No latte in polvere, è l'ora delle petizioni

No latte in polvere, è l'ora delle petizioni
Economia 19 Luglio 2015 ore 09:39

La mobilitazione di Coldiretti dello scorso 8 luglio ha portato un immediato risultato: la proroga, concessa dalla Commissione europea, fino al 29 settembre 2015, del termine di risposta alla lettera di diffida sull'infrazione 4170 con la quale si vuole imporre all'Italia di produrre con la polvere di latte. La mobilitazione - dicono le organizzazioni degli agricoltori - ha avuto effetti positivi anche grazie al sostegno di tutte le istituzioni. Coldiretti ha lanciato la petizione sottoscritta da molti esponenti politici. Ora anche i cittadini potranno aderire recandosi presso gli uffici Coldiretti delle province di Vercelli e Biella (a Biella, Vercelli, Santhià, Borgosesia e Cigliano), o presso gli agrimercati di Campagna Amica. Si firma anche presso tutti gli agriturismi di Terranostra (www.terranostra.it).  "A rischio c'è l'intero settore lattiero caseario che rappresenta la voce più importante dell'agroalimentare italiano con un valore di 28 miliardi di euro, 180 mila occupati nell'intera filiera e 35 mila stalle - sottolineano Paolo Dellarole e Marco Chiesa, presidente e direttore di Coldiretti Vercelli Biella - La legge n.138 dell'11 aprile del 1974 garantisce, da oltre 40 anni, il primato della produzione lattiero casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015. Se tale legge venisse superata a farne le spese sarebbero 51 specialità piemontesi". "L'impiego della polvere di latte - dice una nota Coldiretti -, inoltre, significherebbe aumentare la dipendenza dall'estero con la chiusura delle stalle, la perdita di posti di lavoro ed il venir meno del presidio dei nostri territori. Il nostro pressing necessita dell'impegno del Governo e del Parlamento per garantire la norma vigente sul divieto di detenzione ed utilizzo della polvere di latte, al fine di tutelare i cittadini, difendere la distintività e l'eccellenza del vero Made in Italy".

La mobilitazione di Coldiretti dello scorso 8 luglio ha portato un immediato risultato: la proroga, concessa dalla Commissione europea, fino al 29 settembre 2015, del termine di risposta alla lettera di diffida sull'infrazione 4170 con la quale si vuole imporre all'Italia di produrre con la polvere di latte. La mobilitazione - dicono le organizzazioni degli agricoltori - ha avuto effetti positivi anche grazie al sostegno di tutte le istituzioni. Coldiretti ha lanciato la petizione sottoscritta da molti esponenti politici. Ora anche i cittadini potranno aderire recandosi presso gli uffici Coldiretti delle province di Vercelli e Biella (a Biella, Vercelli, Santhià, Borgosesia e Cigliano), o presso gli agrimercati di Campagna Amica. Si firma anche presso tutti gli agriturismi di Terranostra (www.terranostra.it).  "A rischio c'è l'intero settore lattiero caseario che rappresenta la voce più importante dell'agroalimentare italiano con un valore di 28 miliardi di euro, 180 mila occupati nell'intera filiera e 35 mila stalle - sottolineano Paolo Dellarole e Marco Chiesa, presidente e direttore di Coldiretti Vercelli Biella - La legge n.138 dell'11 aprile del 1974 garantisce, da oltre 40 anni, il primato della produzione lattiero casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015. Se tale legge venisse superata a farne le spese sarebbero 51 specialità piemontesi". "L'impiego della polvere di latte - dice una nota Coldiretti -, inoltre, significherebbe aumentare la dipendenza dall'estero con la chiusura delle stalle, la perdita di posti di lavoro ed il venir meno del presidio dei nostri territori. Il nostro pressing necessita dell'impegno del Governo e del Parlamento per garantire la norma vigente sul divieto di detenzione ed utilizzo della polvere di latte, al fine di tutelare i cittadini, difendere la distintività e l'eccellenza del vero Made in Italy".