Il caso

Legambiente Arona protesta contro la centrale in valle Vevera

L'associazione si schiera contro lo sfruttamento dei fiumi

Legambiente Arona protesta contro la centrale in valle Vevera
Arona, 26 Gennaio 2020 ore 11:29

Legambiente Arona si schiera a favore della mobilitazione per la difesa dei fiumi dai progetti di sfruttamento dell’energia idroelettrica che porterebbero a uno sfruttamento eccessivo dei corsi d’acqua.

Legambiente Arona organizza un flash mob

Anche il circolo di Legambiente Gli Amici del lago di Arona e Oleggio Castello ha aderito alla mobilitazione nazionale lanciata da Legambiente dal titolo “La protesta dei pesci di fiume”.  “Anche nel nostro territorio, in valle Vevera – dicono i soci del Circolo – nei pressi della centralina idroelettrica in fase di attivazione, i volontari di Legambiente hanno manifestato con un flash mob la loro contrarietà alla continua costruzione di impianti idroelettrici sui fiumi e torrenti. Progetti incompatibili con la tutela dei corsi d’acqua e della loro biodiversità con prelievi eccessivi e il proliferare di nuovi cantieri in luoghi per lo più incontaminati, che minacciano la vita di centinaia di corsi d’acqua naturali”. Il simbolo grafico e mascotte dell’evento è un tipico pesce presente anche nei nostri fiumi, protetto dalle normative europee e italiane perché a rischio estinzione: il Cottus gobio, comunemente conosciuto come “scazzone”, localmente anche detto böet.

Una protesta nazionale e internazionale

La mobilitazione, denominata La protesta dei pesci di fiume”, che si svolge in tutta Italia, è un appuntamento convocato da 18 associazioni ambientaliste per chiedere al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa il rispetto della Direttiva Quadro Acque, anche quando si tratta di energia idroelettrica. L’obiettivo è bloccare i progetti nei corsi d’acqua naturali che accedono agli incentivi previsti dal nuovo Decreto Rinnovabili FER 1 che provocherebbero un ulteriore danno ai nostri fiumi, già provati dagli effetti della crisi climatica, a fronte di un irrisorio contributo di energia rinnovabile prodotta. In Piemonte sono oltre 25 gli appuntamenti programmati nelle diverse provincie, con particolare concentrazione nel VCO (sui fiumi Toce, San Giovanni, Strona e in val Vigezzo) e nell’alto Vercellese e nel Biellese.

Le parole del rappresentante Massimiliano Caligara

“Abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà alle centraline mini-idroelettriche – dice il rappresentante del Circolo Massimiliano Caligara – Sono iniziative imprenditoriali non sostenibili, innanzitutto dal punto di vista dell’equilibrio ambientale dei fiumi, ma anche dal punto di vista economico se non ci fossero gli incentivi pubblici. La produzione di energia è limitata e i privati la cedono al Gestore dei Servizi Energetici ottenendo dei prezzi spropositati. Ricordiamo che l’incentivo che va a vantaggio delle imprese di derivazione mini-idroelettrica è sostenuto dai cittadini con le bollette delle utenze domestiche, per un importo complessivo di circa 1.200 milioni di euro all’anno per più di vent’anni”.

Alla protesta aderiscono anche alcuni residenti

Lea Macedoni è tra i residenti in Valle Vevera che hanno aderito alla manifestazione, condividendone gli ideali. “Quando le pompe entrano in funzione – dice – il livello dell’acqua presente nelle pozze del torrente scende velocemente di almeno 20 centimetri. Con la mia famiglia abbiamo la fortuna di abitare in un ambiente naturale bellissimo, a volte vediamo caprioli, volpi, tassi e faine. Nel torrente sono presenti anche delle trote fario e diversi aironi. Una fauna selvatica che riesce – malgrado tutto – a convivere con la presenza degli umani. Abbiamo notato che da quando hanno abbattuto alcuni alberi per il cantiere della centralina, gli scoiattoli che prima erano presenti numerosi ora sono scomparsi. Questa biodiversità deve essere salvaguardata e protetta”.

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