Novara verso Expo 2015: «È necessario un forte fattore identitario»

Novara verso Expo 2015: «È necessario un forte fattore identitario»
13 Marzo 2015 ore 01:19

NOVARA – Novara verso l’Expo, ormai ci siamo. “Alimentazione e ambiente” sarà il tema della rassegna che aprirà i battenti il 1° maggio e durerà sino al 31 ottobre. E’ prevista la partecipazione di 131 paesi del mondo; venti milioni di visitatori stimati; un milione di metri quadri di siti espositivi; un investimento pubblico di 1,3 milioni di euro circa e un miliardo di investimenti dei Paesi partecipanti.

NOVARA – Novara verso l’Expo, ormai ci siamo. “Alimentazione e ambiente” sarà il tema della rassegna che aprirà i battenti il 1° maggio e durerà sino al 31 ottobre. E’ prevista la partecipazione di 131 paesi del mondo; venti milioni di visitatori stimati; un milione di metri quadri di siti espositivi; un investimento pubblico di 1,3 milioni di euro circa e un miliardo di investimenti dei Paesi partecipanti.
Un appuntamento da non perdere per la nostra città e per le sue attività imprenditoriali, ma come ci arriva dal punto di vista economico, imprenditoriale e, conseguentemente d’immagine? Quali saranno le ricadute generali?
Lo abbiamo chiesto a Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara che ha lanciato la volata verso l’Expo.
«Il nostro scopo – precisa il presidente – è quello di promuovere le imprese a vario titolo. Expo è senz’altro una vetrina, ma non modifica lo stato dell’arte. Di ricaduta – prosegue – si può parlare in caso di imprese turistiche, ma se sapranno offrire servizi aggiuntivi. In alcuni casi sono attese 144mila presenze giornaliere, a fronte di 80mila posti letto a Milano. È ipotizzabile che possa essere ambita, per esempio, la zona del Lago Maggiore».
Ma come arriva Novara a questo appuntamento del 2015? «La provincia novarese ha un tasso di disoccupazione tra i più alti del Nord Italia. Non avendo una vocazione specifica, cioè un settore trainante, ha saputo mitigare gli effetti della crisi, almeno finora. Ma è anche vero che, senza un settore forte, il rischio del declino è sempre più concreto. Con il crollo del mercato tessile, ad esempio, l’economia novarese e in generale quella di tutto il Nord Ovest, è andata calando. Novara – prosegue Comoli – non ha un fattore identitario forte: l’università qualcosa ha portato, ma non è stato sufficiente».
A cosa sta pensando in particolare? «A una logistica di qualità e non solo in quanto presidente del Cim (Centro Intermodale Merci), ma perché credo che si debba sfruttare la possibilità degli interstizi tra i due assi e l’apertura del Gottardo. Dovrà essere, però, una logistica integrata, non solo limitata al carico allo scarico, ma che preveda anche una filiera». In che senso? «Faccio un esempio. Un’operazione di solo carico e scarico costa circa 300 euro, mentre un’operazione che ne prevede anche il controllo e la mobilitazione ha un valore aggiunto di circa 2.300 euro. Il nostro centro intermodale ha un’attività di poco inferiore a quello di Verona, ma quello veneto, in quanto a valore aggiunto, appunto, ci supera di 8-10 volte.

Sandro Devecchi

Leggi tutti i servizi su Novara verso l’Expo 2015 sul Corriere di Novara di giovedì 12 marzo

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