«La bioeconomia è un’arma vera anticrisi»

«La bioeconomia è un’arma vera anticrisi»
Economia 11 Ottobre 2015 ore 14:18

NOVARA – Novara capitale europea della chimica, giovedì scorso, nell’ambito della prima giornata dell’European Chemical Regions Network Congress organizzato in collaborazione da Provincia (membro Ecrn) e comune di Novara, Fondazione Novara Sviluppo, Polo Ibis e Regione Lombardia con il patrocinio di Regione Piemonte. Sotto la Cupola sono giunti da tutta Europa più di 100 rappresentanti delle massime istituzioni, imprese, centri di ricerca, associazioni a vocazione chimica dell’Unione Europea per un confronto e una presentazione delle ultime novità, proposte e opportunità che il settore può offrire nell’ambito del più significativo evento internazionale collegato all’Expo 2015 (visitato poi ieri nella seconda giornata del congresso). 

NOVARA – Novara capitale europea della chimica, giovedì scorso, nell’ambito della prima giornata dell’European Chemical Regions Network Congress organizzato in collaborazione da Provincia (membro Ecrn) e comune di Novara, Fondazione Novara Sviluppo, Polo Ibis e Regione Lombardia con il patrocinio di Regione Piemonte. Sotto la Cupola sono giunti da tutta Europa più di 100 rappresentanti delle massime istituzioni, imprese, centri di ricerca, associazioni a vocazione chimica dell’Unione Europea per un confronto e una presentazione delle ultime novità, proposte e opportunità che il settore può offrire nell’ambito del più significativo evento internazionale collegato all’Expo 2015 (visitato poi ieri nella seconda giornata del congresso). Sul tavolo il tema “La chimica sostenibile per il cibo e la vita – Cibo salutare e sicurezza alimentare nel contesto della bioeconomia in Europa: il ruolo della Chimica” riguardo cui anche le aziende del territorio hanno potuto presentare i propri progetti più innovativi. Tra i relatori della sessione plenaria Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e membro dell’Europea Bioeconomy Panel: «La bioeconomia è un sistema anticrisi, un vero motore per l’Europa – ha detto Bastioli -. Va pensata come rigenerazione territoriale, casi studio ne dimostrano il potenziale». Novamont è «pioniera nel settore della chimica verde, non solo a livello di nuovi prodotti ma anche creando casi studio – ha proseguito Bastioli -. Siamo impegnati in Sardegna nel progetto della bioraffineria “Matrica”, joint venture 50:50 con Versalis, a Porto Torres e in Veneto con “Mater Biotec”, primo impianto al mondo per la produzione di biobutanolo da fonte rinnovabile. Novamont ha vinto il primo flagship a livello europeo finalizzato a dimostrare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale di una bioraffineria integrata altamente innovativa». Assente giustificato Sergio Lombardini, vicepresidente esecutivo di Versalis, impegnato a Roma al Quirinale per la cerimonia degli “Eni Award 2015” istituiti per sviluppare idee innovative per un miglior utilizzo delle fonti energetiche e promuovere la ricerca scientifica e i temi della sostenibilità. Nella circostanza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito i “Riconoscimenti all’Innovazione Eni” a tre gruppi di ricerca selezionati dalla Commissione Innovazione di Eni Awards 2015: uno opera all’interno del Centro Ricerche “Green Chemistry” di Versalis ospitato all’Istituto Donegani di Novara, dove è stato messo a punto un brevetto riguardante una bioraffineria a base di guayule come nuova fonte industriale di prodotti a base rinnovabile. L’attività di Versalis è stata riassunta da Gianni Girotti: «Il Centro ricerche “Green Chemistry” è aperto dall’1 gennaio 2013 e vi lavorano una cinquantina di ricercatori. Oltre a quello sulla guayule esistono progetti sul biobutadene per ricavarlo da biomasse rinnovabili e produrre gomme sintetiche, sulla bioraffineria “Metatesi” a Marghera basata sull’olio di palma. Una ulteriore ricerca riguarda l’ottenimento di zuccheri fermentabili di seconda generazione da biomasse non alimentari». Il professor Menico Rizzi, delegato dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” per la ricerca scientifica, ha rimarcato: «L’Università crede, investe e lavora con la chimica verde collaborando con realtà locali, regionali e partner industriali di eccellenza. Gli investimenti continueranno sia nella sede di Novara sia in quella di Alessandria, nel campo chimico di sintesi, della biochimica e degli aspetti economici e giuridici legati alla bioeconomia». Al congresso era collegato anche il “Market of Ideas”, area espositiva allestita nell’Arengo del Broletto: una sessione aperta e interattiva per il networking e la ricerca di nuovi contatti e partner. Presenti gli “stand” dell’Università “Avogadro”, del Polo Ibis e della Fondazione Novara Sviluppo accanto a quelli di realtà di primo piano provenienti da Germania, Olanda, Belgio, Polonia e Regno Unito. Se il presidente Franco Pellacini ha spiegato attività e scopi del Polo Ibis, soggetto gestore del Polo d’innovazione della Chimica sostenibile che oggi riunisce 27 imprese, tre Università piemontesi e la Provincia di Novara consentendo di accedere a infrastrutture e servizi ad alto valore aggiunto e a finanziamenti per la ricerca e innovazione, Alberto Massarotti e Andrea Moretti hanno parlato di Ixtal srls, start up nata nel 2003 all’interno di Fondazione Novara Sviluppo: «Lavoriamo sulla scienza delle proteine, determinando principalmente la struttura di quelle di interesse farmaceutico per disegnare lo sviluppo di inibitori. L’expertise si rivolge a tubercolosi, malaria e al riparo del Dna». Al termine dei lavori, in collaborazione con l’Atl, l’opportunità di visite guidate ai tesori dell’arte e dell’architettura novarese. A supportare l’iniziativa Fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio, Federchimica, Novamont, Fondazione Novara Sviluppo e il Polo Ibis, il Consorzio per la tutela del Formaggio Gorgonzola. Il congresso è proseguito ieri, 9 ottobre, presso Palazzo Pirelli a Milano con una tavola rotonda sui temi del futuro sostenibile e della bioeconomia.

Filippo Bezio