valvolame, valori tutti in netto miglioramento rispetto al trimestre precedente.
La chimica-gomma-plastica vede invece aumentare la domanda interna (+3,9%), ma calare quella dall’estero (-2,2%), mentre il tessile-abbigliamento perde -9,1 punti percentuale sul fronte degli ordinativi domestici e mette a segno un incremento del +2,1% in quelli esteri. Da ultimo, l’alimentare registra movimenti più contenuti, con ordini  in calo del -1,6% dall’interno e in modesto incremento dall’estero (+0,7%).

A fronte del bilancio complessivamente positivo del trimestre aprile-giugno, gli imprenditori novaresi non esprimono aspettative altrettanto rosee per i mesi da luglio a settembre, certamente influenzate dalle prolungate chiusure degli stabilimenti che caratterizzano il periodo estivo. I saldi di opinione vedono prevalere i pessimisti con riferimento a tutti gli indicatori e a tutti i settori, con l’unica eccezione dell’alimentare, che confida nella ripresa di fatturato e ordinativi dall’estero. Il pessimismo è il sentimento dominante di circa un terzo degli imprenditori, con saldi di opinione che oscillano tra il -15,1% del fatturato e il -8,3% della produzione.
v.s.

NOVARA - La 175a “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” conferma Novara al quarto posto nella classifica delle performance provinciali, tutte positive, ponendola dopo Cuneo (+4,4%), Verbano Cusio Ossola (+3,9%) e Asti (+3%), con una variazione della produzione al di sopra della media regionale (pari, quest’ultima, a +2,2%). L’indagine ha coinvolto nel Novarese 149 imprese, per un totale di circa 8.960 addetti ed un fatturato superiore ai 2,8 miliardi di euro. Si sono quindi concretizzate le aspettative positive espresse dagli imprenditori novaresi in apertura d’anno, grazie al buon andamento del settore metalmeccanico, che ha consentito all’industria manifatturiera provinciale di chiudere il trimestre con una produzione in aumento del +2,5% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, in netto miglioramento rispetto ai risultati un po’ deludenti di fine 2014 (-0,1% nel IV trimestre) e inizio 2015 (-0,6% nel I trimestre).

«Sebbene il sentiment degli imprenditori novaresi continui a evidenziare una nota di incertezza e pessimismo – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara –le risultanze dell’indagine danno conto di un chiaro segnale di ripresa dell’economia manifatturiera novarese, una ripresa trainata dal settore metalmeccanico e che, per la prima volta dopo anni di crisi, trae la propria linfa anche dall’incremento della domanda interna. Non è certamente una ripresa dalla quale ci si possa aspettare un immediato impatto in termini occupazionali – e, d’altro canto, le previsioni del sistema informativo Excelsior, appena diffuse dalla Camera di Commercio di Novara, evidenziano un tasso di variazione atteso dell’occupazione pari a -1% per l’anno in corso – ma, se confermata nelle prossime rilevazioni, può davvero segnare l’uscita dal tunnel recessivo ».

L’incremento complessivo della produzione industriale è riconducibile alle performance positive del settore metalmeccanico (+6,7%), nell’ambito del quale si segnala altresì il buon andamento del comparto delle rubinetterie e del valvolame (+3,6%), e degli altri settori, mentre presentano segni negativi l’alimentare (-1%), il settore che raggruppa chimica, gomma e materie plastiche (-1,4%) e, soprattutto, il sistema moda, che perde -5,3 punti percentuale, confermando di non riuscire ad imboccare la via della ripresa.

Incoraggianti, e in netto miglioramento rispetto al trimestre precedente, le indicazioni che provengono dai dati tendenziali sul fatturato delle aziende manifatturiere: nel confronto con il secondo trimestre 2014, infatti, il valore delle vendite è salito del +3,4% a livello complessivo, con incrementi superiori alla media per il metalmeccanico (+6,2%), incluse le rubinetterie e il valvolame (+3,8%), e la chimica-gomma-plastica (+3,9%), mentre trovano conferma le difficoltà del tessile-abbigliamento (-2,6%) e, in controtendenza rispetto al trimestre precedente, si riduce il fatturato del settore alimentare (-1,7%).

Il focus sul fatturato realizzato verso clienti esteri evidenzia un andamento in generale più favorevole, con una variazione positiva in media del +4%, sostenuta da tutti i principali comparti di attività economica, con l’unica eccezione dell’alimentare, caratterizzato da un calo di 6,1 punti percentuale, che segue il pesante -11,8% di inizio anno.

La performance migliore è quella del metalmeccanico (+7,8%, con le rubinetterie a +2,3%), che peraltro è il settore le cui imprese manifestano la maggiore propensione alle esportazioni, realizzando con l’estero circa il 47% del proprio fatturato (con una punta di quasi il 60% nel comparto delle rubinetterie e valvolame).

L’analisi della domanda evidenzia miglioramenti tanto sul fronte delle commesse interne, in aumento del +3,2% rispetto all’anno precedente, quanto su quello degli ordinativi dall’estero (+2,2%).  Da sottolineare, in particolare, la positività dell’incremento della domanda interna, che ha visto un susseguirsi di segni negativi a partire dalla metà del 2011, interrotto soltanto da modestissimi aumenti registrati tra fine 2013 e inizio 2014, costituendo pertanto un pesante freno alla ripresa produttiva. 
Ancora una volta il metalmeccanico si colloca sul podio, con tassi di crescita del +6,2% per le commesse interne e del +4,5% per quelle estere, che, nell’ordine, salgono al +6,4% e scendono al +2,9% per il comparto delle rubinetterie e del valvolame, valori tutti in netto miglioramento rispetto al trimestre precedente.
La chimica-gomma-plastica vede invece aumentare la domanda interna (+3,9%), ma calare quella dall’estero (-2,2%), mentre il tessile-abbigliamento perde -9,1 punti percentuale sul fronte degli ordinativi domestici e mette a segno un incremento del +2,1% in quelli esteri. Da ultimo, l’alimentare registra movimenti più contenuti, con ordini  in calo del -1,6% dall’interno e in modesto incremento dall’estero (+0,7%).

A fronte del bilancio complessivamente positivo del trimestre aprile-giugno, gli imprenditori novaresi non esprimono aspettative altrettanto rosee per i mesi da luglio a settembre, certamente influenzate dalle prolungate chiusure degli stabilimenti che caratterizzano il periodo estivo. I saldi di opinione vedono prevalere i pessimisti con riferimento a tutti gli indicatori e a tutti i settori, con l’unica eccezione dell’alimentare, che confida nella ripresa di fatturato e ordinativi dall’estero. Il pessimismo è il sentimento dominante di circa un terzo degli imprenditori, con saldi di opinione che oscillano tra il -15,1% del fatturato e il -8,3% della produzione.
v.s.