Movimento5Stelle: stop al consumo del suolo

Movimento5Stelle: stop al consumo del suolo
Economia 26 Marzo 2015 ore 15:08

NOVARA – Il Movimento5Stelle è sceso in piazza, sabato pomeriggio, in piazza Martiri, per dire “Stop al consumo del suolo” e invitare la stessa Amministrazione a seguire questa traccia. Si è trattato di un nuovo incontro con i cittadini, in cui, con materiale informativo e direttamente a voce, sono state spiegate le ragioni per cui, per il Movimento fondato da Beppe Grillo, occorre dire “stop” al consumo del suolo e i motivi per cui si oppongono ad alcuni progetti-realizzazioni in fieri o, comunque, in programma. Dal progetto del Pisu di Sant’Agabio ai pozzi di Carpignano Sesia, dalla questione della nuova area industriale di Agognate al nuovo ampliamento del Cim sino alla stessa tangenziale.

NOVARA – Il Movimento5Stelle è sceso in piazza, sabato pomeriggio, in piazza Martiri, per dire “Stop al consumo del suolo” e invitare la stessa Amministrazione a seguire questa traccia. Si è trattato di un nuovo incontro con i cittadini, in cui, con materiale informativo e direttamente a voce, sono state spiegate le ragioni per cui, per il Movimento fondato da Beppe Grillo, occorre dire “stop” al consumo del suolo e i motivi per cui si oppongono ad alcuni progetti-realizzazioni in fieri o, comunque, in programma. Dal progetto del Pisu di Sant’Agabio ai pozzi di Carpignano Sesia, dalla questione della nuova area industriale di Agognate al nuovo ampliamento del Cim sino alla stessa tangenziale.
A parlare con i novaresi, il senatore 5Stelle Carlo Martelli, l’onorevole Davide Crippa, il consigliere regionale Paolo Andrissi e il consigliere comunale Luca Zacchero. Con loro anche tanti altri simpatizzanti del Movimento.
«Le questioni più rilevanti che noi contestiamo – spiega Martelli – sono il polo logistico di Agognate, i pozzi i Carpignano, il Pisu di via Bovio, l’ampliamento del Cim e una tematica riguardante la tangenziale. Questa Giunta aveva parlato tanto di stop al consumo di suolo, ma sinora ha agito diversamente. Ad Agognate si prevede la trasformazione di un milione di metri quadri di terreno agricolo in terreno industriale. Una scelta che porta a perdite significative. C’è, infatti, da distinguere tra superficie agricola utilizzata e superficie agricola totale, questa che verrebbe trasformata è superficie usata. Così perdi un milione di metri quadri che producono reddito e che hanno valore aggiunto, visto che in quella zona si produce il miglior riso. Nel momento che togli questo, togli Pil e occupazione. Non sai, inoltre, cosa ne guadagnerai. Dicono ‘per ora facciamo, poi vediamo. Qualcuno arriverà qui’, ma nonn si fa così. Novara, tra l’altro, ha già un polo logistico, perché il Cim è tale. Inoltre, costruendo quest’area, entreremmo in concorrenza con Mortara, dove già ne esiste uno, con tutti i collegamenti. Ad Agognate, poi, c’è già un polo logistico, seppur ormai dismesso, quello dove c’era la Gondrand. Perché non riqualificare questa zona anziché devastarne un’altra?». Quanto ai pozzi di Carpignano, «perché ce ne interessiamo? Perché Novara attinge a una falda prodonda che arriva da lì. La zona di Carpignano, con queste scelte, sarebbe letteralmente devastata. Questa è un’attività invasiva, che porta i pozzi e le relative strutture a pochi passi dalle case. Inoltre per la qualità del petrolio estratto serviranno dei centri di desolforizzazione. Laddove se n’è creato uno, intorno si è creato il deserto. Noi, quindi, siamo contro».
Martelli parla anche del Pisu di S. Agabio: «è un’opera che, se non realizzi in tempo, perdi i finanziamenti. Per non perdere i finanziamenti europei ti vai a indebitare di più, lasciando debiti per generazioni? Lì si sta cementizzando un’intera zona, un’area dove spazi per creare quello che si sta realizzando ne esistono in grande quantità (molte le fabbriche dismesse). Si è andati solo a distruggere un parco». A parlare di tangenziale e di Cim, infine, Crippa e Zacchero: «c’è un progetto, inserito nelle opere da realizzare, che però è qualcosa che arriva dal passato. Un progetto che risale sino al 1990 e per cui si prevede un esborso notevole e tutto per soli 5 chilometri. Per questa lunghezza si vanno a spendere 124milioni di euro, 24 milioni a chilometro. E’ assurdo e qualcosa di esoso. Negli anni ’90 poteva andare bene, con sottopassi e quant’altro, c’erano industrie, ora no. E’ un esborso inutile, che noi contestiamo».

mo.c.

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