Nel Vco gli industrali vedono il futuro un po’ meno nero

Nel Vco gli industrali vedono il futuro un po’ meno nero
Economia 03 Febbraio 2015 ore 03:25

VERBANIA  - S’è rivelato eccessivo il pessimismo dei titolari di aziende associate sentiti a dicembre 2014 per redigere l’analisi previsionale del primo trimestre. Non per colpa loro, ha corretto il tiro incontrando giornalisti e associati giovedì 29 il presidente Roberto Colombo: «Negli ultimi 2 mesi è cambiato il mondo. C’è stato l’annuncio di Mario Draghi sull’immissione massiccia di liquidità della Banca centrale europea. Ci sono state le svalutazioni dell’euro rispetto al dollaro e al franco svizzero. La Svizzera è il maggior partner commerciale estero delle nostre industrie. C’è stata la diminuzione del prezzo del petrolio...».

Più che sufficiente, secondo Colombo, per rivedere al rialzo, ad esempio, le stime sull’occupazione che, a detta degli intervistati, dovrebbe continuare a scendere: l’11,7 per cento in più dei pessimisti sugli ottimisti, all’inizio dell’ultimo trimestre 2014 il saldo negativo era del 9,8.

 

VERBANIA  - S’è rivelato eccessivo il pessimismo dei titolari di aziende associate sentiti a dicembre 2014 per redigere l’analisi previsionale del primo trimestre. Non per colpa loro, ha corretto il tiro incontrando giornalisti e associati giovedì 29 il presidente Roberto Colombo: «Negli ultimi 2 mesi è cambiato il mondo. C’è stato l’annuncio di Mario Draghi sull’immissione massiccia di liquidità della Banca centrale europea. Ci sono state le svalutazioni dell’euro rispetto al dollaro e al franco svizzero. La Svizzera è il maggior partner commerciale estero delle nostre industrie. C’è stata la diminuzione del prezzo del petrolio...».

Più che sufficiente, secondo Colombo, per rivedere al rialzo, ad esempio, le stime sull’occupazione che, a detta degli intervistati, dovrebbe continuare a scendere: l’11,7 per cento in più dei pessimisti sugli ottimisti, all’inizio dell’ultimo trimestre 2014 il saldo negativo era del 9,8.

Il Jobs Act, ha detto Colombo rispondendo alle domande dei giornalisti, potrebbe già avere ripercussioni positive entro l’anno: «Gli imprenditori potrebbero essere incentivati ad assumere, potendo contare su 3 anni in caso di calo della produzione, anziché ricorrere alle agenzie interinali. Ma, in ogni caso, si tratterà di una ricaduta modesta».

In diminuzione il ricorso alla cassa integrazione, che scende dal 32,5 dell’ultimo trimestre 2014 al 28,6. La produzione dovrebbe smettere di calare, all’inizio del trimestre precedente era stato stimato un calo del 7,4. Più contenuta la flessione delle aziende che prevedono un calo della produzione, dal 22 al 20 per cento. Il 60 per cento degli intervistati (rispetto al 63,4 precedente) prevede di mantenere la propria produzione agli attuali livelli. Il migliorato quadro generale dovrebbe correggere al rialzo le previsioni sugli ordini: - 5,7 (era -4,9) quelli complessivi, addirittura – 6,7 (15 punti in meno sul + 6,4 precedente) dell’export. Dovrebbe essere soprattutto quest’ultima tendenza, alla luce della doppia svalutazione dell’euro verso dollaro e franco svizzero, ad essere se non invertita almeno ridotta nelle dimensioni. Dovrebbero risalire, rispetto alle previsioni, anche i redditi d’azienda: solo il 2,9 prevedeva un aumento (erano il 7,3). In calo anche la propensione ad investire, dal 24,4 al 20.

Mauro Rampinini

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 2 febbraio 2015