Protesta

Scuola Piemonte: gravi ritardi nel pagamento di stipendi a precari e personale con contratto Covid

"Alcuni non hanno preso un euro dal mese di settembre"

Scuola Piemonte: gravi ritardi nel pagamento di stipendi a precari e personale con contratto Covid
Economia 22 Gennaio 2021 ore 07:16

Scuola Piemonte: gravi ritardi nel pagamento di stipendi a precari e personale con contratto Covid. Lo sostengono i sindacati scuola Piemonte.

Il documento

“Da tempo in ogni occasione di incontri istituzionale e ancora in ultimo il 16 dicembre scorso con una lettera all’ USR Piemonte, FLC CGIL – CISL SCUOLA e UIL SCUOLA PIEMONTE segnalano i ritardi nei pagamenti degli stipendi del personale precario della scuola e di quello dei c.d. “contratti Covid”. Siamo arrivati al 20 gennaio e purtroppo decine di persone, che sono state chiamate per supplenze sui posti Docenti e ATA con contratto “covid”, non hanno ricevuto lo stipendio persino dal mese di settembre. Questi lavoratori stanno vivendo una situazione davvero difficile e in qualche caso drammatica”.

“Stato inadempiente”

E’ un fatto di notevole gravità che lo Stato come datore di lavoro si mostri a questo modo inadempiente verso categorie fragili. Vi sono famiglie messe allo stremo delle loro condizioni economiche, lavoratrici e lavoratori che con grandi sacrifici si sono trasferiti qui con spese a carico per riuscire ad avere un lavoro se pur temporaneo e che non stanno percependo alcuna retribuzione per il lavoro svolto. Non si può non convenire insieme che siamo davanti a una situazione inverosimile, insostenibile e intollerabile. Una situazione che non può non trovare una soluzione nei prossimi giorni”.

Le richieste

“Pertanto i SEGRETARI GENERALI dei SINDACATI SCUOLA di CGIL, CISL e UIL, nel denunciare ancora una volta questa inaccettabile situazione, chiedono l’interessamento e l’intervento di tutti i rappresentanti delle Istituzioni del Piemonte affinché nei modi più idonei si possa giungere a una soluzione a breve di questa dolorosa situazione e sia data garanzia che la previsione di un’ulteriore emissione speciale per il 25 gennaio sia risolutiva per tutti gli interessati e pongano le basi affinché tali situazioni non abbiano più a ripetersi”.

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