Segnali positivi per l’industria novarese

Segnali positivi per l’industria novarese
Economia 15 Aprile 2015 ore 16:49

NOVARA - Segnali positivi quelli che emergono dall'analisi dei dati relativi alle previsioni congiunturali elaborate dall’Associazione Industriali di Novara per il secondo trimestre del 2015. Il saldo tra gli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quelli che sono pessimisti sull’incremento della produzione sale infatti a 14,3 punti, rispetto ai -5,7 della precedente rilevazione, posizionandosi ai livelli massimi degli ultimi otto anni. I saldi tra ottimisti e pessimisti sulle attese di ordini totali salgono a 6,9 punti dai precedenti -9,9, mentre quelli relativi alle esportazioni passano da 9,1 a 15,4 punti.
«La cautela rimane ancora d’obbligo – commenta il presidente dell’Ain, Fabio Ravanelli – ma rispetto ai dati contrastanti di inizio anno, in questa rilevazione tutti gli indicatori sono finalmente coerenti nel segnalare una significativa, e positiva, inversione di tendenza. Attendiamo conferma dalle prossime rilevazioni per valutare la sua solidità e le sue prospettive temporali, ma credo sia evidente che una fase di ripresa è ormai avviata. Un elemento importante di questa indagine, che speriamo possa essere avvalorato nei prossimi mesi, è il dato relativo agli ordini totali: un rafforzamento della ancora debole domanda interna è infatti fondamentale per rendere stabili le prospettive positive nel medio termine. Anche l’export, che si conferma strategico per l’economia del nostro territorio, potrà trovare ulteriori spunti positivi dalla soluzione di alcune problematiche geopolitiche ancora fonte di preoccupazione tra gli imprenditori, quali le crisi greca e ucraina e le improvvide sanzioni alla Russia».
«Un aspetto sorprendente di queste previsioni congiunturali – aggiunge il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – è il forte miglioramento degli indicatori relativi al mercato del lavoro, con  il saldo ottimisti/pessimisti sulle aspettative di occupazione che sale da 4,2 a 13,9 punti, raggiungendo il massimo dell’ultimo decennio, e il forte calo, dal 18,3% al 7%, ai minimi degli ultimi sette anni, delle intenzioni di fare ricorso alla Cassa integrazione. Si tratta di dati molto positivi, ma che richiedono di essere confermati dalle prossime rilevazioni proprio in ragione della loro eccezionalità. Rimaniamo infatti del parere che un eventuale incremento della base occupazionale potrà arrivare soltanto nel medio-lungo periodo, come conseguenza di un significativo consolidamento della fase di ripresa».
Le previsioni di investimenti da parte delle imprese novaresi rimangono su buoni livelli, con quelli “marginali” in aumento dal 43,7% al 47,2% e quelli “significativi” sostanzialmente stabili (al 31,9% rispetto al precedente 32,4%), mentre registra una ulteriore flessione, dal 38,2% al 34,3%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi otto anni, il numero di aziende che segnala ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti.
A livello settoriale, nel metalmeccanico il saldo ottimisti/pessimisti sulle attese di produzione sale da -5,7 a 26,1 punti, mentre quelli sugli ordini totali ed esteri aumentano, rispettivamente, da -13,8 a 20 punti e da 7,4 a 21,7 punti; sale a 20 punti anche il saldo sui possibili allargamenti della base occupazionale e si riducono dal 17,2% al 4% le previsioni di ricorso alla Cig. Il comparto chimico conferma le prospettive positive già emerse nella precedente rilevazione mentre tutti gli indicatori dell’alimentare registrano una generalizzata contrazione, pur a fronte di saldi ottimisti/pessimisti nulli o lievemente positivi. Non si intravedono ancora prospettive di ripresa, invece, nel tessile-abbigliamento, dove i saldi ottimisti/pessimisti relativi a produzione e ordini sono, rispettivamente, a quota zero e -10 punti.

NOVARA - Segnali positivi quelli che emergono dall'analisi dei dati relativi alle previsioni congiunturali elaborate dall’Associazione Industriali di Novara per il secondo trimestre del 2015. Il saldo tra gli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quelli che sono pessimisti sull’incremento della produzione sale infatti a 14,3 punti, rispetto ai -5,7 della precedente rilevazione, posizionandosi ai livelli massimi degli ultimi otto anni. I saldi tra ottimisti e pessimisti sulle attese di ordini totali salgono a 6,9 punti dai precedenti -9,9, mentre quelli relativi alle esportazioni passano da 9,1 a 15,4 punti.
«La cautela rimane ancora d’obbligo – commenta il presidente dell’Ain, Fabio Ravanelli – ma rispetto ai dati contrastanti di inizio anno, in questa rilevazione tutti gli indicatori sono finalmente coerenti nel segnalare una significativa, e positiva, inversione di tendenza. Attendiamo conferma dalle prossime rilevazioni per valutare la sua solidità e le sue prospettive temporali, ma credo sia evidente che una fase di ripresa è ormai avviata. Un elemento importante di questa indagine, che speriamo possa essere avvalorato nei prossimi mesi, è il dato relativo agli ordini totali: un rafforzamento della ancora debole domanda interna è infatti fondamentale per rendere stabili le prospettive positive nel medio termine. Anche l’export, che si conferma strategico per l’economia del nostro territorio, potrà trovare ulteriori spunti positivi dalla soluzione di alcune problematiche geopolitiche ancora fonte di preoccupazione tra gli imprenditori, quali le crisi greca e ucraina e le improvvide sanzioni alla Russia».
«Un aspetto sorprendente di queste previsioni congiunturali – aggiunge il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – è il forte miglioramento degli indicatori relativi al mercato del lavoro, con  il saldo ottimisti/pessimisti sulle aspettative di occupazione che sale da 4,2 a 13,9 punti, raggiungendo il massimo dell’ultimo decennio, e il forte calo, dal 18,3% al 7%, ai minimi degli ultimi sette anni, delle intenzioni di fare ricorso alla Cassa integrazione. Si tratta di dati molto positivi, ma che richiedono di essere confermati dalle prossime rilevazioni proprio in ragione della loro eccezionalità. Rimaniamo infatti del parere che un eventuale incremento della base occupazionale potrà arrivare soltanto nel medio-lungo periodo, come conseguenza di un significativo consolidamento della fase di ripresa».
Le previsioni di investimenti da parte delle imprese novaresi rimangono su buoni livelli, con quelli “marginali” in aumento dal 43,7% al 47,2% e quelli “significativi” sostanzialmente stabili (al 31,9% rispetto al precedente 32,4%), mentre registra una ulteriore flessione, dal 38,2% al 34,3%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi otto anni, il numero di aziende che segnala ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti.
A livello settoriale, nel metalmeccanico il saldo ottimisti/pessimisti sulle attese di produzione sale da -5,7 a 26,1 punti, mentre quelli sugli ordini totali ed esteri aumentano, rispettivamente, da -13,8 a 20 punti e da 7,4 a 21,7 punti; sale a 20 punti anche il saldo sui possibili allargamenti della base occupazionale e si riducono dal 17,2% al 4% le previsioni di ricorso alla Cig. Il comparto chimico conferma le prospettive positive già emerse nella precedente rilevazione mentre tutti gli indicatori dell’alimentare registrano una generalizzata contrazione, pur a fronte di saldi ottimisti/pessimisti nulli o lievemente positivi. Non si intravedono ancora prospettive di ripresa, invece, nel tessile-abbigliamento, dove i saldi ottimisti/pessimisti relativi a produzione e ordini sono, rispettivamente, a quota zero e -10 punti.

v.s.