Economia

Referendum costituzionale: nasce un altro comitato per il no composto da giovani

Referendum costituzionale: nasce un altro comitato per il no composto da giovani
Economia 09 Agosto 2016 ore 20:52

La campagna di mobilitazione a sostegno del “no” per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, nelle ultime settimane ha coinvolto anche molti giovani, come del resto nelle fila dello schieramento opposto.

 

L’istituzione dei “Comitati per il no” vede coinvolti diversi attivisti, che a Novara coopereranno con analoghi gruppi presenti nel resto della regione e anche in tutta Italia.

«Prima di tutto - ha spiegato Francesca Riga (nella foto con il governatore della Liguria Giovanni Toti), portavoce di questo nuovo comitato sorto in città- inizieremo la mobilitazione sul territorio per informare i cittadini sulle ragioni per cui è indispensabile che queste riforme non diventino leggi fondamentali dello Stato». Le iniziative saranno articolare attraverso il coinvolgimento di tutti i partiti che attualmente hanno preso posizione contraria alla riforma Renzi - Boschi, «anche con la partecipazione di assessori regionali, sindaci e altri amministratori locali, tutti impegnati a sostenere iniziative congiunte». Con lei i componenti iniziali del comitato sono Gianluca Colletti (che si occuperà della provincia di Alessandria), Marta Celasco, Pietro Cordone, Giulia Deracini, Giuseppe Francescucci, Federico Mazzaron, Marcello Mangini e Stefano Renosto.

«Da parte nostra - ha proseguito - ci impegneremo nella diffusione di materiale informativo, organizzeremo banchetti e daremo vita a diversi incontri per sensibilizzare gli elettori, ma anche le organizzazioni sindacali e le associazioni a unirsi a noi in questa campagna di informazione, così come dei professionisti nel settore legale si occuperanno di analizzare il testo della riforma».

Il perché di questa adesione al “no” è presto spiegato: «Questa riforma non risolve prima di tutto l’antico problema del bicameralismo perfetto. Si tratta di un “no politico” a una riforma “confusa”. Si è inoltre scelto il combinato disposto con la legge elettorale che consegnerà al primo partito, senza contrappesi, un’ampia maggioranza alla Camera dei deputati». Il gruppo insiste inoltre sulla necessità che si evitino, come si può leggere in un comunicato, “personalizzazioni e significati politici diversi dal merito specifico, persuasi che, insieme al recupero alla vita politica attraverso la partecipazione al voto”.

La partecipazione all’attività, ha concluso Riga, «è ovviamente aperta a tutti coloro che condividono la nostra posizione sul tema. Ribadendo però la necessità che, in questa circostanza, vengano lasciati da parte simboli e insegne di partito». Appare evidente, però, nella sostanza, che siamo escluse particolari forme di collaborazione (come del resto annunciato dai promotori del “comitato” che fa riferimento ufficialmente a quello di forza Italia) con sostenitori di analoghe iniziative collocabili in aree politiche diverse da quelle del centro - destra.

Luca Mattioli

campagna di mobilitazione a sostegno del “no” per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, nelle ultime settimane ha coinvolto anche molti giovani, come del resto nelle fila dello schieramento opposto.

 

L’istituzione dei “Comitati per il no” vede coinvolti diversi attivisti, che a Novara coopereranno con analoghi gruppi presenti nel resto della regione e anche in tutta Italia.

«Prima di tutto - ha spiegato Francesca Riga (nella foto con il governatore della Liguria Giovanni Toti), portavoce di questo nuovo comitato sorto in città- inizieremo la mobilitazione sul territorio per informare i cittadini sulle ragioni per cui è indispensabile che queste riforme non diventino leggi fondamentali dello Stato». Le iniziative saranno articolare attraverso il coinvolgimento di tutti i partiti che attualmente hanno preso posizione contraria alla riforma Renzi - Boschi, «anche con la partecipazione di assessori regionali, sindaci e altri amministratori locali, tutti impegnati a sostenere iniziative congiunte». Con lei i componenti iniziali del comitato sono Gianluca Colletti (che si occuperà della provincia di Alessandria), Marta Celasco, Pietro Cordone, Giulia Deracini, Giuseppe Francescucci, Federico Mazzaron, Marcello Mangini e Stefano Renosto.

«Da parte nostra - ha proseguito - ci impegneremo nella diffusione di materiale informativo, organizzeremo banchetti e daremo vita a diversi incontri per sensibilizzare gli elettori, ma anche le organizzazioni sindacali e le associazioni a unirsi a noi in questa campagna di informazione, così come dei professionisti nel settore legale si occuperanno di analizzare il testo della riforma».

Il perché di questa adesione al “no” è presto spiegato: «Questa riforma non risolve prima di tutto l’antico problema del bicameralismo perfetto. Si tratta di un “no politico” a una riforma “confusa”. Si è inoltre scelto il combinato disposto con la legge elettorale che consegnerà al primo partito, senza contrappesi, un’ampia maggioranza alla Camera dei deputati». Il gruppo insiste inoltre sulla necessità che si evitino, come si può leggere in un comunicato, “personalizzazioni e significati politici diversi dal merito specifico, persuasi che, insieme al recupero alla vita politica attraverso la partecipazione al voto”.

La partecipazione all’attività, ha concluso Riga, «è ovviamente aperta a tutti coloro che condividono la nostra posizione sul tema. Ribadendo però la necessità che, in questa circostanza, vengano lasciati da parte simboli e insegne di partito». Appare evidente, però, nella sostanza, che siamo escluse particolari forme di collaborazione (come del resto annunciato dai promotori del “comitato” che fa riferimento ufficialmente a quello di forza Italia) con sostenitori di analoghe iniziative collocabili in aree politiche diverse da quelle del centro - destra.

Luca Mattioli

La campagna di mobilitazione a sostegno del “no” per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, nelle ultime settimane ha coinvolto anche molti giovani, come del resto nelle fila dello schieramento opposto.

L’istituzione dei “Comitati per il no” vede coinvolti diversi attivisti, che a Novara coopereranno con analoghi gruppi presenti nel resto della regione e anche in tutta Italia.

«Prima di tutto - ha spiegato Francesca Riga (nella foto con il governatore della Liguria Giovanni Toti), portavoce di questo nuovo comitato sorto in città- inizieremo la mobilitazione sul territorio per informare i cittadini sulle ragioni per cui è indispensabile che queste riforme non diventino leggi fondamentali dello Stato». Le iniziative saranno articolare attraverso il coinvolgimento di tutti i partiti che attualmente hanno preso posizione contraria alla riforma Renzi - Boschi, «anche con la partecipazione di assessori regionali, sindaci e altri amministratori locali, tutti impegnati a sostenere iniziative congiunte». Con lei i componenti iniziali del comitato sono Gianluca Colletti (che si occuperà della provincia di Alessandria), Marta Celasco, Pietro Cordone, Giulia Deracini, Giuseppe Francescucci, Federico Mazzaron, Marcello Mangini e Stefano Renosto.

«Da parte nostra - ha proseguito - ci impegneremo nella diffusione di materiale informativo, organizzeremo banchetti e daremo vita a diversi incontri per sensibilizzare gli elettori, ma anche le organizzazioni sindacali e le associazioni a unirsi a noi in questa campagna di informazione, così come dei professionisti nel settore legale si occuperanno di analizzare il testo della riforma».

Il perché di questa adesione al “no” è presto spiegato: «Questa riforma non risolve prima di tutto l’antico problema del bicameralismo perfetto. Si tratta di un “no politico” a una riforma “confusa”. Si è inoltre scelto il combinato disposto con la legge elettorale che consegnerà al primo partito, senza contrappesi, un’ampia maggioranza alla Camera dei deputati». Il gruppo insiste inoltre sulla necessità che si evitino, come si può leggere in un comunicato, “personalizzazioni e significati politici diversi dal merito specifico, persuasi che, insieme al recupero alla vita politica attraverso la partecipazione al voto”.

La partecipazione all’attività, ha concluso Riga, «è ovviamente aperta a tutti coloro che condividono la nostra posizione sul tema. Ribadendo però la necessità che, in questa circostanza, vengano lasciati da parte simboli e insegne di partito». Appare evidente, però, nella sostanza, che siamo escluse particolari forme di collaborazione (come del resto annunciato dai promotori del “comitato” che fa riferimento ufficialmente a quello di forza Italia) con sostenitori di analoghe iniziative collocabili in aree politiche diverse da quelle del centro - destra.

Luca Mattioli

Seguici sui nostri canali