Nuovo appello di Reteterra per dire ‘no’ al polo logistico di Agognate

Nuovo appello di Reteterra per dire ‘no’ al polo logistico di Agognate
Economia 07 Aprile 2015 ore 16:45

NOVARA – Continua a far discutere il futuro polo logistico di Agognate, tra chi è a favore e chi, invece, lo contesta apertamente. Dopo gli ultimi interventi, quelli di Vailog, ditta proponente e che difende il suo progetto, e quello del Fai, che lo contesta, torna a farsi sentire anche ReterraNovara, la prima realtà che, un anno fa circa, mosse i suoi primi passi, radunando cittadini e movimenti contrari al progetto.
“Abbiamo consegnato al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale – scrive Alberto Pacelli in una nota stampa – la lettera con la richiesta di tremila cittadine e cittadini di non modificare la destinazione d’uso di un milione di mq di terreni agricoli ad Agognate. Una richiesta “ascoltata” dall’Esecutivo. L’Assessore all’urbanistica ci ha, infatti, comunicato ufficialmente che la Giunta sarebbe intenzionata a ridurre del 40% la superficie dei terreni da trasformare in aree per la logistica. Un risultato importante – sostiene Pacelli – anche se parziale. Importante perché conferma che quello  che abbiamo fatto nel corso di quest’anno non è stato vano e che la mobilitazione democratica di migliaia di persone può non essere inutile. Parziale perché l’obbiettivo era – ed è – quello di ottenere  che quei terreni rimangano agricoli. Un risultato che, comunque,  ci  investe di una nuova e maggiore responsabilità. Per questo lanciamo un appello – scrive Reterra tramite Pacelli – a tutte le cittadine ed a tutti i cittadini  per una mobilitazione democratica  che sia, possibilmente, ancora  più vasta della precedente. Dobbiamo tutti  assieme convincere gli amministratori comunali che le  nostre  proposte di rispettare il piano regolatore, di  tutelare i terreni di Agognate, di abbandonare la politica della distruzione di  terreni agricoli e di aree verdi, di perseguire una politica che si basi sul riuso degli edifici dismessi o degradati sono  giuste, rispondono a una visione moderna dell’urbanistica ed all’interesse della città (e anche al loro). Nessuno dimentichi, o finga di dimenticare, che Novara ha già un interporto e che dispone, purtroppo, di un vasto patrimonio edilizio abbandonato che ristrutturato può essere riusato. Tutti ricordino – ad iniziare dagli Amministratori comunali – che a Novara – continua Pacelli – il problema non è la mancanza di possibili localizzazioni per nuovi insediamenti ma il processo di deindustrializzazione che sta diventando devastante. Noi, a partire da sabato 11 aprile, saremo  di nuovo in piazza, per le strade, nei mercati, sui sagrati con i nostri banchetti”.L’invito, da parte di Reteterra, è “a firmare il nuovo appello e a farsi parte diligente nel sollecitare e raccogliere firme. Alle  giovani ed ai giovani chiediamo di difendere il loro futuro  battendosi con noi per far prevalere la ragione. La terra – conclude Pacelli  – è un bene indispensabile per tutti gli esseri viventi e il cemento non si mangia”.

mo.c.

NOVARA – Continua a far discutere il futuro polo logistico di Agognate, tra chi è a favore e chi, invece, lo contesta apertamente. Dopo gli ultimi interventi, quelli di Vailog, ditta proponente e che difende il suo progetto, e quello del Fai, che lo contesta, torna a farsi sentire anche ReterraNovara, la prima realtà che, un anno fa circa, mosse i suoi primi passi, radunando cittadini e movimenti contrari al progetto.
“Abbiamo consegnato al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale – scrive Alberto Pacelli in una nota stampa – la lettera con la richiesta di tremila cittadine e cittadini di non modificare la destinazione d’uso di un milione di mq di terreni agricoli ad Agognate. Una richiesta “ascoltata” dall’Esecutivo. L’Assessore all’urbanistica ci ha, infatti, comunicato ufficialmente che la Giunta sarebbe intenzionata a ridurre del 40% la superficie dei terreni da trasformare in aree per la logistica. Un risultato importante – sostiene Pacelli – anche se parziale. Importante perché conferma che quello  che abbiamo fatto nel corso di quest’anno non è stato vano e che la mobilitazione democratica di migliaia di persone può non essere inutile. Parziale perché l’obbiettivo era – ed è – quello di ottenere  che quei terreni rimangano agricoli. Un risultato che, comunque,  ci  investe di una nuova e maggiore responsabilità. Per questo lanciamo un appello – scrive Reterra tramite Pacelli – a tutte le cittadine ed a tutti i cittadini  per una mobilitazione democratica  che sia, possibilmente, ancora  più vasta della precedente. Dobbiamo tutti  assieme convincere gli amministratori comunali che le  nostre  proposte di rispettare il piano regolatore, di  tutelare i terreni di Agognate, di abbandonare la politica della distruzione di  terreni agricoli e di aree verdi, di perseguire una politica che si basi sul riuso degli edifici dismessi o degradati sono  giuste, rispondono a una visione moderna dell’urbanistica ed all’interesse della città (e anche al loro). Nessuno dimentichi, o finga di dimenticare, che Novara ha già un interporto e che dispone, purtroppo, di un vasto patrimonio edilizio abbandonato che ristrutturato può essere riusato. Tutti ricordino – ad iniziare dagli Amministratori comunali – che a Novara – continua Pacelli – il problema non è la mancanza di possibili localizzazioni per nuovi insediamenti ma il processo di deindustrializzazione che sta diventando devastante. Noi, a partire da sabato 11 aprile, saremo  di nuovo in piazza, per le strade, nei mercati, sui sagrati con i nostri banchetti”.L’invito, da parte di Reteterra, è “a firmare il nuovo appello e a farsi parte diligente nel sollecitare e raccogliere firme. Alle  giovani ed ai giovani chiediamo di difendere il loro futuro  battendosi con noi per far prevalere la ragione. La terra – conclude Pacelli  – è un bene indispensabile per tutti gli esseri viventi e il cemento non si mangia”.

mo.c.

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