Economia

Posti di lavoro, l’emorragia si è fermata

Posti di lavoro, l’emorragia si è fermata
Economia 07 Dicembre 2015 ore 12:16

Anche il 2015 si chiuderà in negativo per l'occupazione dipendente nel Novarese, ma l'emorragia di posti di lavoro che la crisi ha portato con sé sembra quantomeno essersi fermata.

A metà anno le stime previsionali del sistema informativo “Excelsior” di Unioncamere, che analizzano un vasto campione di imprese private dell'industria e dei servizi, delineavano una riduzione dell'1% rispetto al 2014 (che a sua volta aveva registrato un -1% sul 2013): un dato peggiore delle medie regionale e nazionale, entrambe al -0,7%, ma migliore del -1,7% tendenziale di due anni fa. Anche le previsioni per il terzo trimestre 2015 confermano che il trend è in risalita: le nuove assunzioni nelle aziende del territorio sono in aumento, soprattutto in quelle di media dimensione, anche se ancora non bastano a portare sopra lo zero il saldo con le cessazioni previste, che nel consuntivo annuale potrebbero superarle di almeno 800 unità.

Chi quest'anno avrà assunto dipendenti avrà utilizzato, almeno parzialmente, le nuove forme contrattuali; ma l'aumento di quelle a tempo indeterminato, che le previsioni per il trimestre luglio-settembre danno al 26% del totale, è previsto solo dal 12% delle aziende. Secondo Unioncamere, infatti, nel Novarese il 67% delle nuove opportunità di lavoro sarà ancora a tempo determinato: il 20% per periodi di prova in vista di un'assunzione stabile, il 20% per lavori stagionali e il 27%  per sostituzioni o copertura di picchi di attività.

«Nel corso del 2015 – osserva il segretario generale della Camera di Commercio di Novara, Cristina D’ercole – sono emersi segnali di miglioramento del clima di fiducia, rilevati dall’indagine Excelsior con un aumento delle imprese che prevedono assunzioni, passate al 17,9% rispetto al 14,2% del 2013, il valore più basso dell’ultimo quinquennio. Il primo semestre di quest'anno si è chiuso con un aumento degli avviamenti al lavoro e anche le nuove attività imprenditoriali sono cresciute, tra gennaio e settembre, del 2,6% tendenziale. Le difficoltà occupazionali certo non mancano, in particolare per alcuni settori, ma se la graduale risalita degli indicatori economici, come la domanda interna, continuerà nei prossimi mesi ci attendiamo che il trend possa confermarsi al rialzo anche nell’ambito lavorativo».

Anche le previsioni congiunturali dell’Associazione Industriali di Novara per l'ultimo trimestre dell'anno segnalano attese di incremento degli organici, con un saldo ottimisti/pessimisti a 17,1 punti, più del triplo rispetto alla media regionale. «Si tratta – precisa il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – di un segnale che esprime la fiducia degli imprenditori nei confronti di una possibile ripresa delle assunzioni. Ma i valori della nostra rilevazione sono solo indicativi di una tendenza, perché in termini quantitativi è evidente la lontananza dai livelli occupazionali pre-crisi o di un decennio fa».

La previsione di fare ricorso alla Cassa integrazione entro fine anno è dichiarata dal 9,1% delle aziende aderenti all'Ain, ai minimi degli ultimi sette anni nonostante una media regionale del 18,4%. «Questo dato è molto importante – commenta il segretario generale della Cisl Piemonte Orientale, Luca Caretti – ma più che fuori dalla crisi credo si sia in presenza di un'inversione di tendenza anche nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali. I segnali positivi vanno tradotti in investimenti, perché il numero di persone rimaste senza lavoro è elevato. Servono scelte pragmatiche, che colgano le opportunità del Novarese: nella logistica a sostegno delle attività produttive e nel futuro riassetto sociosanitario del territorio, con la città della salute».

I dati Excelsior evidenziano, per il 2015, anche un +6% tendenziale nelle previsioni di assunzione di figure professionali “high skill”, che dovrebbero riguardare profili specialistici e tecnici e coprire il 21% dal fabbisogno di nuovo lavoro. Sono stimati in lieve calo, invece, i nuovi contratti dei “profili intermedi” (pari al 44%, soprattutto nel commercio e nei servizi) e delle professioni meno qualificate.

Marco Fontana

Anche il 2015 si chiuderà in negativo per l'occupazione dipendente nel Novarese, ma l'emorragia di posti di lavoro che la crisi ha portato con sé sembra quantomeno essersi fermata.

A metà anno le stime previsionali del sistema informativo “Excelsior” di Unioncamere, che analizzano un vasto campione di imprese private dell'industria e dei servizi, delineavano una riduzione dell'1% rispetto al 2014 (che a sua volta aveva registrato un -1% sul 2013): un dato peggiore delle medie regionale e nazionale, entrambe al -0,7%, ma migliore del -1,7% tendenziale di due anni fa. Anche le previsioni per il terzo trimestre 2015 confermano che il trend è in risalita: le nuove assunzioni nelle aziende del territorio sono in aumento, soprattutto in quelle di media dimensione, anche se ancora non bastano a portare sopra lo zero il saldo con le cessazioni previste, che nel consuntivo annuale potrebbero superarle di almeno 800 unità.

Chi quest'anno avrà assunto dipendenti avrà utilizzato, almeno parzialmente, le nuove forme contrattuali; ma l'aumento di quelle a tempo indeterminato, che le previsioni per il trimestre luglio-settembre danno al 26% del totale, è previsto solo dal 12% delle aziende. Secondo Unioncamere, infatti, nel Novarese il 67% delle nuove opportunità di lavoro sarà ancora a tempo determinato: il 20% per periodi di prova in vista di un'assunzione stabile, il 20% per lavori stagionali e il 27%  per sostituzioni o copertura di picchi di attività.

«Nel corso del 2015 – osserva il segretario generale della Camera di Commercio di Novara, Cristina D’ercole – sono emersi segnali di miglioramento del clima di fiducia, rilevati dall’indagine Excelsior con un aumento delle imprese che prevedono assunzioni, passate al 17,9% rispetto al 14,2% del 2013, il valore più basso dell’ultimo quinquennio. Il primo semestre di quest'anno si è chiuso con un aumento degli avviamenti al lavoro e anche le nuove attività imprenditoriali sono cresciute, tra gennaio e settembre, del 2,6% tendenziale. Le difficoltà occupazionali certo non mancano, in particolare per alcuni settori, ma se la graduale risalita degli indicatori economici, come la domanda interna, continuerà nei prossimi mesi ci attendiamo che il trend possa confermarsi al rialzo anche nell’ambito lavorativo».

Anche le previsioni congiunturali dell’Associazione Industriali di Novara per l'ultimo trimestre dell'anno segnalano attese di incremento degli organici, con un saldo ottimisti/pessimisti a 17,1 punti, più del triplo rispetto alla media regionale. «Si tratta – precisa il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – di un segnale che esprime la fiducia degli imprenditori nei confronti di una possibile ripresa delle assunzioni. Ma i valori della nostra rilevazione sono solo indicativi di una tendenza, perché in termini quantitativi è evidente la lontananza dai livelli occupazionali pre-crisi o di un decennio fa».

La previsione di fare ricorso alla Cassa integrazione entro fine anno è dichiarata dal 9,1% delle aziende aderenti all'Ain, ai minimi degli ultimi sette anni nonostante una media regionale del 18,4%. «Questo dato è molto importante – commenta il segretario generale della Cisl Piemonte Orientale, Luca Caretti – ma più che fuori dalla crisi credo si sia in presenza di un'inversione di tendenza anche nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali. I segnali positivi vanno tradotti in investimenti, perché il numero di persone rimaste senza lavoro è elevato. Servono scelte pragmatiche, che colgano le opportunità del Novarese: nella logistica a sostegno delle attività produttive e nel futuro riassetto sociosanitario del territorio, con la città della salute».

I dati Excelsior evidenziano, per il 2015, anche un +6% tendenziale nelle previsioni di assunzione di figure professionali “high skill”, che dovrebbero riguardare profili specialistici e tecnici e coprire il 21% dal fabbisogno di nuovo lavoro. Sono stimati in lieve calo, invece, i nuovi contratti dei “profili intermedi” (pari al 44%, soprattutto nel commercio e nei servizi) e delle professioni meno qualificate.

Marco Fontana