Legro: Ferrari, Rossi e Cerutti in visita ai richiedenti asilo

Economia 25 Giugno 2015 ore 22:15

LEGRO – La gestione dei richiedenti asilo e il territorio. Questo il tema al centro della visita di questa mattina, giovedì 25 giugno, all’ex albergo Villa San Francesco a Legro di Orta, nel Novarese. Gli assessori regionali Monica Cerutti e Augusto Ferrari con il Consigliere regionale Domenico Rossi hanno fatto visita alla struttura incontrando i circa cento ospiti, tutti sotto i trent’anni, accompagnati dal sindaco di Orta, Giorgio Angeleri e la sua Giunta.
«La visita di questa mattina – ha commentato l’assessore Augusto Ferrari in una nota stampa – ha rappresentato un momento importante per vedere direttamente come l’accoglienza dei richiedenti asilo viene gestita sul nostro territorio. Abbiamo visto lo sforzo di operatori sociali per rendere efficace e praticabile l’integrazione di queste persone che hanno vissuto sulla propria pelle una tragica esperienza di vita». La presenza dei responsabili di Versoprobo che gestiscono il centro ha consentito di approfondire le attività svolte dai migranti, così come il Prefetto di Novara, Francesco Paolo Castaldo, ha illustrato procedure e iter di accoglienza. «L’insegnamento della lingua italiana, le attività socialmente utili sul territorio, l’incontro conviviale che ogni settimana si svolge con le mamme e con i bambini della zona mi sembrano delle opportunità decisive per affrontare bene questa emergenza» ha aggiunto Ferrari, ricordando che, seppure molte restano le problematiche il territorio sta facendo un grande sforzo per affrontare questa sfida. «Ho riscontrato – ha commentato il consigliere regionale Domenico Rossi – un tentativo virtuoso di gestione dell’emergenza che necessita dell’impegno di tutti per garantire un futuro a questi ragazzi. Ho avuto inoltre conferma il sistema con cui si gestiscono i flussi dei richiedenti asilo crea il problema: la somma degli egoismi, infatti, scarica gran parte delle responsabilità sui comuni e sulle amministrazioni locali». Una criticità che va necessariamente superata. «L’Unione Europea – prosegue Rossi – non gestisce la situazione come “comunità” e i sindaci, da parte loro, spesso si focalizzano su questioni e interessi strettamente locali. Serve invece innescare una gara di solidarietà che coinvolga tutti i livelli per riuscire a distribuire il peso dell’emergenza e favorire processi di integrazione e normalizzazione». Un percorso di condivisione auspicato anche dall’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti. «La situazione drammatica di questi mesi ha imposto sforzi non ordinari a tutti noi, nei rispettivi ruoli di amministratori pubblici. Intensificheremo, perciò, il nostro impegno al fianco dei Comuni per spezzare l’isolamento di cui spesso si sentono vittime nell’affrontare situazioni straordinarie di accoglienza.». «Il caso di Orta San Giulio – conclude Cerutti – testimonia come sia importante supportare gli operatori impegnati nell’accoglienza, così come moltiplicare le occasioni di incontro con le comunità locali. I timori vanno superati offrendo risposte concrete alle domande dei cittadini ai quali però chiediamo di poter guardare oltre il pregiudizio e la diffidenza nei confronti del “diverso”. Intensificheremo il nostro impegno al fianco dei Comuni per spezzare l’isolamento di cui spesso si sentono vittime nell’affrontare situazioni straordinarie di accoglienza».

mo.c.

LEGRO – La gestione dei richiedenti asilo e il territorio. Questo il tema al centro della visita di questa mattina, giovedì 25 giugno, all’ex albergo Villa San Francesco a Legro di Orta, nel Novarese. Gli assessori regionali Monica Cerutti e Augusto Ferrari con il Consigliere regionale Domenico Rossi hanno fatto visita alla struttura incontrando i circa cento ospiti, tutti sotto i trent’anni, accompagnati dal sindaco di Orta, Giorgio Angeleri e la sua Giunta.
«La visita di questa mattina – ha commentato l’assessore Augusto Ferrari in una nota stampa – ha rappresentato un momento importante per vedere direttamente come l’accoglienza dei richiedenti asilo viene gestita sul nostro territorio. Abbiamo visto lo sforzo di operatori sociali per rendere efficace e praticabile l’integrazione di queste persone che hanno vissuto sulla propria pelle una tragica esperienza di vita». La presenza dei responsabili di Versoprobo che gestiscono il centro ha consentito di approfondire le attività svolte dai migranti, così come il Prefetto di Novara, Francesco Paolo Castaldo, ha illustrato procedure e iter di accoglienza. «L’insegnamento della lingua italiana, le attività socialmente utili sul territorio, l’incontro conviviale che ogni settimana si svolge con le mamme e con i bambini della zona mi sembrano delle opportunità decisive per affrontare bene questa emergenza» ha aggiunto Ferrari, ricordando che, seppure molte restano le problematiche il territorio sta facendo un grande sforzo per affrontare questa sfida. «Ho riscontrato – ha commentato il consigliere regionale Domenico Rossi – un tentativo virtuoso di gestione dell’emergenza che necessita dell’impegno di tutti per garantire un futuro a questi ragazzi. Ho avuto inoltre conferma il sistema con cui si gestiscono i flussi dei richiedenti asilo crea il problema: la somma degli egoismi, infatti, scarica gran parte delle responsabilità sui comuni e sulle amministrazioni locali». Una criticità che va necessariamente superata. «L’Unione Europea – prosegue Rossi – non gestisce la situazione come “comunità” e i sindaci, da parte loro, spesso si focalizzano su questioni e interessi strettamente locali. Serve invece innescare una gara di solidarietà che coinvolga tutti i livelli per riuscire a distribuire il peso dell’emergenza e favorire processi di integrazione e normalizzazione». Un percorso di condivisione auspicato anche dall’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti. «La situazione drammatica di questi mesi ha imposto sforzi non ordinari a tutti noi, nei rispettivi ruoli di amministratori pubblici. Intensificheremo, perciò, il nostro impegno al fianco dei Comuni per spezzare l’isolamento di cui spesso si sentono vittime nell’affrontare situazioni straordinarie di accoglienza.». «Il caso di Orta San Giulio – conclude Cerutti – testimonia come sia importante supportare gli operatori impegnati nell’accoglienza, così come moltiplicare le occasioni di incontro con le comunità locali. I timori vanno superati offrendo risposte concrete alle domande dei cittadini ai quali però chiediamo di poter guardare oltre il pregiudizio e la diffidenza nei confronti del “diverso”. Intensificheremo il nostro impegno al fianco dei Comuni per spezzare l’isolamento di cui spesso si sentono vittime nell’affrontare situazioni straordinarie di accoglienza».

mo.c.