Provincia di Novara, un bilancio senza “risorse”

Provincia di Novara, un bilancio senza “risorse”
Economia 20 Settembre 2015 ore 08:58

NOVARA - Per un Ente come la Provincia i tempi sono davvero cambiati. E così anche la discussione sul Bilancio, che in passato era stata l’occasione per generare più di uno scontro politico anche a Palazzo Natta, giovedì pomeriggio è passato invece all’unanimità (una sola consigliera era assente, il sindaco di Vicolungo Marzia Vicenzi nelle fila della minoranza), con qualche osservazione e poco di più. Meno di un’ora e mezza per illustrare il documento, aprire il dibattito e votarlo. Con sempre meno legna (cioè risorse) a disposizione, senza sapere di preciso cosa e come “scaldare”, il presidente Matteo Besozzi e un po’ tutti quanti fanno insomma il possibile per evitare che il fuoco si spenga... Un compito non facile, riconosciuto anche dalla stesso centro-destra.

Un Bilancio di previsione 2015, come ha avuto modo di illustrare il vicepresidente con delega specifica, Enrico Ruggerone, «che risulta diverso da quelli precedenti, anche nelle modalità di approvazione. Con l’entrata in vigore della “legge Delrio” - ha spiegato infatti il sindaco di Trecate - per la prima volta gli schemi di Bilancio vengono adottati dal Consiglio su proposta del presidente; poi sono sottoposti all’assemblea dei sindaci e infine approvati definitivamente dal Consiglio. Altra novità è quella che per il solo esercizio 2015 le Province e le Città Metropolitane predispongano un Bilancio previsionale unicamente annuale».

NUOVI ISTITUTI

L’esercizio 2015 sarà l’ultimo dove gli Enti locali allegano al Bilancio la “Relazione previsionale programmatica”: dal prossimo anno sarà obbligatoria per la prima volta l’approvazione del “Dup” (Documento unico di programmazione), mentre compaiono due nuovi istituti come il “Fvp” (Fondo pluriennale vincolato) e il “Fcde” (Fondo crediti di dubbia esigibilità”). Il primo, riferito sia alla spesa in conto capitale sia a quella corrente, serve per rendere evidente la distanza temporale tra l’acquisizione dei finanziamenti e l’effettivo impiego delle risorse. Il secondo, facilmente intuibile, «è un fondo rischi diretto a evitare che le entrate previste ma che potrebbero essere incassate con difficoltà possano finanziare le spese esigibili nel corso dell’anno. Nella sostanza dovrà essere costituito un fondo attraverso un accantonamento annuale misurato sul grado di riscossione dei cinque esercizi precedenti, cioè circa 81 mila euro».

 

IL QUADRO RIASSUNTIVO

Il Bilancio pareggia a 77.894.743,75 euro. Per quanto riguarda le entrate, quelle tributarie ammontano a 17,1 milioni di euro, i trasferimenti a 34, quelle extratributarie a 2,15, quelle da alienazioni a 3 milioni, quelle derivanti da accensioni di prestiti a 3,23, i servizi per conto terzi portano 9,38 milioni e il “Fpv” (Fondo pluriennale vincolato) 8,8 milioni.

Nelle uscite la voce più “pesante” è rappresentata dalle spese correnti (51, 9 milioni), seguita da quella delle spese in conto capitale (15,2 milioni), dai servizi per conto di terzi (9,38) e dal rimborso dei prestiti (1,3 milioni).

Ruggerone ha quindi evidenziato che «la riduzione delle entrate rispetto all’esercizio precedente conferma la tendenza degli ultimi anni e sconta gli effetti che lo Stato effettua ormai direttamente dal gettito dell’RC Auto. La riduzione dei trasferimenti, soprattutto regionali, è invece dovuto a diverse motivazioni: da anni non arrivano più da Torino risorse sufficienti per le competenze che la stessa Regione ha delegato».

L’apparente incremento tanto delle entrate quanto nelle uscite è però dovuto «non tanto ad un effettivo aumento della capacità finanziaria dell’Ente, ma piuttosto all’aver riportato alla competenza i residui riaccertati degli anni pregressi, cioè qualcosa come 36 milioni di euro».

Dei quasi 52 milioni della voce “Spese correnti” poco più di 9 sono relative al costo del personale, mentre 30,8 milioni comprendono tutta una serie di servizi come la manutenzione delle strade, lo sgombero neve, il trasporto pubblico locale, la formazione professionale, il supporto ai disabili. La cifra, come per le entrate, comprende anche 21,5 milioni di residui accertati, quindi le spese correnti stanziate per il 2015 sono di poco superiori a 30 milioni.

«Nono stante questo - ha ribadito Ruggerone - gli stanziamenti cercano di mantenere costante il livello dei servizi, garantendo ancora due milioni per la manutenzione stradale, competenza che rimarrà in futuro in capo alle Province. Abbiamo assicurato il servizio di trasporto dei disabili, spesa che amplieremo attraverso un contributo statale, mentre per i resto le risorse consentono pochi investimenti, se non quelle a garantire ad esempio la sicurezza negli edifici scolastici».

Due parole, infine, sul personale: «Anche se la “Legge di stabilità” ha disposto il dimezzamento degli organici delle Province per l’anno in corso, mancano ancora le disposizioni attuative. L’attuale Bilancio copre ancora tutto il personale in servizio, anche se abbiamo provveduto autonomamente, attraverso prepensionamenti e favorendo la mobilità, a “snellire” l’organico, sceso negli ultimi dodici mesi da 249 a 219 unità, con un risparmio di circa 500 mila euro».

Luca Mattioli

NOVARA - Per un Ente come la Provincia i tempi sono davvero cambiati. E così anche la discussione sul Bilancio, che in passato era stata l’occasione per generare più di uno scontro politico anche a Palazzo Natta, giovedì pomeriggio è passato invece all’unanimità (una sola consigliera era assente, il sindaco di Vicolungo Marzia Vicenzi nelle fila della minoranza), con qualche osservazione e poco di più. Meno di un’ora e mezza per illustrare il documento, aprire il dibattito e votarlo. Con sempre meno legna (cioè risorse) a disposizione, senza sapere di preciso cosa e come “scaldare”, il presidente Matteo Besozzi e un po’ tutti quanti fanno insomma il possibile per evitare che il fuoco si spenga... Un compito non facile, riconosciuto anche dalla stesso centro-destra.

Un Bilancio di previsione 2015, come ha avuto modo di illustrare il vicepresidente con delega specifica, Enrico Ruggerone, «che risulta diverso da quelli precedenti, anche nelle modalità di approvazione. Con l’entrata in vigore della “legge Delrio” - ha spiegato infatti il sindaco di Trecate - per la prima volta gli schemi di Bilancio vengono adottati dal Consiglio su proposta del presidente; poi sono sottoposti all’assemblea dei sindaci e infine approvati definitivamente dal Consiglio. Altra novità è quella che per il solo esercizio 2015 le Province e le Città Metropolitane predispongano un Bilancio previsionale unicamente annuale».

NUOVI ISTITUTI

L’esercizio 2015 sarà l’ultimo dove gli Enti locali allegano al Bilancio la “Relazione previsionale programmatica”: dal prossimo anno sarà obbligatoria per la prima volta l’approvazione del “Dup” (Documento unico di programmazione), mentre compaiono due nuovi istituti come il “Fvp” (Fondo pluriennale vincolato) e il “Fcde” (Fondo crediti di dubbia esigibilità”). Il primo, riferito sia alla spesa in conto capitale sia a quella corrente, serve per rendere evidente la distanza temporale tra l’acquisizione dei finanziamenti e l’effettivo impiego delle risorse. Il secondo, facilmente intuibile, «è un fondo rischi diretto a evitare che le entrate previste ma che potrebbero essere incassate con difficoltà possano finanziare le spese esigibili nel corso dell’anno. Nella sostanza dovrà essere costituito un fondo attraverso un accantonamento annuale misurato sul grado di riscossione dei cinque esercizi precedenti, cioè circa 81 mila euro».

 

IL QUADRO RIASSUNTIVO

Il Bilancio pareggia a 77.894.743,75 euro. Per quanto riguarda le entrate, quelle tributarie ammontano a 17,1 milioni di euro, i trasferimenti a 34, quelle extratributarie a 2,15, quelle da alienazioni a 3 milioni, quelle derivanti da accensioni di prestiti a 3,23, i servizi per conto terzi portano 9,38 milioni e il “Fpv” (Fondo pluriennale vincolato) 8,8 milioni.

Nelle uscite la voce più “pesante” è rappresentata dalle spese correnti (51, 9 milioni), seguita da quella delle spese in conto capitale (15,2 milioni), dai servizi per conto di terzi (9,38) e dal rimborso dei prestiti (1,3 milioni).

Ruggerone ha quindi evidenziato che «la riduzione delle entrate rispetto all’esercizio precedente conferma la tendenza degli ultimi anni e sconta gli effetti che lo Stato effettua ormai direttamente dal gettito dell’RC Auto. La riduzione dei trasferimenti, soprattutto regionali, è invece dovuto a diverse motivazioni: da anni non arrivano più da Torino risorse sufficienti per le competenze che la stessa Regione ha delegato».

L’apparente incremento tanto delle entrate quanto nelle uscite è però dovuto «non tanto ad un effettivo aumento della capacità finanziaria dell’Ente, ma piuttosto all’aver riportato alla competenza i residui riaccertati degli anni pregressi, cioè qualcosa come 36 milioni di euro».

Dei quasi 52 milioni della voce “Spese correnti” poco più di 9 sono relative al costo del personale, mentre 30,8 milioni comprendono tutta una serie di servizi come la manutenzione delle strade, lo sgombero neve, il trasporto pubblico locale, la formazione professionale, il supporto ai disabili. La cifra, come per le entrate, comprende anche 21,5 milioni di residui accertati, quindi le spese correnti stanziate per il 2015 sono di poco superiori a 30 milioni.

«Nono stante questo - ha ribadito Ruggerone - gli stanziamenti cercano di mantenere costante il livello dei servizi, garantendo ancora due milioni per la manutenzione stradale, competenza che rimarrà in futuro in capo alle Province. Abbiamo assicurato il servizio di trasporto dei disabili, spesa che amplieremo attraverso un contributo statale, mentre per i resto le risorse consentono pochi investimenti, se non quelle a garantire ad esempio la sicurezza negli edifici scolastici».

Due parole, infine, sul personale: «Anche se la “Legge di stabilità” ha disposto il dimezzamento degli organici delle Province per l’anno in corso, mancano ancora le disposizioni attuative. L’attuale Bilancio copre ancora tutto il personale in servizio, anche se abbiamo provveduto autonomamente, attraverso prepensionamenti e favorendo la mobilità, a “snellire” l’organico, sceso negli ultimi dodici mesi da 249 a 219 unità, con un risparmio di circa 500 mila euro».

Luca Mattioli