Sedici ore in aula, ma nessuno ha parlato. Perché?

Sedici ore in aula, ma nessuno ha parlato. Perché?
Economia 02 Aprile 2015 ore 04:45

NOVARA - Consiglio comunale fiume per approvare, in una sola seduta partita alle ore 9 di lunedì scorso, il bilancio preventivo del Comune di Novara 2015-2017. Sedici ore sono rimasti i consiglieri seduti sugli scranni, fino all’alba del giorno seguente, la seduta è infatti terminata alle 2.45 del 31 marzo, ma per approvare che cosa? Un documento forse con delle appostazioni non corrette?  Da quanto si è appreso la mattina seguente, il bilancio deve essere rideterminato nel suo risultato del 2014. Questo aveva già ordinato la deliberazione della Corte dei Conti del 24 marzo 2015, pervenuta alla Ragioneria Generale il 25 marzo, di cui erano a conoscenza il sindaco, l’assessore al Bilancio, il presidente del Consiglio comunale e il Collegio dei revisori. Evidentemente è  stato attivato il principio del “zitti, zitti, che andiamo a cento all’ora” ma che beffa per i consiglieri comunali e per tutti i cittadini che hanno avuto la pazienza di seguire in streaming i lavori del Consiglio.

La domanda principe è di capire che cosa ci stia dietro a questa fretta di deliberare, in dispregio al parere della Magistratura amministrativa, visto che la scadenza per l’approvazione del bilancio è stata procrastinata, dal decreto del  Ministero delle Finanze al 31 maggio. Come mai il sindaco non ne ha dato comunicazione all’aula e il presidente del Consiglio alla conferenza dei capigruppo?

Mariateresa Ugazio

Leggi tutto sul Consiglio comunale sul Corriere di Novara di giovedì 2 aprile  

NOVARA - Consiglio comunale fiume per approvare, in una sola seduta partita alle ore 9 di lunedì scorso, il bilancio preventivo del Comune di Novara 2015-2017. Sedici ore sono rimasti i consiglieri seduti sugli scranni, fino all’alba del giorno seguente, la seduta è infatti terminata alle 2.45 del 31 marzo, ma per approvare che cosa? Un documento forse con delle appostazioni non corrette?  Da quanto si è appreso la mattina seguente, il bilancio deve essere rideterminato nel suo risultato del 2014. Questo aveva già ordinato la deliberazione della Corte dei Conti del 24 marzo 2015, pervenuta alla Ragioneria Generale il 25 marzo, di cui erano a conoscenza il sindaco, l’assessore al Bilancio, il presidente del Consiglio comunale e il Collegio dei revisori. Evidentemente è  stato attivato il principio del “zitti, zitti, che andiamo a cento all’ora” ma che beffa per i consiglieri comunali e per tutti i cittadini che hanno avuto la pazienza di seguire in streaming i lavori del Consiglio.

La domanda principe è di capire che cosa ci stia dietro a questa fretta di deliberare, in dispregio al parere della Magistratura amministrativa, visto che la scadenza per l’approvazione del bilancio è stata procrastinata, dal decreto del  Ministero delle Finanze al 31 maggio. Come mai il sindaco non ne ha dato comunicazione all’aula e il presidente del Consiglio alla conferenza dei capigruppo?

Mariateresa Ugazio

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