Riforma Delrio incompiuta, Provincia in crisi

Riforma Delrio incompiuta, Provincia in crisi
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NOVARA - Il Consiglio provinciale di Novara ha approvato all’unanimità, giovedì scorso, il rendiconto 2015. Si tratta di un documento redatto ancora con un mix schematico di norme vecchie e nuove. Nel 2016 sarà in vigore la piena applicazione del sistema armonizzato.
La relazione del vicepresidente Enrico Ruggerone ha evidenziato una situazione finanziaria della Provincia preoccupante, ascrivibile alla mancata piena attuazione della riforma, che ha senza indugio trasferito tutti gli oneri, ma non ha ancora garantito i finanziamenti necessari alla gestione.
«Il quadro che emerge da questo rendiconto – ha esordito Ruggerone - è quello di un esercizio ancora molto travagliato per le finanze della Provincia come per tutti i nuovi ‘enti di area vasta’. La criticità finanziaria del livello istituzionale intermedio è risultata talmente evidente, che lo stesso legislatore dopo diversi rinvii del termine di adozione dei bilanci, ha riconosciuto l’impossibilità per le Province di definire un quadro finanziario per gli anni 2016 e 2017 e ha disposto che i loro bilanci di previsione 2015, oggi noi andiamo a rendicontare proprio quello, venissero predisposti con un orizzonte solo annuale. La stessa Corte dei Conti ha osservato che, nel percorso tracciato dalla legge Delrio, si è inserita in modo non del tutto coerente la legge di stabilità 2015, che ha mantenuto fermi tagli ed oneri a carico della Province anche se, almeno per il 2015, le loro necessità finanziarie sono rimaste quasi invariate. Infatti, a causa delle leggi regionali di riordino e anche a causa della non completa attuazione del ‘jobs act’ in materia di mercato del lavoro, la Provincia ha dovuto sopportare i costi di personale legati alle funzioni non più di pertinenza provinciale (agricoltura, formazione professionale, turismo, sport, cultura, caccia e pesca, polizia provinciale e centri per l’impiego) e i costi di funzionamento dei relativi uffici. Contemporaneamente – ha continuato il vicepresidente – lo Stato che da anni non attua più alcun trasferimento, ha richiesto alla Provincia di Novara un prelievo di quasi 10 milioni di euro, precisamente € 9.920.000, a titolo di contributo alla finanza pubblica, prelievo che aumenterà ancora nel prossimo esercizio».

Il legislatore ha predisposto in linea teorica dei rimedi straordinari per consentire alla Province di chiudere i propri bilanci ma a buon fine è andata solo l’operazione di rinegoziazione del debito con la Cassa Depositi e Prestiti a cui la Provincia di Novara ha aderito, diversamente è andata per la dismissione degli immobili condotti in locazione passiva dallo Stato che ancora non ha trovato pratica concretizzazione da parte della società Invimit Sgr (Investimenti immobiliari italiani) costituita nel marzo 2013. Si tratta di una società digestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, deputata alla gestione collettiva del risparmio tramite fondi comuni di investi- mento immobiliare chiusi, che ha due principali ambiti tematici di intervento: la rigenerazione del patrimonio scolastico, la riqualificazione energetica e l’ottimizzazione degli utilizzi degli immobili pubblici.

La Provincia di Novara, trovandosi ad operare in un tale quadro di incertezza, nel 2014 aveva disposto di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal Testo Unico. Il piano di riequilibrio è stato approvato nel 2015 ed è al vaglio degli organi competenti per l’approvazione.

Nel frattempo è già stata pagata la prima delle trenta quote di rientro del disavanzo tecnico per 193.127,75 euro. Il disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, deliberato dal Consiglio provinciale in data 2 aprile 2015 ammonta- va complessivamente a € 9.778.392,59 da recuperare parte in quote decennali e parte in quote trentennali. E’ stato fatto anche un accantonamento consistente relativo ai fondi rischi previsti dal sistema di contabilità armonizzata.
Il risultato d’amministrazione al 31 dicembre 2015 ha registrato un miglioramento e il disavanzo si è ridotto a 9.381.792,41euro.
L’esercizio 2015 si è concluso senza dover ricorrere ad anticipazioni di tesoreria, lo Stato ha finalmente pagato dei ‘residui perenti’, ossia delle somme per trasferimenti erariali risalenti ai primi anni duemila che non erano mai stati versati.
Prossimo Consiglio martedì 3 maggio. 

Mariateresa Ugazio
Leggi di più sul Corriere di Novara di sabato 30 aprile 2016 

NOVARA - Il Consiglio provinciale di Novara ha approvato all’unanimità, giovedì scorso, il rendiconto 2015. Si tratta di un documento redatto ancora con un mix schematico di norme vecchie e nuove. Nel 2016 sarà in vigore la piena applicazione del sistema armonizzato.
La relazione del vicepresidente Enrico Ruggerone ha evidenziato una situazione finanziaria della Provincia preoccupante, ascrivibile alla mancata piena attuazione della riforma, che ha senza indugio trasferito tutti gli oneri, ma non ha ancora garantito i finanziamenti necessari alla gestione.
«Il quadro che emerge da questo rendiconto – ha esordito Ruggerone - è quello di un esercizio ancora molto travagliato per le finanze della Provincia come per tutti i nuovi ‘enti di area vasta’. La criticità finanziaria del livello istituzionale intermedio è risultata talmente evidente, che lo stesso legislatore dopo diversi rinvii del termine di adozione dei bilanci, ha riconosciuto l’impossibilità per le Province di definire un quadro finanziario per gli anni 2016 e 2017 e ha disposto che i loro bilanci di previsione 2015, oggi noi andiamo a rendicontare proprio quello, venissero predisposti con un orizzonte solo annuale. La stessa Corte dei Conti ha osservato che, nel percorso tracciato dalla legge Delrio, si è inserita in modo non del tutto coerente la legge di stabilità 2015, che ha mantenuto fermi tagli ed oneri a carico della Province anche se, almeno per il 2015, le loro necessità finanziarie sono rimaste quasi invariate. Infatti, a causa delle leggi regionali di riordino e anche a causa della non completa attuazione del ‘jobs act’ in materia di mercato del lavoro, la Provincia ha dovuto sopportare i costi di personale legati alle funzioni non più di pertinenza provinciale (agricoltura, formazione professionale, turismo, sport, cultura, caccia e pesca, polizia provinciale e centri per l’impiego) e i costi di funzionamento dei relativi uffici. Contemporaneamente – ha continuato il vicepresidente – lo Stato che da anni non attua più alcun trasferimento, ha richiesto alla Provincia di Novara un prelievo di quasi 10 milioni di euro, precisamente € 9.920.000, a titolo di contributo alla finanza pubblica, prelievo che aumenterà ancora nel prossimo esercizio».

Il legislatore ha predisposto in linea teorica dei rimedi straordinari per consentire alla Province di chiudere i propri bilanci ma a buon fine è andata solo l’operazione di rinegoziazione del debito con la Cassa Depositi e Prestiti a cui la Provincia di Novara ha aderito, diversamente è andata per la dismissione degli immobili condotti in locazione passiva dallo Stato che ancora non ha trovato pratica concretizzazione da parte della società Invimit Sgr (Investimenti immobiliari italiani) costituita nel marzo 2013. Si tratta di una società digestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, deputata alla gestione collettiva del risparmio tramite fondi comuni di investi- mento immobiliare chiusi, che ha due principali ambiti tematici di intervento: la rigenerazione del patrimonio scolastico, la riqualificazione energetica e l’ottimizzazione degli utilizzi degli immobili pubblici.

La Provincia di Novara, trovandosi ad operare in un tale quadro di incertezza, nel 2014 aveva disposto di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal Testo Unico. Il piano di riequilibrio è stato approvato nel 2015 ed è al vaglio degli organi competenti per l’approvazione.

Nel frattempo è già stata pagata la prima delle trenta quote di rientro del disavanzo tecnico per 193.127,75 euro. Il disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, deliberato dal Consiglio provinciale in data 2 aprile 2015 ammonta- va complessivamente a € 9.778.392,59 da recuperare parte in quote decennali e parte in quote trentennali. E’ stato fatto anche un accantonamento consistente relativo ai fondi rischi previsti dal sistema di contabilità armonizzata.
Il risultato d’amministrazione al 31 dicembre 2015 ha registrato un miglioramento e il disavanzo si è ridotto a 9.381.792,41euro.
L’esercizio 2015 si è concluso senza dover ricorrere ad anticipazioni di tesoreria, lo Stato ha finalmente pagato dei ‘residui perenti’, ossia delle somme per trasferimenti erariali risalenti ai primi anni duemila che non erano mai stati versati.
Prossimo Consiglio martedì 3 maggio. 

Mariateresa Ugazio
Leggi di più sul Corriere di Novara di sabato 30 aprile 2016 

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