Persi quasi 6.500 posti di lavoro dal 2009

Persi quasi 6.500 posti di lavoro dal 2009
Economia 22 Giugno 2015 ore 20:12

NOVARA – Un tessuto produttivo che negli ultimi 5 anni ha risentito dell’impatto della crisi, seppur con notevoli differenze a livello settoriale, evidenziando diversi segnali di difficoltà a partire dalla numerosità delle imprese e dall’andamento del mercato del lavoro. Questa la fotografia dell’economia locale emersa dal convegno “L’economia del Piemonte e la sfida dell’innovazione” organizzato giovedì scorso dalla Camera di Commercio di Novara, in collaborazione con Banca d’Italia: «Tra il 2009 e il 2014 le imprese novaresi sono calate da 32.189 a 31.384 con una perdita di 805 unità – ha detto il presidente della Cciaa di Novara, Maurizio Comoli – A trascinare lo stock verso il basso sono state le imprese artigiane diminuite di 919 unità. Ha sofferto, nel quinquennio di crisi, anche il settore delle costruzioni con 710 aziende in meno, mentre gli altri servizi sono cresciuti di 544 unità». Comoli ha proseguito: «La crisi si è riflessa anche sul mercato del lavoro: tra il 2009 e il 2013 la provincia ha perso 6.466 addetti in totale, in gran parte dipendenti (-6.159) ridottisi da 82.735 a 76.576, mentre gli indipendenti sono calati di poco (-307) e nel 2013 erano 31.156. Un’ulteriore conseguenza delle difficoltà incontrate dalle imprese è stata ridotta propensione agli investimenti in innovazione, rilevata da un’indagine su un campione di imprese manifatturiere provinciali». E il 2015 come è iniziato? «A livello nazionale, nel primo trimestre si sono avvertiti dei segnali di miglioramento – ha concluso Comoli – Nel Novarese l’anno è partito all’insegna di un calo della produzione industriale contenuto (-0,6%) ma con prospettive più favorevoli da parte degli imprenditori: il 75% non prevede diminuzioni del fatturato tra aprile e giugno, quasi il 28% si aspetta anzi un aumento».

Filippo Bezio

Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 22 giugno 2015

NOVARA – Un tessuto produttivo che negli ultimi 5 anni ha risentito dell’impatto della crisi, seppur con notevoli differenze a livello settoriale, evidenziando diversi segnali di difficoltà a partire dalla numerosità delle imprese e dall’andamento del mercato del lavoro. Questa la fotografia dell’economia locale emersa dal convegno “L’economia del Piemonte e la sfida dell’innovazione” organizzato giovedì scorso dalla Camera di Commercio di Novara, in collaborazione con Banca d’Italia: «Tra il 2009 e il 2014 le imprese novaresi sono calate da 32.189 a 31.384 con una perdita di 805 unità – ha detto il presidente della Cciaa di Novara, Maurizio Comoli – A trascinare lo stock verso il basso sono state le imprese artigiane diminuite di 919 unità. Ha sofferto, nel quinquennio di crisi, anche il settore delle costruzioni con 710 aziende in meno, mentre gli altri servizi sono cresciuti di 544 unità». Comoli ha proseguito: «La crisi si è riflessa anche sul mercato del lavoro: tra il 2009 e il 2013 la provincia ha perso 6.466 addetti in totale, in gran parte dipendenti (-6.159) ridottisi da 82.735 a 76.576, mentre gli indipendenti sono calati di poco (-307) e nel 2013 erano 31.156. Un’ulteriore conseguenza delle difficoltà incontrate dalle imprese è stata ridotta propensione agli investimenti in innovazione, rilevata da un’indagine su un campione di imprese manifatturiere provinciali». E il 2015 come è iniziato? «A livello nazionale, nel primo trimestre si sono avvertiti dei segnali di miglioramento – ha concluso Comoli – Nel Novarese l’anno è partito all’insegna di un calo della produzione industriale contenuto (-0,6%) ma con prospettive più favorevoli da parte degli imprenditori: il 75% non prevede diminuzioni del fatturato tra aprile e giugno, quasi il 28% si aspetta anzi un aumento».

Filippo Bezio

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