Economia

Se il Giappone “scopre” il gorgonzola

Se il Giappone “scopre” il gorgonzola
Economia 21 Ottobre 2015 ore 09:33

Il Giappone non è un Paese tradizionalmente conosciuto per la produzione e il consumo di formaggi. Ma il settore sta vivendo in questi anni - anche grazie alle politiche di export messe in campo da aziende come la novarese “Igor”, leader nella produzione di gorgonzola - un momento di crescita. Per questo motivo, lo scorso giovedì, proprio la “Igor” ha accolto una delegazione di ospiti d’eccezione provenienti dal Paese del Sol Levante. Quindici delegati del Ministero dell’Agricoltura giapponese, in Italia in occasione di Expo Milano 2015, hanno visitato lo stabilimento, accompagnati dai fratelli Fabio, Maurizio e Lara Leonardi, alla scoperta degli aspetti legati alla produzione del gorgonzola. «Quello che ci premeva capire - ha spiegato Taku Eto, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento giapponese - era come riuscire a produrre, anche nel nostro Paese, formaggi con un maggior valore aggiunto. Fermo restando il fatto che il Giappone non diventerà mai un produttore di gorgonzola, perché crediamo molto nel discorso della salvaguardia della territorialità delle produzioni, soprattutto in campo alimentare. E’ proprio questo che ci è piaciuto “scoprire” di questa azienda: lo stretto legame con il territorio e la tradizione, coniugato con tecniche produttive all’avanguardia. L’Italia ha lavorato molto sul tema delle Dop a tutela delle tipicità e delle eccellenze e anche in Giappone ci stiamo muovendo su questa strada: recentemente abbiamo introdotto la “GI”, Identificazione geografica».

Della delegazione giapponese facevano parte anche quattro parlamentari che hanno partecipato ai trattati internazionali di libero scambio. «Sono accordi fondamentali - commenta Fabio Leonardi, Ceo di “Igor” - per il futuro dei prodotti italiani e per farli conoscere nel mondo». Cosa sulla quale, peraltro, “Igor” punta molto, anche grazie a investimenti sull’internazionalizzazione e a politiche di incoming e marketing mirate. «Quello giapponese, per noi, è un mercato in grande crescita - sottolinea Leonardi - Il gorgonzola piace e contiamo quest’anno di riuscire a superare la quota del 20% di export: abbiamo stretto un accordo ad hoc con una catena della grande distribuzione locale e riusciamo a spedire il nostro prodotto già confezionato». Ma per aprirsi le strade su nuovi mercati occorre anche saper usare i giusti argomenti: «In Giappone puntano molto sull’igiene e la tecnologia. Per questo la delegazione che ha visitato il nostro stabilimento è rimasta colpita dalle nostre modalità di lavorazione, improntate proprio alla massima igiene, all’utilizzo delle più moderne tecnologie, al rispetto dell’ambiente, alla qualità delle materie prime e alla tracciabilità. Il tutto senza dimenticare le nostre radici e la tradizione di un prodotto che è una delle eccellenze del territorio. Questo per noi è un valore aggiunto che sappiamo essere molto apprezzato all’estero».

La delegazione giapponese ha quindi potuto sperimentare le mille declinazioni culinarie del gorgonzola nelle ricette della più autentica tradizione piemontese preparate dal Ristorante Rià, e servite con i pregiati vini dell’azienda vinicola Il Roccolo di Mezzomerico. Per tutti poi un apprezzatissimo e goloso omaggio a base di gorgonzola e biscottini di Novara.

Laura Cavalli

Il Giappone non è un Paese tradizionalmente conosciuto per la produzione e il consumo di formaggi. Ma il settore sta vivendo in questi anni - anche grazie alle politiche di export messe in campo da aziende come la novarese “Igor”, leader nella produzione di gorgonzola - un momento di crescita. Per questo motivo, lo scorso giovedì, proprio la “Igor” ha accolto una delegazione di ospiti d’eccezione provenienti dal Paese del Sol Levante. Quindici delegati del Ministero dell’Agricoltura giapponese, in Italia in occasione di Expo Milano 2015, hanno visitato lo stabilimento, accompagnati dai fratelli Fabio, Maurizio e Lara Leonardi, alla scoperta degli aspetti legati alla produzione del gorgonzola. «Quello che ci premeva capire - ha spiegato Taku Eto, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento giapponese - era come riuscire a produrre, anche nel nostro Paese, formaggi con un maggior valore aggiunto. Fermo restando il fatto che il Giappone non diventerà mai un produttore di gorgonzola, perché crediamo molto nel discorso della salvaguardia della territorialità delle produzioni, soprattutto in campo alimentare. E’ proprio questo che ci è piaciuto “scoprire” di questa azienda: lo stretto legame con il territorio e la tradizione, coniugato con tecniche produttive all’avanguardia. L’Italia ha lavorato molto sul tema delle Dop a tutela delle tipicità e delle eccellenze e anche in Giappone ci stiamo muovendo su questa strada: recentemente abbiamo introdotto la “GI”, Identificazione geografica».

Della delegazione giapponese facevano parte anche quattro parlamentari che hanno partecipato ai trattati internazionali di libero scambio. «Sono accordi fondamentali - commenta Fabio Leonardi, Ceo di “Igor” - per il futuro dei prodotti italiani e per farli conoscere nel mondo». Cosa sulla quale, peraltro, “Igor” punta molto, anche grazie a investimenti sull’internazionalizzazione e a politiche di incoming e marketing mirate. «Quello giapponese, per noi, è un mercato in grande crescita - sottolinea Leonardi - Il gorgonzola piace e contiamo quest’anno di riuscire a superare la quota del 20% di export: abbiamo stretto un accordo ad hoc con una catena della grande distribuzione locale e riusciamo a spedire il nostro prodotto già confezionato». Ma per aprirsi le strade su nuovi mercati occorre anche saper usare i giusti argomenti: «In Giappone puntano molto sull’igiene e la tecnologia. Per questo la delegazione che ha visitato il nostro stabilimento è rimasta colpita dalle nostre modalità di lavorazione, improntate proprio alla massima igiene, all’utilizzo delle più moderne tecnologie, al rispetto dell’ambiente, alla qualità delle materie prime e alla tracciabilità. Il tutto senza dimenticare le nostre radici e la tradizione di un prodotto che è una delle eccellenze del territorio. Questo per noi è un valore aggiunto che sappiamo essere molto apprezzato all’estero».

La delegazione giapponese ha quindi potuto sperimentare le mille declinazioni culinarie del gorgonzola nelle ricette della più autentica tradizione piemontese preparate dal Ristorante Rià, e servite con i pregiati vini dell’azienda vinicola Il Roccolo di Mezzomerico. Per tutti poi un apprezzatissimo e goloso omaggio a base di gorgonzola e biscottini di Novara.

Laura Cavalli